22 maggio 2021

C'era una volta adesso

Cosa racconteremo ai nostri nipoti quando saremo vecchi, ricordando questo 2020 così "straordinario" sotto tutti i punti di vista? Cosa ricorderemo di questo lungo periodo delle nostre vite, così fortemente segnato dal nemico invisibile della pandemia?

Massimo Gramellini in questo romanzo usa il suo consueto stile elegante, intimo ed empatico per immaginare un uomo del 2080 che racconta di quando nel 2020 aveva nove anni e si trovò catapultato in un mondo impazzito, che dall'oggi al domani aveva sconvolto le sue abitudini, le sue certezze e i suoi punti di riferimento.

Mattia, questo il nome del protagonista, vede lo svolgersi degli eventi con l'occhio di un bambino: osserva sua madre, insegnante di Educazione Fisica, che fa lezione ai suoi studenti dal computer e convive con uno stato d'ansia permanente; sua sorella diciassettenne impedita a festeggiare il suo compleanno con le amiche e immensamente distante dal suo Damiano di cui è innamorata. E infine suo padre, che si è separato dalla madre, a causa della sua instabilità caratteriale, ma che con il lockdown del 10 marzo 2020 si ritrova fortunosamente costretto a rimanere in casa con la famiglia per mesi, come nessuno avrebbe previsto.

La convivenza forzata al chiuso delle mura domestiche costringerà tutti a rivedere il loro modo di vivere, a rivalutare le rispettive priorità e a rendersi conto di quali aspetti della vita familiare e sociale sono veramente importanti.

Con ingenuità e naturalezza, ma anche con la spietata capacità che solo i bambini hanno di centrare il nocciolo delle cose, Mattia vivrà i mesi della clausura ad osservare i "grandi" in preda al disorientamento nell'affannosa ricerca di nuovi punti di equilibrio e, in definitiva, imparerà a conoscere meglio la sua famiglia, con tutte le sue fragilità, ma anche con tutta l'umanità che ogni famiglia possiede e che fino a quel momento nessuno aveva valorizzato a sufficienza. 

Chissà che forse questa difficile esperienza collettiva, traumatizzante e scioccante, non sia davvero in grado di renderci tutti persone migliori e un po' più sagge. Ma solo se siamo intelligenti per volerlo. Come il piccolo Mattia.

Autore: Massimo Gramellini

Editore: Longanesi

08 maggio 2021

I quattro maestri

Vito Mancuso è un teologo e intellettuale ampiamente conosciuto grazie alle sue riflessioni sull'uomo, sull'etica e sulla spiritualità, contenute in numerosi libri e articoli giornalistici. Uno dei suoi pregi è senz'altro la capacità di spiegare concetti profondi e certamente complessi con un linguaggio accessibile e aperto, sempre calato sull'esperienza concreta di ogni persona.

Il suo modo di ragionare, quindi, offre al lettore la possibilità di confrontarsi con interrogativi che da sempre sono alla base del pensiero critico e filosofico dell'umanità, ma senza perdervisi in inutili tecnicismi, ma anzi scorgendo in ogni riflessione uno spunto, un suggerimento, un impulso che può essere in grado di arricchire la coscienza del lettore.

In quest'ultimo libro, Mancuso propone un approfondimento su quattro grandi maestri della storia dell'umanità. Ognuno di loro, con le sue parole e con il suo esempio di vita, ha lasciato un segno profondo sul nostro modo di vedere il mondo e di capire noi stessi. Maestri, quindi, da conoscere in maniera intima perché il loro messaggio e la loro opera è talmente viva e attuale da essere in grado, se lo vogliamo, di illuminare le nostre esistenze.

Si parte con Socrate, che Mancuso definisce "l'educatore", precisando che "educare" è cosa diversa da "istruire". Infatti, mentre "istruire" significa etimologicamente "mettere dentro", "educare" significa "tirare fuori". Socrate paragonava il suo filosofare all'opera di una levatrice, che aiuta gli altri a "tirare fuori" quello che di più profondo alberga in ogni essere umano: la propria coscienza e, in definitiva, la propria libertà. Quale insegnamento più alto per noi uomini del XXI secolo, amanti della nostra vera o presunta libertà individuale?

Il secondo Maestro è Buddha, definito "il medico". Infatti l'insegnamento del Buddha verte sul riconoscimento della sofferenza, sul suo prenderne coscienza e sul modo per vincerla, proprio come farebbe un buon medico nei confronti di una malattia. Un messaggio, quindi, tutt'altro che pessimista, ma anzi fecondo per tutti gli uomini alla ricerca di un senso e anche di un modo per uscire dalle spirali del dolore che troppo spesso agitano le nostre vite. Chi di noi non ha bisogno di questo aiuto?

Si prosegue con Confucio, definito "il politico". Il suo pensiero infatti si concentra sull'uomo inserito nella sua comunità e sull'intreccio di relazioni sociali che ognuno di noi intrattiene con gli altri. Tali relazioni devono basarsi su un fortissimo senso di giustizia e di umanità, i soli valori capaci di unire un gruppo sociale nella consapevolezza che il benessere morale e materiale di un individuo non può mai prescindere da quello della comunità a cui appartiene. Una lezione preziosa per il nostro sfrenato egocentrismo.

Si conclude con Gesù, definito "il profeta". A differenza del Cristianesimo, dottrina nata dalla predicazione di San Paolo, il messaggio originario di Gesù è quello della venuta del Regno dei Cieli, ossia un orizzonte di pace e di giustizia universale che prende le mosse dalla conversione di ogni singolo essere umano, qui e ora, per giungere alla realizzazione di un'aspirazione di perfezione che rappresenta, nel modo più profondo, il desiderio di ogni persona.

Ognuno di questi quatto Maestri ha molto da dire ad ognuno di noi. Senza fare nessuna "classifica", ognuna delle quattro voci è in grado di farci vedere il mondo e la nostra vita con occhi nuovi. Per giungere a conoscere il quinto Maestro, quello definitivo, quello che ognuno di noi ha accanto, spesso senza rendersene conto: la nostra coscienza.

Autore: Vito Mancuso

Editore: Garzanti