08 agosto 2026

Ti telefono stasera

Giò Coppola è un cinquantenne che di mestiere legge in tv le previsioni meteo. Un lavoro che da fuori sembra prestigioso e invidiabile, ma che lui vive con poco entusiasmo, consapevole di non fare niente di davvero importante, ma solo di raccontare bene e con bella presenza cose scritte da altri.

Anche la sua vita privata gli dà poco entusiasmo: il rapporto con la sua compagna si è deteriorato fino alla separazione e con "Veleno" (come lui chiama la sua ex) non c'è comunicazione, se non sporadica per le questioni che riguardano il figlio Duccio.

La sua vita, quindi, è connotata da un velo nemmeno troppo sottile di tristezza e di malinconia, in un'età in cui si comincia a tracciare il bilancio della propria vita e, se ci si rende conto di aver realizzato poco o nulla, non si può che soffrire per le occasioni sprecate, le opportunità mancate, gli errori fatti.

Ma un evento inaspettato arriva a sconvolgere la vita di Giò: Veleno deve trasferirsi in Australia per lavoro e quindi Duccio deve andare temporaneamente a vivere col padre. Il bimbo è un ragazzino molto educato e compito, ma anche molto sensibile e intelligente e all'inizio la convivenza col padre è problematica. Soprattutto perché Giò non è abituato a condividere con suo figlio tanto tempo e tutti gli spazi domestici, per cui fra i due i rapporti sono difficili e spesso rischiano di ferirsi inutilmente l'un l'altro.

Ma poi col tempo padre e figlio iniziano piano piano a comprendersi, ad accettarsi e a costruire fra loro un rapporto profondo e sincero, dove ciascuno impara molto dall'altro, soprattutto a dedicarsi all'altro, con generosità e spontaneità. Insomma, in una parola, imparano cosa vuol dire "amare".

Con una prosa fluida e contraddistinta spesso da una piacevole ironia, l'autore racconta le difficoltà e gli ostacoli che un padre single incontra nel gestire da solo un figlio, ma anche le immense soddisfazioni che può trovare, in modo anche inaspettato, quando smette di voler dare ordine al mondo e si lascia andare al sentimento più puro e più umano: quello di amare il proprio figlio sopra ogni cosa.

Un bel romanzo che rappresenta anche una sorta di manuale di educazione sentimentale per gli adulti, che non fa mai male rispolverare, in un'epoca dove tutto sembra virtuale e molto poco vi è di autentico nelle nostre vite.

Autore: Lorenzo Marone

Editore: Feltrinelli

01 agosto 2026

Il caffè dei tarocchi per i giorni felici

Shin Seryeon è una giovane donna che vive a Seul. Ha avuto una infanzia difficile, con una madre inaffidabile che passava da un uomo all'altro, senza un minimo di stabilità e costretta a fare da baby sitter ai suoi fratellini, figli di chissà quale padre.

Fino a che non decide di fuggire da quella casa e vivere la sua vita. Sola, in mezzo ad una città caotica, si impegna più che può per frequentare l'università di lettere, che riesce a completare con successo, ma che non le dà prospettive di lavoro accettabili.

Si ritrova quindi a vivere in un minuscolo appartamento trasandato, che ha il solo pregio di costare poco d'affitto, e arrotonda i suoi guadagni leggendo i tarocchi al tavolino di un bar di una barista che l'ha presa a ben volere.

I suoi clienti, uomini e donne, apprezzano la capacità di Seryeon di leggere, più che i tarocchi, la loro anima. Infatti Seryeon è una acuta osservatrice, un'abile conversatrice e tramite le carte, riesce ad intercettare i "nodi" che stringono l'anima dei suoi clienti, fornendo loro un modo per comprenderli e, se lo vorranno, per risolverli.

In uno di questi momenti conosce Yu Jinju, un ricco e famoso autore di webtoon, che rimane affascinato dalla sua capacità narrativa e le chiede di collaborare con lui per la sceneggiatura di nuovi fumetti online.

Nasce così un rapporto fra i due, prima di tipo professionale, ma che poi si evolve in qualcosa di più, fino a che Seryeon scoprirà che le vecchie ferite di una vita difficile possono guarire piano piano anche grazie ad attività apparentemente trascurabili come leggere i tarocchi al tavolino di un bar.

Perché le carte, a saperle leggere, raccontano una storia. E magari c'è la storia di ognuno di noi.

Autore: Moon Hye Joung

Editore: Newton Compton

25 luglio 2026

I convitati di pietra

22 luglio 1975. Gli ex compagni di classe del liceo dove l'anno prima hanno conseguito la maturità, si ritrovano per una cena di classe per celebrare il primo anniversario del diploma.

