23 ottobre 2021

Tutto ciò che è sulla terra morirà

Il mito del Diluvio Universale e dell'Arca di Noè probabilmente è quello più antico del genere umano. Il racconto contenuto nel libro della Genesi, infatti, richiama quello ben più arcaico descritto nell'epopea sumera di Gilgamesh che nel 3500 a.c. circa è stata impressa su tavolette cueniformi dopo tempi immemorabili di tradizione orale.

Si tratta di quindi di un mito antichissimo che forse risale alle origini dell'Homo Sapiens e che per giunta è comune a tutte le civiltà umane, tanto che se ne trovano tracce assolutamente analoghe nella mitologia di ogni popolo del mondo.

Partendo da questo dato di fatto, Michel Bussi, famoso scrittore francese di romanzi gialli, costruisce un racconto incentrato proprio sull'intreccio fra verità e immaginazione a proposito del Diluvio Universale e dell'Arca, anche sfruttando il mistero, realmente esistente, riguardo alla cosiddetta "anomalia dell'Ararat", ossia la supposta presenza sotto i ghiacci perenni del massiccio euro-asiatico, dove secondo il racconto biblico si sarebbe arenata l'Arca, di una formazione non di origine naturale, immortalata da fotografie satellitari, ma non verificata sul campo per il divieto imposto dalla Turchia di ascendere l'Ararat.

Ci sono quindi tutti gli ingredienti per costruire un romanzo di avventura, con numerosi colpi di scena, nel quale si intrecciano gli interessi delle religioni mondiali, degli scienziati e di gruppi terroristici, tutti (seppur per ragioni diverse) decisamente intenzionati a "mettere le mani" sulla verità per farne un uso per sé congeniale.

Cosa è davvero accaduto migliaia di anni fa di tanto sconvolgente da rimanere impresso nella memoria collettiva di tutti i popoli del mondo, tanto da diventare un mito raccontato di generazione in generazione? E tale evento epocale, potrebbe ripetersi al giorno d'oggi? C'è qualcosa di molto serio e importante che l'umanità dovrebbe sapere (e imparare) prima di ritrovarsi nuovamente di fronte ad un cataclisma globale? Sull'Ararat ci sono davvero testimonianze sepolte sotto i ghiacci che potrebbero svelare il mistero?

Piacevole romanzo di avventura, con un calibrato mix di fanta-archeologia, thriller e azione sullo stile di Indiana Jones che rinnova l'interesse del lettore per un mistero della nostra storia tanto antico quanto affascinante e, proprio per questo, intramontabile.

Autore: Michel Bussi

Editore: E/O

09 ottobre 2021

Finché il caffè è caldo

Come in molti romanzi giapponesi, anche in questo si mescola abilmente la realtà di tutti i giorni con la fantasia e con l'immaginazione, in un caleidoscopio fra il verosimile e l'onirico.

Siamo in un'antica caffetteria giapponese della quale si narra una curiosa leggenda: si dice che sedendosi ad un particolare tavolino e ordinando un caffè, si riesce a ritornare indietro nel tempo, in un momento che si sceglie, con la possibilità di riviverlo.

Con un particolare però: non si può in alcun modo modificare lo scorrere del tempo e influenzare il presente e il futuro. Si può solo rivivere quel frammento di passato per la durata di una tazza di caffè (finché è caldo).

Ma allora a che serve questa esperienza, se non permette in nessun modo di modificare il corso degli eventi? Infatti non tutti gli avventori della caffetteria, pur a conoscenza della fama del locale, si arrischiano a provare su sé stessi il sedersi a quel particolare tavolino.

Ma c'è chi ha il coraggio di farlo. Magari per ritornare ad un momento preciso della propria vita passata per chiarire col proprio marito un sentimento dato troppo per scontato e che ora non si può più chiarire; magari per riprendere confidenza con la propria sorella o con la propria madre, prima che l'inesorabile corso della vita le porti via e tolga ogni opportunità di dire quella parola che resta sospesa in eterno o per dare quell'unico abbraccio la cui mancanza resta come una ferita aperta che non si rimargina.

In definitiva, quell'esperienza di ritorno al passato sembra servire solo e soltanto a questo: a rivivere appieno un momento che si è colpevolmente lasciato trascorrere nell'indifferenza, quando invece andava vissuto intensamente, con amore e passione. E magari a imparare che quello che conta non è modificare il passato per cambiare il presente, ma vivere ogni attimo della propria vita con profondità e sentimento perché ogni attimo è unico e irripetibile ed è un delitto lasciarlo scorrere via.

Un romanzo intimo, personale e delicato, in perfetto stile giapponese, adatto ad animi sensibili e ricettivi.

Autore: Toshikazu Kawaguchi

Editore: Garzanti