16 maggio 2026

La sonnambula

In Sardegna il termine "sonnambula" veniva usato per indicare una persona dotata del dono della preveggenza. Nei giornali di fine Ottocento si leggevano annunci economici di donne "sonnambule" che svolgevano una vera e propria attività professionale: per 5 lire, ricevevano in casa i clienti (o molto più spesso le clienti) ascoltavano le loro storie e, tramite la capacità di entrare in trance, davano responsi suggeriti "dagli spiriti".

Sulla base di questa realtà appartenente al folklore locale, l'autrice immagina la vita di Ofelia Rossi, una donna che fin da bambina è colpita da misteriosi svenimenti, che le prefigurano nella mente avvenimenti futuri. Ovviamente non si tratta di fenomeni medianici, ma probabilmente di attacchi epilettici, però a quel tempo il confine fra diagnosi medica e superstizione era alquanto labile (se non assente). La famiglia tiene nascosta la cosa e appena possibile fa maritare la ragazza, sperando che il matrimonio la metta al sicuro da una vita di emarginazione e di non auspicabile "singolarità".

Ma il matrimonio è proprio la cosa peggiore per Ofelia. Il marito l'ha sposata solo per sfruttare il suo "dono" di preveggenza in quanto è uno scommettitore patologico e quando capisce che Ofelia non ha alcuna capacità reale e che non ha alcun controllo sulle sue "crisi", si abbrutisce al punto che Ofelia è costretta a scappare, a cambiare nome per rifarsi una vita altrove.

Ecco quindi che si inventa "sonnambula" in un paese dove nessuno la conosce. Pur sapendo benissimo di non poter prevedere nulla, mette un annuncio sul giornale ed inizia a ricevere molte donne che con lei si confidano apertamente, raccontando le loro vite, le loro sofferenze e i loro desideri. Ofelia non ha il dono di prevedere il futuro, ma ha il dono di saper ascoltare. Questa sua capacità, unita al talento di saper creare empatia, lo usa fingendo di andare in trance e di parlare con gli spiriti, dando responsi adatti alle situazioni e alle persone e guadagnandosi il rispetto e la considerazione di tante persone a cui riesce, con il suoi presunti "vaticini", a migliorare la vita.

Ma al destino non si può fuggire e il passato doloroso da cui Ofelia è fuggita, si ripresenta molti anni dopo, rischiando di presentarle un conto molto costoso.

Piacevolissima narrazione, a tratti ironica e onirica, ma perfettamente calibrata per rendere evidente e concreto il vissuto di una donna che nell'Ottocento, in un contesto molto tradizionalista, deve usare la sua intelligenza, creatività e la sua capacità di relazionarsi con le persone per sostenere una vita del tutto fuori dagli schemi: single per necessità ma anche per scelta.

Autore: Bianca Pitzorno

Editore: Bompiani

Nessun commento:

Posta un commento