08 agosto 2026

Ti telefono stasera

Giò Coppola è un cinquantenne che di mestiere legge in tv le previsioni meteo. Un lavoro che da fuori sembra prestigioso e invidiabile, ma che lui vive con poco entusiasmo, consapevole di non fare niente di davvero importante, ma solo di raccontare bene e con bella presenza cose scritte da altri.

Anche la sua vita privata gli dà poco entusiasmo: il rapporto con la sua compagna si è deteriorato fino alla separazione e con "Veleno" (come lui chiama la sua ex) non c'è comunicazione, se non sporadica per le questioni che riguardano il figlio Duccio.

La sua vita, quindi, è connotata da un velo nemmeno troppo sottile di tristezza e di malinconia, in un'età in cui si comincia a tracciare il bilancio della propria vita e, se ci si rende conto di aver realizzato poco o nulla, non si può che soffrire per le occasioni sprecate, le opportunità mancate, gli errori fatti.

Ma un evento inaspettato arriva a sconvolgere la vita di Giò: Veleno deve trasferirsi in Australia per lavoro e quindi Duccio deve andare temporaneamente a vivere col padre. Il bimbo è un ragazzino molto educato e compito, ma anche molto sensibile e intelligente e all'inizio la convivenza col padre è problematica. Soprattutto perché Giò non è abituato a condividere con suo figlio tanto tempo e tutti gli spazi domestici, per cui fra i due i rapporti sono difficili e spesso rischiano di ferirsi inutilmente l'un l'altro.

Ma poi col tempo padre e figlio iniziano piano piano a comprendersi, ad accettarsi e a costruire fra loro un rapporto profondo e sincero, dove ciascuno impara molto dall'altro, soprattutto a dedicarsi all'altro, con generosità e spontaneità. Insomma, in una parola, imparano cosa vuol dire "amare".

Con una prosa fluida e contraddistinta spesso da una piacevole ironia, l'autore racconta le difficoltà e gli ostacoli che un padre single incontra nel gestire da solo un figlio, ma anche le immense soddisfazioni che può trovare, in modo anche inaspettato, quando smette di voler dare ordine al mondo e si lascia andare al sentimento più puro e più umano: quello di amare il proprio figlio sopra ogni cosa.

Un bel romanzo che rappresenta anche una sorta di manuale di educazione sentimentale per gli adulti, che non fa mai male rispolverare, in un'epoca dove tutto sembra virtuale e molto poco vi è di autentico nelle nostre vite.

Autore: Lorenzo Marone

Editore: Feltrinelli

01 agosto 2026

Il caffè dei tarocchi per i giorni felici

Shin Seryeon è una giovane donna che vive a Seul. Ha avuto una infanzia difficile, con una madre inaffidabile che passava da un uomo all'altro, senza un minimo di stabilità e costretta a fare da baby sitter ai suoi fratellini, figli di chissà quale padre.

Fino a che non decide di fuggire da quella casa e vivere la sua vita. Sola, in mezzo ad una città caotica, si impegna più che può per frequentare l'università di lettere, che riesce a completare con successo, ma che non le dà prospettive di lavoro accettabili.

Si ritrova quindi a vivere in un minuscolo appartamento trasandato, che ha il solo pregio di costare poco d'affitto, e arrotonda i suoi guadagni leggendo i tarocchi al tavolino di un bar di una barista che l'ha presa a ben volere.

I suoi clienti, uomini e donne, apprezzano la capacità di Seryeon di leggere, più che i tarocchi, la loro anima. Infatti Seryeon è una acuta osservatrice, un'abile conversatrice e tramite le carte, riesce ad intercettare i "nodi" che stringono l'anima dei suoi clienti, fornendo loro un modo per comprenderli e, se lo vorranno, per risolverli.

In uno di questi momenti conosce Yu Jinju, un ricco e famoso autore di webtoon, che rimane affascinato dalla sua capacità narrativa e le chiede di collaborare con lui per la sceneggiatura di nuovi fumetti online.

Nasce così un rapporto fra i due, prima di tipo professionale, ma che poi si evolve in qualcosa di più, fino a che Seryeon scoprirà che le vecchie ferite di una vita difficile possono guarire piano piano anche grazie ad attività apparentemente trascurabili come leggere i tarocchi al tavolino di un bar.

Perché le carte, a saperle leggere, raccontano una storia. E magari c'è la storia di ognuno di noi.

Autore: Moon Hye Joung

Editore: Newton Compton

25 luglio 2026

I convitati di pietra

22 luglio 1975. Gli ex compagni di classe del liceo dove l'anno prima hanno conseguito la maturità, si ritrovano per una cena di classe per celebrare il primo anniversario del diploma.

In quella cena, nasce un'idea strampalata ma conturbante: ogni ex compagno si impegna a versare una cifra annuale che verrà investita anno dopo anno, fino a che il montepremi finale sarà spartito fra i tre ultimi superstiti. Una sorta di investimento sulla vita futura, con l'aleatorietà tipica delle scommesse, che fa nascere un meccanismo tanto diabolico quanto irresistibile.

Ecco che allora, anno dopo anno, sempre il 22 di luglio, gli ex compagni si ritrovano a cena e si aggiornano a vicenda sullo stato di salute di ognuno, e ciascuno osserva l'altro per prevedere il momento della sua dipartita, imminente o remoto, sperando ognuno di tenere duro il più a lungo possibile per entrare nella fatidica terna di vincitori del premio finale.

Il meccanismo del "gioco" assomiglia quindi ad una roulette, dove ognuno punta sul numero che ritiene fortunato e per arrivare allo scopo non disdegna di ricorrere a trucchi e bassezze di ogni genere: tresche, sospetti, macumbe e perfino tentativi di omicidio si susseguono negli anni perché ognuno vuole campare più degli altri e ogni mezzo è accettabile pur di conseguire lo scopo.

