23 dicembre 2017

L'ordine del tempo

Dopo il grande successo delle sue "Sette brevi lezioni di fisica", diventato un bestseller anche all'estero grazie alla sua scrittura molto fruibile e affascinante, Carlo Rovelli torna in libreria con un saggio dedicato al tempo.
A prima vista, tutti sappiamo cos'è il tempo. O perlomeno pensiamo di saperlo. Di sicuro ne abbiamo un'esperienza diretta, costante e onnipresente. E questo ci fa sembrare che interrogarsi sul tempo sia azione da filosofi più che da scienziati.
Ma in verità il tempo è molto più misterioso di quanto si pensi e ad un esame attento la sua vera natura appare sempre più sfuggente (sic!). E quindi è giusto dare la parola alla scienza per sapere cosa ha da dire in proposito.
Carlo Rovelli ci ricorda che l'idea del tempo newtoniano, che scorre fisso e immutabile come una costante universale, è falsa. Einstein ce l'ha dimostrato ampiamente, dando la prova che il tempo cambia sia in relazione ai corpi e alle loro masse, sia in relazione alla velocità. Il tempo quindi non è una costante, ma una variabile che dipende dal punto di vista.
Ma non è tutto.
Anche lo spazio-tempo di Einstein (perché le due dimensioni sono in realtà una) non è così liscio e così piano come un telo di gomma. E' infinitamente increspato e poliedrico, se lo si va a guardare nell'infinitamente piccolo come ci insegna la meccanica quantistica.
Ed ecco che si arriva a scoprire che alle frontiere estreme della discesa nell'abisso dell'esistente, fra le particelle elementari, in realtà il tempo non esiste. La fisica quantistica può fare benissimo a meno della variabile "tempo" nelle sue equazioni e i risultati matematici sono esattamente gli stessi se la freccia va a destra o a sinistra nell'ordine del tempo.
Ma come mai se la Natura a livelli supermicroscopici ignora il tempo, poi a livello macroscopico ce lo fa sentire così presente e reale? Com'è possibile che il passato, il presente e il futuro che tutti noi sperimentiamo ogni istante della nostra vita, in realtà non esistono nelle particelle e negli atomi dell'universo (noi compresi)?
La risposta è che forse il tempo non è qualcosa di connaturato alla realtà delle cose, ma piuttosto è qualcosa che ha a che fare con noi, col nostro modo di percepire il mondo che ci circonda, con la struttura di pensiero che il nostro cervello ha creato in milioni di anni di evoluzione.
Una fantasia quindi? Nemmeno. Piuttosto un esercizio di approssimazione che la nostra cognizione usa per comprendere il mondo.
Il libro, come riconosce lo stesso autore, in certi passaggi è piuttosto ostico per i non addetti ai lavori. Ma sono solo alcuni capitoli, che comunque è interessante affrontare anche solo per mettersi alla prova. Per il resto le spiegazioni sono molto comprensibili e ci forniscono l'idea che in definitiva il tempo è un grandissimo mistero del quale molto sappiamo ma molto resta da sapere.


  Autore Carlo Rovelli


  Editore Adelphi

09 dicembre 2017

Origin

Con quest'ultimo romanzo Dan Brown ci trascina ancora una volta in un'avventura mozzafiato, dove tutto si svolge nell'arco di una notte nei bellissimi ma inquietanti scenari di Bilbao, Barcellona e Madrid.
Stavolta tutto ruota intorno a quella che potrebbe essere una scoperta epocale nel campo della biologia: la prova definitiva sull'origine della vita.
Una scoperta che rischia di generare ripercussioni inimmaginabili sui convincimenti della gente, in particolar modo di coloro che ripongono la loro fede in un dio creatore.
Ecco quindi che il visionario scienziato Edmond Kirsch, che è arrivato a capire il mistero della vita e che sta per renderlo pubblico a tutto il mondo, viene ucciso in diretta streaming, affinché ciò che avrebbe voluto dire a tutti, resti taciuto.
Parte così la rutilante nottata di Robert Langdon, l'ormai celeberrimo professore di simbologia, protagonista de "Il codice Da Vinci", che assiste all'omicidio di Kirsch e che si mette in gioco, rischiando il tutto per tutto, per portare in superficie il mistero della scoperta dello scienziato, di cui è amico da tempo.
Inseguito da mille pericoli, ma determinato nel far luce su quella che potrebbe essere una autentica svolta per la conoscenza umana, Robert Langdon si lancia nella ricerca di ciò che l'amico scienziato ha scoperto, prima che tutto vada perduto, nel suggestivo e ipnotico contesto della Barcellona di Antoni Gaudì, architetto-artista che forse più di ogni altro ha saputo rendere nella pietra inerte quel senso di "materia organica e vitale", che costituisce il sottile e sfuggente momento di passaggio fra non-vita e vita.
Come quelli precedenti, anche questo ultimo romanzo di Dan Brown intreccia arte e scienza, storia e religione ed è naturalmente destinato a dividere la critica e i lettori, fra coloro che lo accusano di fare una trita polemica antireligiosa e coloro che invece apprezzano il suo stile narrativo, molto simile ad una sceneggiatura cinematografica, dove certo non ci si annoia.
Ognuno ovviamente è libero di pensarla come vuole. Ma una cosa merita di essere tenuta presente: la teoria sull'origine della vita sviluppata nel romanzo non è frutto dell'immaginazione dell'autore. Dan Brown infatti costruisce la sua storia sulla base delle teorie del fisico del MIT Jeremy England, persona serissima e stimatissima in ambiente scientifico, che qualcuno definisce "il nuovo Darwin".
Un motivo in più quindi per gustarsi questa nuova avventura, alla ricerca di tracce di verità....



  Autore Dan Brown


  Editore Mondadori