27 giugno 2026

Orbital

Com'è la vita sulla stazione spaziale internazionale, a 400 chilometri dalla Terra? Cosa pensano e cosa provano le persone che ci vivono, a volte per molti mesi? E come si convive con persone diverse per cultura e per abitudini, in uno spazio estremamente ridotto, stando attenti a non fare nulla di stupido perché nello spazio qualunque errore può diventare una catastrofe?

In questo romanzo l'autrice immagina la vita di sei astronauti che provengono dagli Stati Uniti, dalla Russia, dalla Gran Bretagna, dall'Italia e dal Giappone, impegnati nella routine di studio e ricerca scientifica per cui la stazione spaziale è stata costruita. Lo scopo infatti è da un lato monitorare e registrare dall'alto i fenomeni atmosferici e climatici che avvengono sulla terra, dall'altro condurre esperimenti in assenza di gravità sia su esseri viventi, come le cavie da laboratorio, sia su materia inorganica.

Ma quello che il romanzo racconta, non è tanto la didascalica giornata degli astronauti nelle loro attività scientifiche, quanto i loro pensieri e i loro sentimenti nel vivere un'esperienza assolutamente estranea ad ogni persona sulla Terra.

Viaggiano alla velocità di 27.600 chilometri orari, ma non stanno volando, stanno letteralmente precipitando in caduta libera e non si sfracellano sulla terra solo perché tale velocità compensa la forza di gravità e la caduta segue la curvatura terrestre. Solo pensare di essere a bordo di un veicolo con tali caratteristiche farebbe andare fuori di testa qualunque persona normale... Orbitano attorno alla Terra ad una velocità tale che nell'arco di 24 ore circumnavigano il globo 16 volte, assistendo quindi sedici volte al giorno ad alba e tramonto. Anche questo scollamento con il ritmo del tempo a cui siamo abituati come esseri terrestri è destabilizzante...

In tutto ciò, vivere a quell'altezza e con queste caratteristiche "assurde", fa emergere in loro una profonda e indimenticabile sensazione: quella di amare col più profondo rispetto e la più profonda considerazione quella perla sospesa nello spazio di colore blu e bianco che noi chiamiamo Terra, che è la nostra unica casa in una immensità infinita e di cui dovremmo prenderci cura con tutto il nostro impegno.

Nessuno di loro si sente "straniero". Tutti e sei si sentono compagni, amici, fratelli. Perché tutti capiscono nel profondo del loro animo di essere uguali: piccoli esseri senzienti in un Universo infinito, che abitano un pianeta meraviglioso, fatto apposta per ospitare la vita e che solo per questo andrebbe trattato con la più amorevole cura.

In un mondo che sembra non avere prospettive, se non di guerre e di catastrofi, una prospettiva nuova, dall'alto, fatta di amore e di rispetto, non è solo una metafora: è un invito a ri-orientare il nostro modo di vivere la nostra vita sulla Terra. Un invito a vivere in senso autenticamente "ecologico", come l'etimologia del termine insegna: amore per la propria casa.

Autore: Samantha Harvey

Editore: NNE

13 giugno 2026

Il custode

In uno sperduto paesino della Sicilia, in un seminterrato seminascosto, vive la famiglia Vasciaveo, composta da Agata, suo figlio tredicenne Nilo e la zia Rosi.

La loro attività consiste nella lavorazione del marmo, che ricevono da persone di estrema fiducia e col quale realizzano splendidi manufatti. Ma nessuno sa in che modo vengono prodotti questi manufatti. In casa Vasciaveo c'è qualcosa chiuso a chiave nel bagno che nessuno deve vedere, nessuno deve sapere e deve essere tenuto segreto per sempre. Perché questa è proprio la missione della famiglia Vasciaveo.

Nilo ha l'età in cui deve compiere il rito di iniziazione, ossia essere reso partecipe della missione della famiglia e di cosa venga tenuto nascosto e segregato nel bagno di casa. Ha intuito che la sua famiglia non è proprio come le altre, anche perché non sa che fine abbia fatto suo padre e ogni domanda in merito viene sempre elusa.

Nel realismo con cui viene raccontata e descritta nei minimi particolari la vita della famiglia, a questo punto si interseca il livello magico: il mito entra in contatto con la realtà e Nilo assisterà coi propri occhi (o forse no?) al prorompere del magico nella sua vita, in una commistione fra reale e fantastico, fra concretezza e immaginazione che inevitabilmente lo sconvolge e lo porta ad una consapevolezza di sé e del mondo del tutto nuova.

Il titolo del romanzo si riferisce quindi proprio alla missione della famiglia: custodire a costo di qualunque sacrificio e di qualunque rinuncia un segreto antico di millenni, che risale a quando la storia e il mito erano la stessa cosa, tramandato di generazione in generazione e adesso giunto nelle mani di Nilo. Un segreto che va protetto anche dalla presenza imprevista e disturbante della bella e sperduta Arianna (e il nome non è a caso) e di sua figlia Saskia.

Un romanzo di "realismo magico", ambientato in una Sicilia in cui la storia affonda le radici nel mito e il mito si fa storia, con il quale l'autore sfuma abilmente in confini fra ciò che riteniamo sia vero e oggettivo e ciò che vive dentro di noi, nel segreto del nostro animo, che a suo modo ha altrettanta vitalità del mondo esterno e col quale dobbiamo fare i conti. E come il mito da millenni ci richiama a fare.

La metafora del bagno chiuso a chiave in una casa seminascosta e che imprigiona qualcosa di indicibile parla a tutti noi e, nel mentre ci immergiamo nella lettura, conquistati da una narrazione sempre più avvincente, siamo costretti a riconoscere la presenza di questa stanza buia dentro di noi e a riconsiderare noi stessi e il nostro modo di vedere il mondo. Proprio come Nilo.

Autore: Niccolò Ammaniti

Editore: Einaudi