Fino a che, nel 2050, si arriva finalmente al momento della verità, con gli ultimi tre superstiti oramai ultra novantenni. E il finale sarà giustamente spiazzante.

A metà fra "Compagni di scuola" di Verdone e la saga horror "Final Destination", il romanzo si sviluppa nell'arco di decenni descrivendo i pensieri, le motivazioni e le azioni degli ex compagni, ciascuno convinto di poter costruire il proprio futuro ricorrendo ad ogni mezzo, ma continuamente scontrandosi con il fato (o il caso) che è sempre pronto a scombinare i piani e a creare nuovi sviluppi nella trama. Perché la morte non ha volto, ma ha sempre un piano.

Un romanzo pervaso da un ironico cinismo che spoglia di ogni sentimentalismo il rito sociale della "cena fra compagni di scuola", dimostrando come a volte sia vero l'esatto opposto del famoso proverbio: "Chi perde un amico trova un tesoro".

Autore: Michele Mari

Editore: Einaudi

11 luglio 2026

L'idiota di famiglia

Igor è un quarantenne con una vita del tutto ordinaria. Di mestiere fa il traduttore di testi per lo più trascurabili perché "non è sufficientemente bravo per fare lo scrittore" (come dice lui).

Convive a Roma con Marta, una donna che ha tentato la carriera universitaria, salvo poi rendersi conto che in quell'ambiente baronale i posti per ricercatore sono "ad personam" e non c'è spazio per chi non si adegua al sistema. Si è quindi inventata "saggista femminista" riscuotendo anche un bel successo, per cui non è mai in casa per conferenze e presentazioni editoriali e Igor trascorre le sue giornate molto spesso da solo.

Fino a quando sua sorella Ester lo chiama da Viareggio, sua città natale, per informarlo che il padre sta declinando in una demenza senile sempre più marcata e che c'è bisogno di lui per assisterlo.

Igor quindi torna a Viareggio e si stabilisce in casa di suo padre. L'uomo non è una persona qualunque: ha fatto per tutta la vita il professore di Filosofia con un piglio didattico tale da farlo soprannominare dai suoi studenti "Herr Professor" e a Viareggio è stato una istituzione per il suo impegno politico attivo, nel quale ha riversato il suo credo marxista, riscuotendo peraltro sempre amare delusioni.

Lo stato di salute del padre è fortemente compromesso per cui Igor non ha modo di poterci dialogare. Ma vivere con lui nella casa di famiglia gli fa tornare alla mente tante cose di suo padre. Per esempio, il fatto che ritenesse "L'idiota" di Dostoesvkij il miglior libro del migliore autore della letteratura russa e, per traslato, il miglior libro della letteratura universale. E per ironia del destino, adesso "l'idiota" è proprio il padre, per la sua perdita cognitiva...

Nelle giornate passate in casa, Igor ritrova anche appunti del padre scritti quando ancora aveva la mente piuttosto presente e i sintomi della malattia non erano ancora gravi. In particolare la storia, un po' vera e un po' romanzata, delle "tre giornate" di Viareggio, ossia l'insurrezione anarchica e socialista del 2-4 maggio 1920 causata dell'uccisione di un guardalinee da parte di un carabiniere durante una partita di calcio Viareggio-Lucchese. L'evento causò una spontanea sollevazione popolare che cacciò le istituzioni politiche e di governo dalla città, che per tre giorni si auto-proclamò "repubblica indipendente". Un evento epico, esaltante e tragico allo stesso tempo, che probabilmente il padre celebrava come fondante del suo pensiero e, con esso, delle sue delusioni e rappresentativo del carattere e dello spirito viareggini.

Tale lettura consente a Igor di entrare in intimità col padre come in realtà non era mai stato perché a volte il potere delle parole e della letteratura è in grado di farci sentire umani come non si è mai stati. E a volte anche un "idiota" che non può più parlare può insegnare e dare tanto a chi sa ascoltare.

Autore: Dario Ferrari

Editore: Sellerio

27 giugno 2026

Orbital

Com'è la vita sulla stazione spaziale internazionale, a 400 chilometri dalla Terra? Cosa pensano e cosa provano le persone che ci vivono, a volte per molti mesi? E come si convive con persone diverse per cultura e per abitudini, in uno spazio estremamente ridotto, stando attenti a non fare nulla di stupido perché nello spazio qualunque errore può diventare una catastrofe?

In questo romanzo l'autrice immagina la vita di sei astronauti che provengono dagli Stati Uniti, dalla Russia, dalla Gran Bretagna, dall'Italia e dal Giappone, impegnati nella routine di studio e ricerca scientifica per cui la stazione spaziale è stata costruita. Lo scopo infatti è da un lato monitorare e registrare dall'alto i fenomeni atmosferici e climatici che avvengono sulla terra, dall'altro condurre esperimenti in assenza di gravità sia su esseri viventi, come le cavie da laboratorio, sia su materia inorganica.

Ma quello che il romanzo racconta, non è tanto la didascalica giornata degli astronauti nelle loro attività scientifiche, quanto i loro pensieri e i loro sentimenti nel vivere un'esperienza assolutamente estranea ad ogni persona sulla Terra.

Viaggiano alla velocità di 27.600 chilometri orari, ma non stanno volando, stanno letteralmente precipitando in caduta libera e non si sfracellano sulla terra solo perché tale velocità compensa la forza di gravità e la caduta segue la curvatura terrestre. Solo pensare di essere a bordo di un veicolo con tali caratteristiche farebbe andare fuori di testa qualunque persona normale... Orbitano attorno alla Terra ad una velocità tale che nell'arco di 24 ore circumnavigano il globo 16 volte, assistendo quindi sedici volte al giorno ad alba e tramonto. Anche questo scollamento con il ritmo del tempo a cui siamo abituati come esseri terrestri è destabilizzante...

