Tuttavia la suspence è abilmente mantenuta per lunghi tratti del racconto, salvo forse nell'esito finale, non completamente appagante.
La storia si incentra su una vicenda classica: una vicina di casa che, appena conosciuta sembra una persona molto cordiale e amichevole e poi si scopre che invece ha dei tratti maniacali e anche psicotici tutt'altro che tranquillizzanti.
In poche parole, il romanzo appare come una versione letteraria della famosissima serie TV Desperate Houswives, dove le due protagoniste Minette e Cath sono molto simili a Susan Mayer e a Bree Van de Kamp della fiction televisiva. Con la differenza che fra le protagoniste del romanzo non si instaura mai una vera e solida amicizia.
Anche nel libro non mancano gli spunti leggeri e divertenti, soprattutto nelle prime pagine, salvo poi, quando l'intreccio si fa più torbido, far emergere aspetti molto più morbosi e oscuri.
E quindi: si può dire in tutta onestà di conoscere davvero le persone che ci circondano e che sono magari le nostre vicine di casa? L'immagine di facciata è davvero rappresentativa della natura di una persona? E quando raccomandiamo ai bambini di "non accettare caramelle dagli sconosciuti", non dovremmo allo stesso modo avere una sana diffidenza verso chi non conosciamo?
Aprirsi al prossimo in maniera generosa e confidenziale non è sempre il modo migliore per vivere le nostre relazioni sociali... A volte stare un po' "sulle sue" e aprirsi agli altri con gradualità è la strategia più saggia... Altrimenti si può andare incontro a conseguenze imprevedibili.
Queste sono alcune delle considerazioni e delle riflessioni che sorgono spontanee leggendo il romanzo che, quindi, è una lettura piacevole, ben scritta, e che, in definitiva, tratta di vicende che a chiunque di noi potrebbe capitare di vivere.
Autore Beth Miller
Editore Newton Compton

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