In quella cena, nasce un'idea strampalata ma conturbante: ogni ex compagno si impegna a versare una cifra annuale che verrà investita anno dopo anno, fino a che il montepremi finale sarà spartito fra i tre ultimi superstiti. Una sorta di investimento sulla vita futura, con l'aleatorietà tipica delle scommesse, che fa nascere un meccanismo tanto diabolico quanto irresistibile.

Ecco che allora, anno dopo anno, sempre il 22 di luglio, gli ex compagni si ritrovano a cena e si aggiornano a vicenda sullo stato di salute di ognuno, e ciascuno osserva l'altro per prevedere il momento della sua dipartita, imminente o remoto, sperando ognuno di tenere duro il più a lungo possibile per entrare nella fatidica terna di vincitori del premio finale.

Il meccanismo del "gioco" assomiglia quindi ad una roulette, dove ognuno punta sul numero che ritiene fortunato e per arrivare allo scopo non disdegna di ricorrere a trucchi e bassezze di ogni genere: tresche, sospetti, macumbe e perfino tentativi di omicidio si susseguono negli anni perché ognuno vuole campare più degli altri e ogni mezzo è accettabile pur di conseguire lo scopo.

Fino a che, nel 2050, si arriva finalmente al momento della verità, con gli ultimi tre superstiti oramai ultra novantenni. E il finale sarà giustamente spiazzante.

A metà fra "Compagni di scuola" di Verdone e la saga horror "Final Destination", il romanzo si sviluppa nell'arco di decenni descrivendo i pensieri, le motivazioni e le azioni degli ex compagni, ciascuno convinto di poter costruire il proprio futuro ricorrendo ad ogni mezzo, ma continuamente scontrandosi con il fato (o il caso) che è sempre pronto a scombinare i piani e a creare nuovi sviluppi nella trama. Perché la morte non ha volto, ma ha sempre un piano.

Un romanzo pervaso da un ironico cinismo che spoglia di ogni sentimentalismo il rito sociale della "cena fra compagni di scuola", dimostrando come a volte sia vero l'esatto opposto del famoso proverbio: "Chi perde un amico trova un tesoro".

Autore: Michele Mari

Editore: Einaudi

11 luglio 2026

L'idiota di famiglia

Igor è un quarantenne con una vita del tutto ordinaria. Di mestiere fa il traduttore di testi per lo più trascurabili perché "non è sufficientemente bravo per fare lo scrittore" (come dice lui).

Convive a Roma con Marta, una donna che ha tentato la carriera universitaria, salvo poi rendersi conto che in quell'ambiente baronale i posti per ricercatore sono "ad personam" e non c'è spazio per chi non si adegua al sistema. Si è quindi inventata "saggista femminista" riscuotendo anche un bel successo, per cui non è mai in casa per conferenze e presentazioni editoriali e Igor trascorre le sue giornate molto spesso da solo.

Fino a quando sua sorella Ester lo chiama da Viareggio, sua città natale, per informarlo che il padre sta declinando in una demenza senile sempre più marcata e che c'è bisogno di lui per assisterlo.

Igor quindi torna a Viareggio e si stabilisce in casa di suo padre. L'uomo non è una persona qualunque: ha fatto per tutta la vita il professore di Filosofia con un piglio didattico tale da farlo soprannominare dai suoi studenti "Herr Professor" e a Viareggio è stato una istituzione per il suo impegno politico attivo, nel quale ha riversato il suo credo marxista, riscuotendo peraltro sempre amare delusioni.

Lo stato di salute del padre è fortemente compromesso per cui Igor non ha modo di poterci dialogare. Ma vivere con lui nella casa di famiglia gli fa tornare alla mente tante cose di suo padre. Per esempio, il fatto che ritenesse "L'idiota" di Dostoesvkij il miglior libro del migliore autore della letteratura russa e, per traslato, il miglior libro della letteratura universale. E per ironia del destino, adesso "l'idiota" è proprio il padre, per la sua perdita cognitiva...

Nelle giornate passate in casa, Igor ritrova anche appunti del padre scritti quando ancora aveva la mente piuttosto presente e i sintomi della malattia non erano ancora gravi. In particolare la storia, un po' vera e un po' romanzata, delle "tre giornate" di Viareggio, ossia l'insurrezione anarchica e socialista del 2-4 maggio 1920 causata dell'uccisione di un guardalinee da parte di un carabiniere durante una partita di calcio Viareggio-Lucchese. L'evento causò una spontanea sollevazione popolare che cacciò le istituzioni politiche e di governo dalla città, che per tre giorni si auto-proclamò "repubblica indipendente". Un evento epico, esaltante e tragico allo stesso tempo, che probabilmente il padre celebrava come fondante del suo pensiero e, con esso, delle sue delusioni e rappresentativo del carattere e dello spirito viareggini.

