In un momento come quello attuale in cui le cronache quotidiane ci raccontano dell'Afghanistan e dei Paesi confinanti come mondi alieni, abitati da genti con le quali la nostra cultura occidentale trova impossibile ogni comprensione, forse non è inutile leggere questo libro.
Si tratta di un puro e semplice diario di viaggio che l'autore ha compiuto nel 1953 in compagnia dell'artista Thierry Vernet. Partendo dalla Francia, il diario racconta i sei mesi di viaggio attraverso i Balcani, la Turchia, la Persia (a quell'epoca l'Iran si chiamava ancora col nome antico), l'Afghanistan, fino ai confini dell'India.
Ciò che sorprende (e da qui il titolo del libro) è il senso di "polvere" che si respira ad ogni pagina del libro: si tratta della polvere che siamo abituati a conoscere quando una cosa viene usata più e più volte, fino a diventare consumata e consunta. Il viaggio raccontato da Bouvier ha proprio questo aspetto: consuma e perfino sfalda le sovrastrutture mentali e di pensiero del viaggiatore.
Tutto ciò è l'opposto del nostro modo corrente di intendere un viaggio. Ci sembra normale "arricchirci" dai posti che vediamo, dalle esperienze esotiche che facciamo, dalle persone che conosciamo. Siamo convinti che rientrando da un viaggio siamo più "ricchi", accresciuti di conoscenza e di esperienza. In effetti molto spesso è così. Ma Bouvier affronta il viaggio con spirito diverso. Invece di "arricchirsi", si "spoglia" e con questo si libera. Via le sovrastrutture mentali, via le categorie di pensiero, via i pregiudizi, i preconcetti e le solide convinzioni. Ecco allora che il viaggio rappresenta l'opportunità di apprezzare la genuinità della scoperta delle culture "aliene", nella sua intima purezza. Una genuinità e una purezza che in fondo è anche quella che cerchiamo dentro di noi perché, come si usa dire, ogni viaggio è in fondo un percorso verso l'intimità di noi stessi.
Paolo Rumiz, uno che di viaggi se ne intende, ha detto che questo libro è perfetto perché taglia fuori tutto il superfluo e rimane solo ciò che è essenziale. Quindi importante. Quindi necessario.
Forse questo diario di quasi settant'anni fa ha qualcosa da dire ancor'oggi. Per capire gli altri e per capire soprattutto noi stessi.
Autore: Nicolas Bouvier
Editore: Feltrinelli