In tutto ciò, vivere a quell'altezza e con queste caratteristiche "assurde", fa emergere in loro una profonda e indimenticabile sensazione: quella di amare col più profondo rispetto e la più profonda considerazione quella perla sospesa nello spazio di colore blu e bianco che noi chiamiamo Terra, che è la nostra unica casa in una immensità infinita e di cui dovremmo prenderci cura con tutto il nostro impegno.

Nessuno di loro si sente "straniero". Tutti e sei si sentono compagni, amici, fratelli. Perché tutti capiscono nel profondo del loro animo di essere uguali: piccoli esseri senzienti in un Universo infinito, che abitano un pianeta meraviglioso, fatto apposta per ospitare la vita e che solo per questo andrebbe trattato con la più amorevole cura.

In un mondo che sembra non avere prospettive, se non di guerre e di catastrofi, una prospettiva nuova, dall'alto, fatta di amore e di rispetto, non è solo una metafora: è un invito a ri-orientare il nostro modo di vivere la nostra vita sulla Terra. Un invito a vivere in senso autenticamente "ecologico", come l'etimologia del termine insegna: amore per la propria casa.

Autore: Samantha Harvey

Editore: NNE

13 giugno 2026

Il custode

In uno sperduto paesino della Sicilia, in un seminterrato seminascosto, vive la famiglia Vasciaveo, composta da Agata, suo figlio tredicenne Nilo e la zia Rosi.

La loro attività consiste nella lavorazione del marmo, che ricevono da persone di estrema fiducia e col quale realizzano splendidi manufatti. Ma nessuno sa in che modo vengono prodotti questi manufatti. In casa Vasciaveo c'è qualcosa chiuso a chiave nel bagno che nessuno deve vedere, nessuno deve sapere e deve essere tenuto segreto per sempre. Perché questa è proprio la missione della famiglia Vasciaveo.

Nilo ha l'età in cui deve compiere il rito di iniziazione, ossia essere reso partecipe della missione della famiglia e di cosa venga tenuto nascosto e segregato nel bagno di casa. Ha intuito che la sua famiglia non è proprio come le altre, anche perché non sa che fine abbia fatto suo padre e ogni domanda in merito viene sempre elusa.

Nel realismo con cui viene raccontata e descritta nei minimi particolari la vita della famiglia, a questo punto si interseca il livello magico: il mito entra in contatto con la realtà e Nilo assisterà coi propri occhi (o forse no?) al prorompere del magico nella sua vita, in una commistione fra reale e fantastico, fra concretezza e immaginazione che inevitabilmente lo sconvolge e lo porta ad una consapevolezza di sé e del mondo del tutto nuova.

Il titolo del romanzo si riferisce quindi proprio alla missione della famiglia: custodire a costo di qualunque sacrificio e di qualunque rinuncia un segreto antico di millenni, che risale a quando la storia e il mito erano la stessa cosa, tramandato di generazione in generazione e adesso giunto nelle mani di Nilo. Un segreto che va protetto anche dalla presenza imprevista e disturbante della bella e sperduta Arianna (e il nome non è a caso) e di sua figlia Saskia.

Un romanzo di "realismo magico", ambientato in una Sicilia in cui la storia affonda le radici nel mito e il mito si fa storia, con il quale l'autore sfuma abilmente in confini fra ciò che riteniamo sia vero e oggettivo e ciò che vive dentro di noi, nel segreto del nostro animo, che a suo modo ha altrettanta vitalità del mondo esterno e col quale dobbiamo fare i conti. E come il mito da millenni ci richiama a fare.

La metafora del bagno chiuso a chiave in una casa seminascosta e che imprigiona qualcosa di indicibile parla a tutti noi e, nel mentre ci immergiamo nella lettura, conquistati da una narrazione sempre più avvincente, siamo costretti a riconoscere la presenza di questa stanza buia dentro di noi e a riconsiderare noi stessi e il nostro modo di vedere il mondo. Proprio come Nilo.

Autore: Niccolò Ammaniti

Editore: Einaudi

30 maggio 2026

Zenobia

Valerio Massimo Manfredi ci ha abituato a piacevolissimi romanzi storici, con protagonisti le figure più famose e indimenticabili dell'antichità.

In questo suo ultimo romanzo, la protagonista è Zenobia, regina di Palmira in Siria. Siamo nel III secolo dopo Cristo e la fiorente colonia romana di Palmira è un regno cliente di Roma, di importanza strategica perché confina con l'Impero dei Parti, storici nemici dell'Impero Romano per il predominio in Oriente.

Il predecessore sul trono di Palmira, il valoroso generale Odenato, è stato un leale alleato di Roma e grazie alle ripetute sconfitte assestate al Re persiano Shapur, ha ottenuto dall'Imperatore Gallieno il titolo di "Rector Orientis". Grazie all'alleanza con Roma e alle vittorie militari, il Regno di Palmira con Odenato diventa quindi ricco e prospero, e la città dimostra tutta la sua magnificenza adornandosi con palazzi e monumenti di squisita fattura.

Ma come spesso accade nella storia, anche quando le cose vanno bene, c'è sempre qualcuno che trama per il male e il generale Odenato cade vittima di una congiura di palazzo. Il regno dovrebbe andare a suo figlio Vaballato, ma è troppo piccolo per salire al trono. Ecco quindi che Zenobia, giovane vedova di Odenato, ne prende le redini.

