11 luglio 2026

L'idiota di famiglia

Igor è un quarantenne con una vita del tutto ordinaria. Di mestiere fa il traduttore di testi per lo più trascurabili perché "non è sufficientemente bravo per fare lo scrittore" (come dice lui).

Convive a Roma con Marta, una donna che ha tentato la carriera universitaria, salvo poi rendersi conto che in quell'ambiente baronale i posti per ricercatore sono "ad personam" e non c'è spazio per chi non si adegua al sistema. Si è quindi inventata "saggista femminista" riscuotendo anche un bel successo, per cui non è mai in casa per conferenze e presentazioni editoriali e Igor trascorre le sue giornate molto spesso da solo.

Fino a quando sua sorella Ester lo chiama da Viareggio, sua città natale, per informarlo che il padre sta declinando in una demenza senile sempre più marcata e che c'è bisogno di lui per assisterlo.

Igor quindi torna a Viareggio e si stabilisce in casa di suo padre. L'uomo non è una persona qualunque: ha fatto per tutta la vita il professore di Filosofia con un piglio didattico tale da farlo soprannominare dai suoi studenti "Herr Professor" e a Viareggio è stato una istituzione per il suo impegno politico attivo, nel quale ha riversato il suo credo marxista, riscuotendo peraltro sempre amare delusioni.

Lo stato di salute del padre è fortemente compromesso per cui Igor non ha modo di poterci dialogare. Ma vivere con lui nella casa di famiglia gli fa tornare alla mente tante cose di suo padre. Per esempio, il fatto che ritenesse "L'idiota" di Dostoesvkij il miglior libro del migliore autore della letteratura russa e, per traslato, il miglior libro della letteratura universale. E per ironia del destino, adesso "l'idiota" è proprio il padre, per la sua perdita cognitiva...

Nelle giornate passate in casa, Igor ritrova anche appunti del padre scritti quando ancora aveva la mente piuttosto presente e i sintomi della malattia non erano ancora gravi. In particolare la storia, un po' vera e un po' romanzata, delle "tre giornate" di Viareggio, ossia l'insurrezione anarchica e socialista del 2-4 maggio 1920 causata dell'uccisione di un guardalinee da parte di un carabiniere durante una partita di calcio Viareggio-Lucchese. L'evento causò una spontanea sollevazione popolare che cacciò le istituzioni politiche e di governo dalla città, che per tre giorni si auto-proclamò "repubblica indipendente". Un evento epico, esaltante e tragico allo stesso tempo, che probabilmente il padre celebrava come fondante del suo pensiero e, con esso, delle sue delusioni e rappresentativo del carattere e dello spirito viareggini.

Tale lettura consente a Igor di entrare in intimità col padre come in realtà non era mai stato perché a volte il potere delle parole e della letteratura è in grado di farci sentire umani come non si è mai stati. E a volte anche un "idiota" che non può più parlare può insegnare e dare tanto a chi sa ascoltare.

Autore: Dario Ferrari

Editore: Sellerio

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