13 giugno 2026

Il custode

In uno sperduto paesino della Sicilia, in un seminterrato seminascosto, vive la famiglia Vasciaveo, composta da Agata, suo figlio tredicenne Nilo e la zia Rosi.

La loro attività consiste nella lavorazione del marmo, che ricevono da persone di estrema fiducia e col quale realizzano splendidi manufatti. Ma nessuno sa in che modo vengono prodotti questi manufatti. In casa Vasciaveo c'è qualcosa chiuso a chiave nel bagno che nessuno deve vedere, nessuno deve sapere e deve essere tenuto segreto per sempre. Perché questa è proprio la missione della famiglia Vasciaveo.

Nilo ha l'età in cui deve compiere il rito di iniziazione, ossia essere reso partecipe della missione della famiglia e di cosa venga tenuto nascosto e segregato nel bagno di casa. Ha intuito che la sua famiglia non è proprio come le altre, anche perché non sa che fine abbia fatto suo padre e ogni domanda in merito viene sempre elusa.

Nel realismo con cui viene raccontata e descritta nei minimi particolari la vita della famiglia, a questo punto si interseca il livello magico: il mito entra in contatto con la realtà e Nilo assisterà coi propri occhi (o forse no?) al prorompere del magico nella sua vita, in una commistione fra reale e fantastico, fra concretezza e immaginazione che inevitabilmente lo sconvolge e lo porta ad una consapevolezza di sé e del mondo del tutto nuova.

Il titolo del romanzo si riferisce quindi proprio alla missione della famiglia: custodire a costo di qualunque sacrificio e di qualunque rinuncia un segreto antico di millenni, che risale a quando la storia e il mito erano la stessa cosa, tramandato di generazione in generazione e adesso giunto nelle mani di Nilo. Un segreto che va protetto anche dalla presenza imprevista e disturbante della bella e sperduta Arianna (e il nome non è a caso) e di sua figlia Saskia.

Un romanzo di "realismo magico", ambientato in una Sicilia in cui la storia affonda le radici nel mito e il mito si fa storia, con il quale l'autore sfuma abilmente in confini fra ciò che riteniamo sia vero e oggettivo e ciò che vive dentro di noi, nel segreto del nostro animo, che a suo modo ha altrettanta vitalità del mondo esterno e col quale dobbiamo fare i conti. E come il mito da millenni ci richiama a fare.

La metafora del bagno chiuso a chiave in una casa seminascosta e che imprigiona qualcosa di indicibile parla a tutti noi e, nel mentre ci immergiamo nella lettura, conquistati da una narrazione sempre più avvincente, siamo costretti a riconoscere la presenza di questa stanza buia dentro di noi e a riconsiderare noi stessi e il nostro modo di vedere il mondo. Proprio come Nilo.

Autore: Niccolò Ammaniti

Editore: Einaudi

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