Ai lettori appassionati del genere poliziesco-thriller questo romanzo non può mancare. L'autore è famoso per la sua abilità a costruire trame diabolicamente intricate che letteralmente legano il lettore e non lo abbandonano fino alla fine del libro e questo romanzo non fa eccezione. Anzi per molti aspetti forse rappresenta il suo lavoro più riuscito.
A differenza dei classici "gialli" dove il lettore, andando avanti con la lettura, si forma una idea sull'identità dell'assassino e il bello è vedere se alla fine si aveva ragione o meno, in questo genere di thriller di cui Thilliez è maestro, non c'è modo per il lettore di farsi un'idea perché ciò che sembra convincente in un capitolo è rimesso in discussione in quello successivo. E così via in un alternarsi di colpi di scena e di nuove scoperte che capovolgono costantemente il teorema che gli inquirenti (e il lettore con loro) si erano fatti.
La vicenda si svolge in un doppio arco temporale: nel 2008 e nel 2020 originata dalla sparizione di una giovane ragazza, figlia di un ufficiale della gendarmeria francese, in una piccola cittadina dell'Alta Savoia. Il drammatico evento segna la vita dei genitori della ragazza, stravolgendola completamente e indirizzando l'esistenza del padre verso abissi di disperazione nei quali solo l'ostinata determinazione a ritrovare la figlia gli consentono di aggrapparsi alla vita.
La ricerca è difficile, sfibrante e ossessiva tanto che il padre viene colpito da una particolare forma di amnesia come meccanismo di difesa del proprio cervello di fronte a tanto dolore. Il tutto in un contesto di incredibile cupezza dove anche i paesaggi francesi, spesso idealizzati in una delicata bellezza, appaiono invece nella loro forma più tenebrosa e angosciante, come specchio dell'oscurità interiore che abita i personaggi del romanzo.
Una lettura avvincente, spiazzante e spesso dilaniante, ma molto ben scritta che tiene alta la tensione e costringe ad arrivare il prima possibile all'ultima pagina.
Autore: Franck Thilliez
Editore: Fazi