Tutti i notabili del Regno di Palmira vogliono che Zenobia prosegua con la politica di alleanza e collaborazione con Roma, che tanta ricchezza ha fatto arrivare in Siria, ma Zenobia la pensa diversamente. Donna ambiziosa, coltissima e bellissima, non è nella sua natura dichiararsi vassalla di nessuno e la sua indole guerriera la spinge a pretendere ciò che le spetta: una sovranità senza limiti.

Ecco quindi che contro ogni logica e prudenza, Zenobia diventa una nemica dei romani, si autoproclama "Augusta" nonché discendente di Cleopatra, e con tali presupposti, conduce il suo Regno ad espandersi in Asia Minore fino all'Egitto, ai danni di Roma, con una serie di brillanti campagne militari, tanto da essere appellata "Regina guerriera". Un'impresa epica, che però sarà di breve durata, fino a che alla fine l'Imperatore Aureliano riuscirà faticosamente a sconfiggerla e a farla prigioniera.

Una vita, quella di Zenobia, contraddistinta da grandi capacità, ma anche da smodata ambizione. Tanto è servito a farla diventare una delle donne più famose e importanti della Storia che in questo romanzo è interessante, oltre che piacevole, ripercorrere, per apprezzarne anche (e forse soprattutto) la straordinaria modernità.

Autore: Valerio Massimo Manfredi

Editore: Mondadori


16 maggio 2026

La sonnambula

In Sardegna il termine "sonnambula" veniva usato per indicare una persona dotata del dono della preveggenza. Nei giornali di fine Ottocento si leggevano annunci economici di donne "sonnambule" che svolgevano una vera e propria attività professionale: per 5 lire, ricevevano in casa i clienti (o molto più spesso le clienti) ascoltavano le loro storie e, tramite la capacità di entrare in trance, davano responsi suggeriti "dagli spiriti".

Sulla base di questa realtà appartenente al folklore locale, l'autrice immagina la vita di Ofelia Rossi, una donna che fin da bambina è colpita da misteriosi svenimenti, che le prefigurano nella mente avvenimenti futuri. Ovviamente non si tratta di fenomeni medianici, ma probabilmente di attacchi epilettici, però a quel tempo il confine fra diagnosi medica e superstizione era alquanto labile (se non assente). La famiglia tiene nascosta la cosa e appena possibile fa maritare la ragazza, sperando che il matrimonio la metta al sicuro da una vita di emarginazione e di non auspicabile "singolarità".

Ma il matrimonio è proprio la cosa peggiore per Ofelia. Il marito l'ha sposata solo per sfruttare il suo "dono" di preveggenza in quanto è uno scommettitore patologico e quando capisce che Ofelia non ha alcuna capacità reale e che non ha alcun controllo sulle sue "crisi", si abbrutisce al punto che Ofelia è costretta a scappare, a cambiare nome per rifarsi una vita altrove.

Ecco quindi che si inventa "sonnambula" in un paese dove nessuno la conosce. Pur sapendo benissimo di non poter prevedere nulla, mette un annuncio sul giornale ed inizia a ricevere molte donne che con lei si confidano apertamente, raccontando le loro vite, le loro sofferenze e i loro desideri. Ofelia non ha il dono di prevedere il futuro, ma ha il dono di saper ascoltare. Questa sua capacità, unita al talento di saper creare empatia, lo usa fingendo di andare in trance e di parlare con gli spiriti, dando responsi adatti alle situazioni e alle persone e guadagnandosi il rispetto e la considerazione di tante persone a cui riesce, con il suoi presunti "vaticini", a migliorare la vita.

Ma al destino non si può fuggire e il passato doloroso da cui Ofelia è fuggita, si ripresenta molti anni dopo, rischiando di presentarle un conto molto costoso.

Piacevolissima narrazione, a tratti ironica e onirica, ma perfettamente calibrata per rendere evidente e concreto il vissuto di una donna che nell'Ottocento, in un contesto molto tradizionalista, deve usare la sua intelligenza, creatività e la sua capacità di relazionarsi con le persone per sostenere una vita del tutto fuori dagli schemi: single per necessità ma anche per scelta.

Autore: Bianca Pitzorno

Editore: Bompiani

02 maggio 2026

Project Hail Mary

E' stato recentemente portato sul grande schermo il film "L'ultima missione: Project Hail Mary" basato sull'omonimo romanzo di Andy Weir, famoso autore di romanzi di fantascienza astrofisica.

Stiamo parlando di un autore i cui libri vengono volentieri tradotti in film (come "Sopravvissuto" tratto dal libro "The Martian"), merito di una scrittura efficace, che da un lato è basata su una "scienza dura" convincente, dall'altro da una trama avvincente e appassionante.

Anche l'ultimo libro non fa eccezione, risultando molto godibile, mai noioso e stimolante.

Il protagonista è Ryland Grace, un biologo che si trova a bordo dell'astronave "Hail Mary" a milioni di chilometri dalla Terra, nei pressi della stella Tau della costellazione della Balena. Il motivo per cui si trova in quel luogo tanto abissalmente lontano dalla Terra è scoprire perché la stella Tau Ceti è immune dall'infestazione di "astrofagi" che ha colpito il Sole e che ne sta pericolosamente diminuendo l'energia, col concreto rischio di causare alla Terra una prossima e spaventosa era glaciale con conseguenti estinzioni di massa.

Ma il Sole non è l'unica stella "infettata". Quasi tutte le stesse lo sono. Tranne Tau Ceti. E proprio per questo è di basilare importanza capire cosa sta salvando quella stella dalla perdita di energia perché se lo si capisce, si potrà far qualcosa anche per salvare il Sole e, di conseguenza, la Terra.

