28 gennaio 2023

L'alchimista imperfetta

Mary Sindey, contessa di Pembroke, è stata una illustre scrittrice e letterata inglese dell'epoca Elisabettiana (fra la fine del '500 e l'inizio del '600). 

La sua maggior fama deriva dal fatto che tradusse per la prima volta dall'italiano in lingua inglese le opere di Petrarca, pubblicò una traduzione riveduta e corretta dall'ebraico dei Salmi e tradusse dal francese la tragedia "Marc-Antoine" di Robert Garnier (che poi sarà d'ispirazione al famosissimo "Marco Antonio" di Shakespeare). In tale opera letteraria, amava circondarsi di umanisti, poeti e filosofi che presso la sua dimora formarono un circolo di intellettuali di altissimo profilo.

Uno degli interessi meno noti della contessa di Pembroke era lo studio dell'alchimia, che a quei tempi non era certo una scienza nell'accezione moderna del termine, ma lo stava diventando perché venivano progressivamente abbandonate le misteriosofie di cui era intrisa quella disciplina a favore di uno sviluppo più orientato alla chimica dei materiali, alle qualità e alle proprietà delle erbe e, in definitiva, all'uso dei composti naturali per la cura delle malattie.

Il romanzo, quindi, tratteggia la vita della contessa intessuta di questi variegati interessi intellettuali e, per certi versi, proto-scientifici, in un'epoca in cui l'accusa di stregoneria era sempre in agguato, come testimonia la sua domestica Rose, figlia di una guaritrice all'epoca sottoposta alla terribile "prova dell'acqua" proprio perché accusata di essere una strega.

In un mondo in cui il fideismo medievale va scomparendo ma ancora non sono arrivati Galileo e Newton a creare il mondo moderno, la vita oscilla sempre pericolosamente fra superstizione e nuove prospettive di conoscenza, fra emancipazione e ottuso tradizionalismo e solo le menti davvero intelligenti e aperte possono trovare una via.

Mary Sindey ci riuscirà talmente bene da passare alla storia. Ma anche alla leggenda, perché nell'interminabile dibattito sull'attribuzione delle opere di William Shakespeare, c'è chi giura che la reale autrice delle opere attribuite al Bardo sia proprio lei... In questo romanzo ritroviamo anche il gusto di questo mistero mai davvero risolto. Con una possibile soluzione. Ai lettori il piacere di scoprirlo.

Autore: Naomi Miller

Editore: Piemme

14 gennaio 2023

Augusto, braccio violento della storia

Caio Giulio Cesare Ottaviano è passato alla storia con l'appellativo di "Augusto", termine che aveva lo scopo di sottolinearne la massima autorevolezza nella Roma del suo tempo, ma che poi nei secoli è diventato sinonimo di potere assoluto e suprema autorità.

La vita e le gesta di quest'uomo che ha segnato la storia dell'umanità è stata studiata e raccontata all'infinito. Ma non passa mai di moda perché i "Classici" quelli con la "C" maiuscola sono per sempre e non soffrono il passare del tempo. Anzi, come tutte le cose di valore, migliorano.

Luca Canali è stato uno fra i massimi studiosi della storia e della letteratura latine e i suoi lavori sono preziosissimi sia per comprendere le vicende politiche dell'epoca romana, sia per conoscere a fondo i pensieri, i caratteri e le ambizioni di chi la storia di Roma l'ha creata.

Augusto, insieme a Cesare, è il protagonista indiscusso della secolare storia romana. Fondatore di un Impero che politicamente durerà cinque secoli, ma i cui lasciti culturali dureranno molto più a lungo fino praticamente ai giorni nostri. Non è un caso se nell'Ottocento Napoleone amava farsi rappresentare come l'erede degli Imperatori romani e nemmeno è un caso se il simbolo degli Stati Uniti d'America è l'aquila romana. Una tradizione culturale che Cesare inaugura e che Augusto perfeziona e porta a maturazione, con una saldezza di principi che valicherà i millenni.

Eppure Ottaviano non aveva le abilità strategiche e di comando di Cesare. Non era affatto l'incarnazione del "dio della guerra" com'era stato il suo padre adottivo. Anzi, era cagionevole di salute e, all'aspetto, tutt'altro che marziale. Però aveva una intelligenza affilatissima, una lucidità di pensiero talmente razionale da essere glaciale e soprattutto un'ambizione sconfinata in nome della quale non esitava a compiere, se necessarie, le azioni più spregevoli. Riuscendo sempre, ogni volta, a far andare il mondo per il verso che voleva lui.

Luca Canali in questo agile scritto, a metà fra il saggio storico, la biografia e il romanzo, ci consegna un ritratto di Augusto autentico e appassionante, sia nelle sue grandi glorie, sia nelle sue più infime bassezze. Un uomo straordinario che ha fatto la Storia. Ma non un dio: un uomo in tutto e per tutto.

Autore: Luca Canali

Editore: Bompiani