Tale lettura consente a Igor di entrare in intimità col padre come in realtà non era mai stato perché a volte il potere delle parole e della letteratura è in grado di farci sentire umani come non si è mai stati. E a volte anche un "idiota" che non può più parlare può insegnare e dare tanto a chi sa ascoltare.

Autore: Dario Ferrari

Editore: Sellerio

27 giugno 2026

Orbital

Com'è la vita sulla stazione spaziale internazionale, a 400 chilometri dalla Terra? Cosa pensano e cosa provano le persone che ci vivono, a volte per molti mesi? E come si convive con persone diverse per cultura e per abitudini, in uno spazio estremamente ridotto, stando attenti a non fare nulla di stupido perché nello spazio qualunque errore può diventare una catastrofe?

In questo romanzo l'autrice immagina la vita di sei astronauti che provengono dagli Stati Uniti, dalla Russia, dalla Gran Bretagna, dall'Italia e dal Giappone, impegnati nella routine di studio e ricerca scientifica per cui la stazione spaziale è stata costruita. Lo scopo infatti è da un lato monitorare e registrare dall'alto i fenomeni atmosferici e climatici che avvengono sulla terra, dall'altro condurre esperimenti in assenza di gravità sia su esseri viventi, come le cavie da laboratorio, sia su materia inorganica.

Ma quello che il romanzo racconta, non è tanto la didascalica giornata degli astronauti nelle loro attività scientifiche, quanto i loro pensieri e i loro sentimenti nel vivere un'esperienza assolutamente estranea ad ogni persona sulla Terra.

Viaggiano alla velocità di 27.600 chilometri orari, ma non stanno volando, stanno letteralmente precipitando in caduta libera e non si sfracellano sulla terra solo perché tale velocità compensa la forza di gravità e la caduta segue la curvatura terrestre. Solo pensare di essere a bordo di un veicolo con tali caratteristiche farebbe andare fuori di testa qualunque persona normale... Orbitano attorno alla Terra ad una velocità tale che nell'arco di 24 ore circumnavigano il globo 16 volte, assistendo quindi sedici volte al giorno ad alba e tramonto. Anche questo scollamento con il ritmo del tempo a cui siamo abituati come esseri terrestri è destabilizzante...

In tutto ciò, vivere a quell'altezza e con queste caratteristiche "assurde", fa emergere in loro una profonda e indimenticabile sensazione: quella di amare col più profondo rispetto e la più profonda considerazione quella perla sospesa nello spazio di colore blu e bianco che noi chiamiamo Terra, che è la nostra unica casa in una immensità infinita e di cui dovremmo prenderci cura con tutto il nostro impegno.

Nessuno di loro si sente "straniero". Tutti e sei si sentono compagni, amici, fratelli. Perché tutti capiscono nel profondo del loro animo di essere uguali: piccoli esseri senzienti in un Universo infinito, che abitano un pianeta meraviglioso, fatto apposta per ospitare la vita e che solo per questo andrebbe trattato con la più amorevole cura.

In un mondo che sembra non avere prospettive, se non di guerre e di catastrofi, una prospettiva nuova, dall'alto, fatta di amore e di rispetto, non è solo una metafora: è un invito a ri-orientare il nostro modo di vivere la nostra vita sulla Terra. Un invito a vivere in senso autenticamente "ecologico", come l'etimologia del termine insegna: amore per la propria casa.

Autore: Samantha Harvey

Editore: NNE

13 giugno 2026

Il custode

In uno sperduto paesino della Sicilia, in un seminterrato seminascosto, vive la famiglia Vasciaveo, composta da Agata, suo figlio tredicenne Nilo e la zia Rosi.

La loro attività consiste nella lavorazione del marmo, che ricevono da persone di estrema fiducia e col quale realizzano splendidi manufatti. Ma nessuno sa in che modo vengono prodotti questi manufatti. In casa Vasciaveo c'è qualcosa chiuso a chiave nel bagno che nessuno deve vedere, nessuno deve sapere e deve essere tenuto segreto per sempre. Perché questa è proprio la missione della famiglia Vasciaveo.

Nilo ha l'età in cui deve compiere il rito di iniziazione, ossia essere reso partecipe della missione della famiglia e di cosa venga tenuto nascosto e segregato nel bagno di casa. Ha intuito che la sua famiglia non è proprio come le altre, anche perché non sa che fine abbia fatto suo padre e ogni domanda in merito viene sempre elusa.