Sì perché gli "astrofagi" sono dei minuscoli batteri che assorbono l'energia delle stelle, la convertono in massa (grazie alla famosa equazione di Einstein) e con l'anidride carbonica dei pianeti circostanti, come Venere nel nostro Sistema Solare, si riproducono velocemente, alimentando il ciclo di esaurimento dell'energia stellare. Trovare un modo per contenerli è l'unica possibilità di salvezza, e per questo motivo tutti i Paesi del mondo si sono uniti nel progetto "Hail Mary", condividendo risorse e conoscenze come mai era accaduto.

Perché di fronte a rischio concreto di una estinzione di massa, tutti i Governi mondiali hanno capito che serve collaborare e fare squadra. E questo è forse l'aspetto più fantascientifico del romanzo, molto più dei viaggi interstellari!

Nella sua esplorazione spaziale, Ryland scoprirà di non essere solo: anche altre forme di vita della costellazione di Eridano hanno lo stesso problema e hanno capito che la soluzione può essere studiare la stella Tau Ceti. Ecco quindi che la missione di Ryland non sarà solo di salvare la Terra (che non è poco) ma anche di avere a che fare con forme di vita aliene (anche questo non è poco).

Ci sono tutti gli ingredienti per un racconto pieno di colpi di scena!

Autore: Andy Weir

Editore: Mondadori

18 aprile 2026

America go away!

Questo saggio, tremendamente attuale, offre una visione limpida e documentata sugli Stati Uniti di oggi, del suo Presidente e del suo entourage.

In un centinaio di sintetiche e allo stesso tempo chiarissime pagine, l'autrice ripercorre sia il profilo caratteriale di Donald Trump, strapieno di eccessi e manie patologiche, sia il pensiero di tanti americani che vedono in lui la persona capace di far tornare grande l'America, come l'acronimo "Maga" recita.

Il tutto aggravato dal fatto che l'entourage del Presidente è composto da persone incapaci, senza nessun profilo governativo, ma messo lì solo per venerare il leader, dargli ragione sempre e comunque, senza nessuno spirito critico.

Tutto questo fa capire in maniera lampante da mettere i brividi quanto sia pericolosa la situazione attuale, quanto sia difficile trovare un modo per dare razionalità e logica agli avvenimenti mondiali e quanto sia incerto il futuro di tutti noi.

In poco più di un anno di presidenza, l'amministrazione Trump ha distrutto il diritto internazionale, ha di fatto abolito ogni autorità sovranazionale come l'ONU e, cosa ancor peggiore, ha messo in crisi in maniera definitiva il concetto stesso di democrazia liberale, nata proprio negli Stati Uniti 250 anni fa e oggi in via di estinzione.

E ciò si rivela anche all'interno degli USA, dove milizie paramilitari come l'ICE rastrellano città intere arrestando e facendo sparire migliaia di cittadini presunti "criminali" e "terroristi" senza il minimo rispetto dei diritti costituzionali.

Perché nella mente malata di Trump e di tutti i suoi accoliti i principi democratici di base come il dialogo con chi la pensa diversamente, il rispetto per le opinioni altrui, il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, la tutela delle diversità sono idiozie e perdite di tempo. L'unico metodo è quello dell'autoritarismo: chi comanda ha ragione e chi non la pensa come il capo non ha diritto di esistere.

Tutto ciò viene ricostruito dall'autrice con dovizia di fonti e di citazioni. Non si inventa nulla, si elencano solo i fatti. E tanto basta per essere preoccupati.

Come siamo infinitamente lontani dalle analisi approfondite e ragionate di Alexis de Tocqueville con il suo "La democrazia in America" che nel 1835 scandagliava i pregi e i difetti del sistema politico e sociale americano. Oggi siamo sull'orlo di un baratro che sta precipitando gli USA e il mondo intero verso un futuro nerissimo.

Ma a chi guarda troppo nell'abisso, l'abisso guarderà dentro di lui... (Nietzsche).

Autore: Sara Lucaroni

Editore: Aliberti

04 aprile 2026

Verranno a chiederti di Fabrizio De André

Dopo le monografie su Franco Battiato, Lucio Battisti e Giorgio Gaber, Andrea Scanzi dedica il suo ultimo lavoro ad un'altra leggenda della musica italiana, nonché suo "amore" fin dai tempi in cui era studente: Fabrizio De André.

Un autore conosciutissimo dai giovani e dai meno giovani, ma che è sempre un piacere riscoprire, ripercorrendo la sua vita, a tratti difficile e molto travagliata, che l'ha segnato profondamente e, d'altro canto, gli ha permesso di comporre opere musicali talmente importanti da meritare la definizione di veri e propri capolavori.

Perché in primo luogo, Faber (così iniziò a soprannominarlo Paolo Villaggio, suo inseparabile amico e compagno di avventure) era un poeta e i testi delle sue canzoni sono talmente belli, dal punto di vista estetico, narrativo ed emozionale, da colpire al cuore qualunque ascoltatore, che non può restarne indifferente (altrimenti non si è umani).

Infatti, a chi sostiene che De André sia stato il "Bob Dylan italiano", molti (fra cui Scanzi) ribattono che era Dylan ad essere il "De André americano"... Un autore quindi come se ne vedono pochi, che riesce a trovare le parole per esprimere concetti, sensazioni ed emozioni che ognuno di noi ha sperimentato nella vita, ma che nessuno di noi riesce ad esprimere con le parole. Ogni tanto (molto raramente), qualcuno riesce a farlo, nella letteratura, nell'arte e anche nella musica e Faber è stato uno di questi spiriti eletti: capace di mettere in rima anche l'indicibile.

