L'eredità culturale che ci ha lasciato Umbero Eco, sia coi suoi saggi che con i suoi romanzi, è sempre preziosa e in ogni tempo offre spunti di approfondimento, di meraviglia e, non ultimo, di insegnamento.
Un esempio è il famoso saggio sulle terre e i luoghi leggendari, dove l'autore ripercorre l'anelito dell'essere umano verso paesi e territori immaginari o mitici, alla ricerca di un "Altrove" diverso dal mondo quotidiano e capace di assicurare felicità e gioie infinite.
Le mitologie di tutte le culture umane, infatti, parlano di luoghi remoti e favolosi, dove l'uomo potrebbe vivere in perpetua felicità circondato da immense ricchezze, senza l'oppressione delle miserie umane, affrancato dai bisogni e della caducità tipiche della nostra condizione umana. L'esempio più noto è il giardino dell'Eden, il Paradiso perduto, dove l'uomo viveva in una condizione semi-divina, da tempo immemorabile perduta. Ebbene, tale mito non è rimasto confinato nell'immaginario collettivo ma ha anche alimentato studi e ricerche per il suo ritrovamento. Ricerche per lo più estemporanee ad opera di personaggi bizzarri, ma anche studi approfonditi e animati da un reale desiderio di conoscenza e di scoperta.
A partire dall'Eden, sono moltissimi i luoghi leggendari nella storia umana che Umberto Eco ripercorre in questo libro. Luoghi mai esistiti ma che hanno da sempre alimentato spedizioni e ricerche, come il continente di Atlantide, la città sotterranea di Agharta, il regno del Prete Gianni, l'Eldorado, Avalon, l'Isola di Thule, Shangri-La, ecc. A fianco di questi luoghi, frutto della narrazione mitologica ed epica dell'umanità, che li considerava reali anche se introvabili, ve ne sono altri che tutti sanno essere frutto di invenzione (e quindi inesistenti), ma che allo stesso modo sono entrati nell'immaginario collettivo, con una infinita schiera di seguaci e di devoti. Basti pensare all'appartamento di Sherlock Holmes in Baker Street a Londra, le isole visitate da Gulliver o il tempio dei Thugs di Salgari.
In ogni caso questi luoghi leggendari hanno prodotto due risultati entrambi ammirevoli: da un lato la produzione di numerose e meravigliose opere d'arte ad essi ispirati, sia in pittura che in letteratura; dall'altro il desiderio di ricerca ha fatto sì che, andando a cercare i luoghi leggendari l'uomo ha finito per scoprire altre cose, fino a quel momento sconosciute ma assolutamente reali (e i viaggi di Colombo, di Vespucci e di Magellano ne sono la prova più lampante).
Rileggere, quindi, questo saggio ha la capacità di farci apprezzare l'infinita fantasia umana e le straordinarie conquiste che l'uomo può raggiungere se solo è animato da un'aspirazione davvero "fantastica". L'esplorazione dello spazio ne è l'esempio più attuale.
Autore: Umberto Eco
Editore: Bompiani

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