Nel realismo con cui viene raccontata e descritta nei minimi particolari la vita della famiglia, a questo punto si interseca il livello magico: il mito entra in contatto con la realtà e Nilo assisterà coi propri occhi (o forse no?) al prorompere del magico nella sua vita, in una commistione fra reale e fantastico, fra concretezza e immaginazione che inevitabilmente lo sconvolge e lo porta ad una consapevolezza di sé e del mondo del tutto nuova.

Il titolo del romanzo si riferisce quindi proprio alla missione della famiglia: custodire a costo di qualunque sacrificio e di qualunque rinuncia un segreto antico di millenni, che risale a quando la storia e il mito erano la stessa cosa, tramandato di generazione in generazione e adesso giunto nelle mani di Nilo. Un segreto che va protetto anche dalla presenza imprevista e disturbante della bella e sperduta Arianna (e il nome non è a caso) e di sua figlia Saskia.

Un romanzo di "realismo magico", ambientato in una Sicilia in cui la storia affonda le radici nel mito e il mito si fa storia, con il quale l'autore sfuma abilmente in confini fra ciò che riteniamo sia vero e oggettivo e ciò che vive dentro di noi, nel segreto del nostro animo, che a suo modo ha altrettanta vitalità del mondo esterno e col quale dobbiamo fare i conti. E come il mito da millenni ci richiama a fare.

La metafora del bagno chiuso a chiave in una casa seminascosta e che imprigiona qualcosa di indicibile parla a tutti noi e, nel mentre ci immergiamo nella lettura, conquistati da una narrazione sempre più avvincente, siamo costretti a riconoscere la presenza di questa stanza buia dentro di noi e a riconsiderare noi stessi e il nostro modo di vedere il mondo. Proprio come Nilo.

Autore: Niccolò Ammaniti

Editore: Einaudi

30 maggio 2026

Zenobia

Valerio Massimo Manfredi ci ha abituato a piacevolissimi romanzi storici, con protagonisti le figure più famose e indimenticabili dell'antichità.

In questo suo ultimo romanzo, la protagonista è Zenobia, regina di Palmira in Siria. Siamo nel III secolo dopo Cristo e la fiorente colonia romana di Palmira è un regno cliente di Roma, di importanza strategica perché confina con l'Impero dei Parti, storici nemici dell'Impero Romano per il predominio in Oriente.

Il predecessore sul trono di Palmira, il valoroso generale Odenato, è stato un leale alleato di Roma e grazie alle ripetute sconfitte assestate al Re persiano Shapur, ha ottenuto dall'Imperatore Gallieno il titolo di "Rector Orientis". Grazie all'alleanza con Roma e alle vittorie militari, il Regno di Palmira con Odenato diventa quindi ricco e prospero, e la città dimostra tutta la sua magnificenza adornandosi con palazzi e monumenti di squisita fattura.

Ma come spesso accade nella storia, anche quando le cose vanno bene, c'è sempre qualcuno che trama per il male e il generale Odenato cade vittima di una congiura di palazzo. Il regno dovrebbe andare a suo figlio Vaballato, ma è troppo piccolo per salire al trono. Ecco quindi che Zenobia, giovane vedova di Odenato, ne prende le redini.

Tutti i notabili del Regno di Palmira vogliono che Zenobia prosegua con la politica di alleanza e collaborazione con Roma, che tanta ricchezza ha fatto arrivare in Siria, ma Zenobia la pensa diversamente. Donna ambiziosa, coltissima e bellissima, non è nella sua natura dichiararsi vassalla di nessuno e la sua indole guerriera la spinge a pretendere ciò che le spetta: una sovranità senza limiti.

Ecco quindi che contro ogni logica e prudenza, Zenobia diventa una nemica dei romani, si autoproclama "Augusta" nonché discendente di Cleopatra, e con tali presupposti, conduce il suo Regno ad espandersi in Asia Minore fino all'Egitto, ai danni di Roma, con una serie di brillanti campagne militari, tanto da essere appellata "Regina guerriera". Un'impresa epica, che però sarà di breve durata, fino a che alla fine l'Imperatore Aureliano riuscirà faticosamente a sconfiggerla e a farla prigioniera.

Una vita, quella di Zenobia, contraddistinta da grandi capacità, ma anche da smodata ambizione. Tanto è servito a farla diventare una delle donne più famose e importanti della Storia che in questo romanzo è interessante, oltre che piacevole, ripercorrere, per apprezzarne anche (e forse soprattutto) la straordinaria modernità.

Autore: Valerio Massimo Manfredi

Editore: Mondadori