Il sentimento che l'ha sempre animato era di raccontare la vita degli ultimi e le sue canzoni dedicate ai disperati, agli emarginati, alle prostitute, sono diventate immortali e hanno contribuito ad elevare ad una immensa dignità tutti coloro che la società ha condannato senza appello. Il suo è stato spesso un "Vangelo laico", dove "ladri e prostitute vi precederanno nel Regno dei Cieli". Senza nessuna retorica ed epica, ma con parole e musica come uniche armi, ha saputo conquistare l'amore incondizionato di milioni di persone.

Una vita, quella di Fabrizio, che merita di essere conosciuta per apprezzare ancor di più (se mai fosse possibile) le sue opere. Andrea Scanzi ci aiuta in questo, senza timore di esprimere tutto il suo affetto incondizionato per un autore che nessuno si stancherà mai di ascoltare (altrimenti, giova ripeterlo, non si è umani).

Autore: Andrea Scanzi

Editore: PaperFirst

21 marzo 2026

Cesare

I "Commentarii de bello Gallico" sono il resoconto della conquista della Gallia scritti direttamente da Giulio Cesare. Di solito sono studiati dagli studenti del liceo per le versioni di latino, perché Cesare era, fra le altre cose, un eccellente scrittore. Ma spesso, per studiarne la forma linguistica, si perde l'attenzione sul contenuto dello scritto e non si apprezza l'epopea che viene narrata in questo celeberrimo libro, opera del più celeberrimo condottiero della Storia.

Alberto Angela, in questo libro, fa proprio questo: riprende in mano il "De bello Gallico" e lo racconta contestualizzando i fatti, tracciando la storia di Roma e delle tribù galliche, incorniciando i profili delle grandi personalità di quel tempo, come Cicerone, Pompeo Magno, Marco Antonio, Cleopatra. Ma anche e soprattutto raccontando il profilo umano, caratteriale, sentimentale e spirituale di Cesare, uno degli uomini più famosi della storia per il semplice motivo che è uno che la Storia l'ha fatta davvero.

Ecco quindi che nel racconto di Alberto Angela, Cesare diventa un uomo che, sfrondato dal mito che da millenni gli è stato calato addosso, appare con i pregi e le debolezze tipiche di ogni uomo. Certamente Cesare ha una intelligenza ben superiore alla media, un carisma eccezionale, una forza di volontà talmente tenace da essere indistruttibile. Ma è anche un uomo che ha paura e che scarica la sua paura in azioni eccessivamente violente. Un uomo che ha dei dubbi (come tutte le persone intelligenti) che a volte affronta con l'astuzia, altre con la forza. Un uomo capace di amare senza riserve, ma anche di tradire e abbandonare, ben sapendo di essere egli stesso oggetto di sconfinato amore e di altrettanto sconfinato odio.

I cinque anni della conquista della Gallia sono probabilmente l'impresa militare più grandiosa della storia umana, non solo per come si è svolta in quei cinque anni, ma per gli effetti culturali duraturi che ha avuto nel tempo. La Gallia infatti diventerà una delle province più "romane" dell'Impero; da essa verranno i Franchi, rifondatori dell'Impero medievale e la Francia sarà per sempre una protagonista fondamentale dell'Europa, anche oggi nell'Unione Europea.

Tutto nasce con Cesare, con la sua ambizione, il suo genio, la sua visione.

Ripercorrere la sua impresa con questo libro è una lettura affascinante, appassionante e che ci fa sentire la nostra Storia una cosa viva e vitale, da conoscere e da amare.

Autore: Alberto Angela

Editore: Mondadori

07 marzo 2026

Il cerchio dei giorni

Stonehenge è senz'altro il sito megalitico più famoso del mondo. Le sue pietre ciclopiche, la sua conformazione circolare e la sua posizione in mezzo ad una vasta pianura ne fanno un luogo che lascia stupefatti e ammaliati.

Non è chiaro chi lo abbia costruito, quando e perché. Ci sono varie teorie e dibattiti anche accesi fra gli studiosi, ma come ogni grande opera della storia più antica dell'uomo, resta enigmatica e proprio per questo incessantemente affascinante.

Ken Follett, famosissimo autore di spy story ma anche di grandi saghe (da "I pilastri della terra" in poi), si lascia conquistare dai misteri di Stonehenge e ci costruisce un romanzo, dando una versione della storia.

Siamo circa 2.500 anni prima di Cristo. I gruppi umani che abitano in quella parte di territorio che oggi identifichiamo con il Wiltshire in Inghilterra sono costituiti da tribù, alcune dedite alla pastorizia, altre all'agricoltura e altre infine alla cavatura di selci con le quali costruire gli attrezzi e utensili necessari per la sopravvivenza.

Queste tribù si ritrovano in particolari momenti dell'anno dedicati a riti religiosi, il più importante dei quali è la festa di mezza estate, che unisce alla ritualità spirituale di devozione al Dio Sole, la possibilità di commerciare tramite il baratto, in modo che ogni tribù possa acquisire i prodotti delle altre tribù tramite scambi. E' il modo perché ciascuno abbia ciò che gli serve, in maniera equa e sostenibile.

Seft è un giovane cavatore di selce, innamorato di Neen, una ragazza che fa parte della tribù dei pastori, con uno spiccato carisma spirituale. Entrambi hanno il sogno di una vita migliore e quando la sopravvivenza per le tribù si fa dura a causa di una carestia e rischiano di scoppiare tensioni e rivalità fra i vari gruppi umani, uniscono le loro forze, radunando tanta gente, per un progetto impossibile: costruire un tempio che rappresenti l'unità e la comunità fra le varie tribù  e il loro comune destino. E dall'altro sia strumento di conoscenza per il conteggio del tempo e delle stagioni, a vantaggio di tutti.

