20 novembre 2021

La polvere del mondo

In un momento come quello attuale in cui le cronache quotidiane ci raccontano dell'Afghanistan e dei Paesi confinanti come mondi alieni, abitati da genti con le quali la nostra cultura occidentale trova impossibile ogni comprensione, forse non è inutile leggere questo libro.

Si tratta di un puro e semplice diario di viaggio che l'autore ha compiuto nel 1953 in compagnia dell'artista Thierry Vernet. Partendo dalla Francia, il diario racconta i sei mesi di viaggio attraverso i Balcani, la Turchia, la Persia (a quell'epoca l'Iran si chiamava ancora col nome antico), l'Afghanistan, fino ai confini dell'India.

Ciò che sorprende (e da qui il titolo del libro) è il senso di "polvere" che si respira ad ogni pagina del libro: si tratta della polvere che siamo abituati a conoscere quando una cosa viene usata più e più volte, fino a diventare consumata e consunta. Il viaggio raccontato da Bouvier ha proprio questo aspetto: consuma e perfino sfalda le sovrastrutture mentali e di pensiero del viaggiatore.

Tutto ciò è l'opposto del nostro modo corrente di intendere un viaggio. Ci sembra normale "arricchirci" dai posti che vediamo, dalle esperienze esotiche che facciamo, dalle persone che conosciamo. Siamo convinti che rientrando da un viaggio siamo più "ricchi", accresciuti di conoscenza e di esperienza. In effetti molto spesso è così. Ma Bouvier affronta il viaggio con spirito diverso. Invece di "arricchirsi", si "spoglia" e con questo si libera. Via le sovrastrutture mentali, via le categorie di pensiero, via i pregiudizi, i preconcetti e le solide convinzioni. Ecco allora che il viaggio rappresenta l'opportunità di apprezzare la genuinità della scoperta delle culture "aliene", nella sua intima purezza. Una genuinità e una purezza che in fondo è anche quella che cerchiamo dentro di noi perché, come si usa dire, ogni viaggio è in fondo un percorso verso l'intimità di noi stessi.

Paolo Rumiz, uno che di viaggi se ne intende, ha detto che questo libro è perfetto perché taglia fuori tutto il superfluo e rimane solo ciò che è essenziale. Quindi importante. Quindi necessario.

Forse questo diario di quasi settant'anni fa ha qualcosa da dire ancor'oggi. Per capire gli altri e per capire soprattutto noi stessi.

Autore: Nicolas Bouvier

Editore: Feltrinelli

06 novembre 2021

La primavera perfetta

Luca Fanti è un uomo che ha fatto fortuna. In qualità di manager di suo fratello Olli, campione di ciclismo, si è inserito nel "circo" mondiale di questo sport e con abilità e capacità è riuscito a negoziare contratti importanti per il fratello che procurano ad ambedue ottimi compensi e percentuali, tanto da condurre, sia l'uno che l'altro, una vita più che agiata.

Ma se Olli è interamente dedito al suo sport, che pratica con ascetica devozione, senza alcuna distrazione e con maniacale attenzione alle sue prestazioni fisiche e mentali, Luca si sente talmente sicuro di sé e della sua posizione da lasciarsi andare a qualche distrazione di troppo: amanti, alcol e spinelli sono al suo fianco, come se fossero fedeli compagni mentre invece non sono altro che insidie pericolose.

Ed ecco che, proprio quando Luca sta contrattando il più florido contratto per il fratello con la più prestigiosa scuderia del circuito ciclistico mondiale, la sorte gli si rivolta contro e da un giorno all'altro Luca si ritrova precipitato in un incubo: separazione dalla moglie, astio per il fratello, perdita dei suoi averi e condanna al lastrico.

Se e come Luca riuscirà a venire fuori dall'abisso in cui è caduto, lasciamo al lettore la curiosità e il piacere di scoprirlo da solo. Qui basti dire che l'autore, che ci ha abituato a romanzi potenti e appassionanti sulla natura dell'uomo, dei suoi slanci e delle sue cadute, non si smentisce e ancora una volta ci offre il ritratto di un uomo che, come moltissimi di noi, è animato da generosità, ma spesso anche afflitto da miope egoismo; dal rispetto per gli affetti, ma anche dal loro più bieco tradimento in una continua altalena fra sincerità e menzogna che ce lo fanno sentire a volte amico e vicino a noi, altre volte antipatico e perfino odioso, nel più tipico sentimento umano.

Chissà che le peripezie di Luca non ci facciano riflettere, anche a noi lettori, sul nostro modo di condurre la vita, sul modo di considerare gli altri, soprattutto le persone più care, spingendoci ad essere un pochino più onesti e migliori...

Autore: Enrico Brizzi

Editore: Haper Collins