18 gennaio 2020

Il gioco del mai

Colter Shaw fa un mestiere fuori dal comune: è un "localizzatore", cioè uno che va alla ricerca di persone scomparse.
Non lo fa solo per incassare la ricompensa che spesso o la Polizia o i familiari offrono a chi rintraccia le persone scomparse, ma anche per il gusto personale di mettersi alla prova, sfruttando ogni piccolo indizio per risolvere enigmi a volte indecifrabili.
Con il camper in cui praticamente vive, stavolta è arrivato in California per trovare una ragazza scomparsa. Siamo in una regione particolare: la Silicon Valley, famosa in tutto il mondo per essere la zona più "hi-tech" del pianeta, dove hanno sede le più grandi società di informatica del mondo e dove vivono e lavorano le menti più brillanti, visionarie e futuristiche di tutta l'umanità.
Eppure in questo mondo così scintillante e progredito, si annidano ombre inquietanti.
Sì perché la scomparsa della ragazza sembra ricalcare la trama di un famoso videogioco e il rapitore (o come viene chiamato dagli investigatori, il "Giocatore") dissemina intenzionalmente indizi che replicano fedelmente quelli del videogame.
Non appena Colter riesce a venire a capo del mistero e a dare una mano decisiva alla Polizia nel ritrovare la ragazza, ecco che accade un'altra sparizione e poi ancora un'altra.... Sembra che il "Giocatore" si diverta a condurre gli investigatori dove vuole lui, come se vagassero in un labirintico gioco stile platform, livello dopo livello, dove ad ogni mistero se ne aggiunge sempre uno nuovo, sempre più pericoloso e difficile da risolvere.
Intrigante romanzo che combina mistero e thriller in dosi uguali e che, mettendo in relazione i videogiochi con il più cupo mondo reale, sembra sposare la tesi secondo la quale i creatori del digitale usano strumenti solo in apparenza innocui e ludici (come i videogames appunto) per arrivare a penetrare la psiche in maniera molto più pervasiva e dirompente di quanto ci si potrebbe aspettare.

Autore: Jeffery Deaver

Editore: Rizzoli

04 gennaio 2020

Coppi l'ultimo mistero

Il 2 gennaio 1960, alle 8,45 del mattino, muore Fausto Coppi.
L'improvvisa scomparsa di uno degli atleti più vincenti, più amati e più popolari di tutti i tempi, non solo in Italia ma anche all'estero, getta un intero Paese nello sgomento, lasciando tutti increduli di fronte ad un destino così tragico e ingiusto.
Il più famoso giornalista sportivo di quei tempi, Orio Vergani, scrive: "Il grande Airone ha chiuso le ali". A tutti torna in mente la famosissima frase dell'altrettanto noto radiocronista Mario Ferretti, che nel commentare la Cuneo-Pinerolo '49 disse: "Un uomo solo al comando, la sua maglia è bianco-celeste, il suo nome è Fausto Coppi".
Ma ora tutto è finito e nessuno capisce come sia stato possibile.
Sulle circostanze della morte del "Campionissimo" molto è stato detto e scritto, ma molto è stato anche travisato, un po' per la non diretta conoscenza dei fatti, un po' per il gusto di manipolare la realtà, perché le "fake news" non sono certo nate oggi e anche a quell'epoca c'era chi si compiaceva nel creare sensazionalismo.
Adriano Laiolo è stato uno degli amici più intimi di Coppi, che lo accompagnò nel viaggio in Alto Volta (oggi Burkina Faso) per quella notoria e maledetta esibizione che gli costò la vita. Ecco che la sua testimonianza, raccolta in questo libro scritto insieme al giornalista Paolo Viberti, fa luce sui quei drammatici giorni che vanno dal 10 dicembre del '59, con la partenza per l'Alto Volta, fino al giorno della fine, dando conto dei fatti, come in una cronaca giorno per giorno, ora per ora e descrivendo ciò che fu fatto e ciò che non fu fatto; cosa fu detto e cosa non fu detto; chi c'era e chi non c'era.
Si comprende così quello che realmente successe, al di là di tante chiacchiere che a quel tempo e negli anni a seguire fiorirono su quel tragico evento.
Ma questo non è che l'ultimo dei misteri che questo libro affronta.
In realtà i misteri sono dieci e riguardano tutta la vita del "Campionissimo", sia quella sportiva, sia quella privata, quest'ultima particolarmente sofferta.
Un racconto, quindi, che è una fedele cronaca di un testimone oculare, ma che a tratti sembra un giallo, tanto sono i misteri che ripercorre. Un racconto che, ancora una volta, fa innamorare di Fausto Coppi, atleta straordinario, ma uomo profondamente fragile e, proprio per questo, ancor più da ammirare.

Autori: Adriano Laiolo e Paolo Viberti

Editore: Ediciclo