Un progetto talmente ambizioso da sembrare folle. Ma come l'autore ha già raccontato nei suoi precedenti romanzi, a volte sono le persone normali a fare la Storia. Persone determinate, volenterose e con dei solidi valori che mettono in gioco tutte sé stesse per un fine più grande.

La costruzione di Stonehenge sarà un esempio di questo spirito indomito per i millenni a venire.

Autore: Ken Follett

Editore: Mondadori

21 febbraio 2026

Sull'eguaglianza di tutte le cose

Il Novecento è stato senz'altro un secolo di grandi rivoluzioni scientifiche, come non si vedeva dai tempi di Galileo e di Newton. Le teorie della relatività di Einstein e la meccanica quantistica ci hanno costretto a ripensare totalmente il mondo in cui viviamo, dai sistemi cosmologici fino all'universo sub-atomico.

Una rivoluzione talmente efficace che ha cambiato per sempre anche le nostre abitudini quotidiane: oggi ognuno di noi usa Google Maps per trovare una strada o un ristorante, anche senza sapere che ciò è possibile grazie ai satelliti in orbita che funzionano così bene proprio grazie alla relatività di Einstein. E Google Maps gira sui nostri smartphone fatti di micro-componenti e super-conduttori che funzionano così bene proprio grazie alla meccanica quantistica.

Non si può quindi mettere in dubbio che le scoperte scientifiche del Novecento si basano su teorie solidissime e talmente valide da vederne gli effetti pratici ogni giorno sotto i nostri occhi.

Eppure anche agli scienziati più brillanti sfugge la conoscenza del fondamento di tutto questo. Sì, perchè se da un lato la relatività e la meccanica quantistica funzionano benissimo, dall'altro non si capisce come mai e soprattutto non si intravede cosa ci sia alle fondamenta della realtà. Più ci si spinge alle radici della realtà, più questa diventa sfuggente, impossibile da afferrare e da descrivere in modo coerente e soprattutto verificabile.

Carlo Rovelli, senz'altro uno scienziato brillante e acuto, riflette su tutto questo e in questo libro espone la sua idea: la realtà è come un caleidoscopico gioco di specchi, dove non esiste un fondamento primario e assoluto, dove vige una ineliminabile incertezza di base e dove ogni parte riflette il tutto, come se ogni fenomeno della realtà fosse una "trama" del tessuto di cui è fatto l'universo. E anche noi siamo parte di questa "trama", immersi in questo gioco di specchi nel quale è impossibile essere "osservatori esterni".

Se così è, diventa fatica sprecata cercare il fondamento di tutte le cose, che probabilmente non arriveremo mai a conoscere perché probabilmente non esiste. Serve piuttosto capire che ogni cosa porta in sé il riflesso del tutto perché in fin dei conti, tutte le cose sono uguali e non esiste qualcosa di più importante o di più fondamentale di qualcos'altro.

La conclusione di questa riflessione, a tratti vertiginosa e stupefacente, riporta alla mente un racconto di Zhuangzipoeta e filosofo dell'antica Cina: "Stanotte ho sognato di essere una farfalla. Ma ora non so più se sono stato io a sognare la farfalla o se è la farfalla che sta sognando me".

Autore: Carlo Rovelli

Editore: Adelphi

07 febbraio 2026

Un omicidio a Parigi

Parigi, 2025: la novantaseienne Josephine si presenta nella hall del prestigioso Hotel Lutetia confessando di chiamarsi in realtà Sophie e di aver commesso un omicidio ottant'anni prima nella stanza n. 11 di quell'albergo. Viene quindi chiamata la Polizia, che prende in custodia l'anziana signora e contatta la nipote Olivia, unica parente, che abita a Londra.

Olivia si precipita a Parigi, dove ha vissuto la sua giovinezza, e alla Polizia riferisce che la nonna è affetta da demenza, per cui la sua presunta "confessione" deve essere considerata un confuso ricordo mescolato a fantasia per cui poco attendibile. Se non che la notte stessa la nonna viene uccisa per cui i sospetti che quella rivelazione abbia basi di verità impone di indagare seriamente sui fatti.

Ecco che si apre la seconda linea temporale del romanzo: quella che si svolge nel 1945 quando la Seconda Guerra Mondiale è finita e Parigi è stata liberata. I francesi sopravvissuti che il governo collaborazionista aveva consegnato ai nazisti per essere spediti nei campi di concentramento, ritornano nella città liberata, ma prima vengono ospitati nell'Hotel Lutetia, trasformato in centro di accoglienza, per essere valutati e interrogati. Non si vuole infatti che fra i presunti reduci dai campi di sterminio si nascondano ex collaborazionisti che vogliono sfuggire alla loro condanna.

Nella stanza n. 11 dell'albergo si ritrovano Josephine e Sophie, due donne che prima della guerra erano amiche inseparabili, ma che la guerra ha diviso irrimediabilmente, conducendole ad essere nemiche in maniera irriducibile.

Solo una di loro uscirà viva da quella stanza e Olivia trascorrerà i suoi pochi giorni a Parigi nel tentativo di capire come siano andate davvero le cose ottant'anni fa: sua nonna è stata la donna che ha sempre creduto che fosse, oppure nascondeva una terribile verità che solo l'alterazione di coscienza dovuta alla malattia ha fatto riemergere?

Con uno stile sapientemente leggero, pur raccontando vicende altamente complesse e drammatiche, l'autore confeziona un romanzo avvincente e profondo, giocando sui continui rimandi fra presente e passato e su come la storia umana condizioni le vite delle persone.

Perché tutto ciò che è stato fatto, nel bene e nel male e anche ottant'anni prima, prima o poi manifesterà le sue conseguenze.

Autore: Matthew Blake

Editore: La nave di Teseo

24 gennaio 2026

L'ultimo segreto

Dopo quasi dieci anni dall'ultimo romanzo, Dan Brown torna in libreria con il suo ultimo lavoro, ambiento in una Praga magica (in tutti i sensi), con protagonista il consueto indagatore del simbolismo, Robert Langdon, e la sua collega e ora compagna Katherine Solomon, esperta di Noetica, invitata appunto a Praga per una conferenza dove lei intende illustrare le sue più recenti e clamorose scoperte che è in procinto di pubblicare, sulla mente umana e sulle sue potenzialità.

La Noetica, infatti, è lo studio della coscienza e di quanto il potere della mente possa trovare sviluppi impensabili. Per gli scienziati si tratta di una "pseudo-scienza" ma Katherine è convinta di avere le prove scientifiche della fondatezza delle sue tesi e il manoscritto in possesso del suo editor è quasi pronto per divulgare al mondo le sue scoperte.

Ma Katherine non è l'unica che nel tempo si è occupata di questa "scienza di confine". Un'altra potente organizzazione ha segretamente seguito i suoi studi e i suoi progressi e, sulla base di questi, ha costruito, proprio a Praga, un laboratorio ultra segreto per testare le applicazioni pratiche delle tesi del rapporto mente-corpo per farne un uso non propriamente scientifico, bensì di potere tecnologico. Gli studi di Katherine, infatti, possono rappresentare una svolta per il futuro dell'umanità, ma possono anche diventare una potente arma più pericolosa di qualunque ordigno bellico.

Ecco quindi che Katherine e Robert si trovano al centro di un intrigo nel quale il suo manoscritto sparisce dalla banca dati della casa editrice gettando nel panico il suo editor, accadono misteriose uccisioni e vengono braccati dai servizi segreti cechi da un lato e dall'ambasciata degli Stati Uniti dall'altra.

Insomma, sembra proprio che ciò che Katherine ha scoperto e che si apprestava a pubblicare sia un segreto troppo importante e troppo pericoloso per essere svelato a chiunque e potenti organizzazioni che agiscono nell'ombra si muovono per evitare che questo accada, con tutti i mezzi possibili, leciti ed illeciti.

Ancora una volta Dan Brown, con il suo stile di scrittura incalzante e tipico di uno sceneggiatore cinematografico, catapulta il lettore in una vorticosa giornata in cui accade di tutto, sempre sul filo dell'esito fatale, fino alle estreme conseguenze. E ancora una volta, come nei romanzi precedenti, l'autore crea la propria opera di finzione letteraria basandosi però su presupposti veri e su studi reali, lasciando nel lettore il "magico" dubbio su dove finisca la verità e dove inizi l'immaginazione.

Autore: Dan Brown

Editore: Rizzoli

10 gennaio 2026

Verrà l'alba, starai bene

Veronica è una donna di trent'anni che ha subito un fortissimo trauma. Distrutta dal dolore, decide di abbandonare i propri genitori e il proprio compagno, fuggendo da tutto e da tutti.

Arriva in Australia, dove inizialmente lavora come cameriera per guadagnarsi da vivere, ma poi, essendo una persona intelligente e capace, riesce a trovare un impiego più confacente: responsabile dell'organizzazione di eventi. Nel suo lavoro è talmente brava che in breve tempo fa carriera, guadagna molto e si conquista l'apprezzamento e l'ammirazione dei suoi colleghi e dei suoi superiori.

Tutto questo lo conquista, non solo grazie alle sue capacità, ma anche perché si dedica anima e corpo al lavoro, con ossessione maniacale, e lo fa per non pensare ad altro, per non far riemergere mai nel suo animo il dolore da cui è fuggita.

Tuttavia ciò ha un prezzo: le sue giornate sono piene per il lavoro e il suo poco tempo libero lo passa in palestra, allenandosi fino allo sfinimento perché nel suo ambiente è categorico avere un aspetto irreprensibile. Ma la sera, quando rientra a casa, da sola in stanze immacolate ma asettiche, senza alcun calore umano e familiare, sente fortissima la solitudine e la notte non riesce a dormire per l'ansia e lo stress che la sopraffanno.

Decide, quindi, di prendersi un periodo di ferie per tornare in Italia, ma quando il suo aereo fa scalo in Sri Lanka, prende una decisione da pazzi: resta lì. Veronica si trova quindi in un Paese sconosciuto, senza nessuna programmazione e preparazione e dopo alcune disavventure, incontra una ragazza giovane, italiana come lei e come lei fuggita da una vita segnata da un profondo dolore.

Cominciano quindi a frequentarsi e piano piano scopriranno di essere molto diverse ma allo stesso tempo molto affini, per la sofferenza che hanno vissuto e accumulato e che entrambe non sono in grado più di sopportare. Finché non si gettano in una esperienza assolutamente nuova e ignota, ossia frequentare un centro Ayurveda verso cui Veronica è inizialmente molto scettica, che però insegnerà a ciascuna ad affrontare i vecchi dolori, a conviverci e a ri-orientare la vita verso nuove possibilità.

Ancora una volta Gianluca Gotto confeziona un romanzo motivazionale, dove affronta i più profondi disagi del nostro stile di vita occidentale, tutto orientato all'apparire e al risultato ma che genera dosi di stress spropositate e insopportabili, proponendo un cambio di rotta che si ispira allo stile di vita orientale, per certi versi più "arretrato" rispetto al nostro, ma per molti altri, più progredito perché "a misura d'uomo".

Un invito a cessare di correre (non si sa verso dove e perché), per fermarsi a riflettere su cosa ci fa stare realmente bene.

Autore: Gianluca Gotto

Editore: Mondadori