25 marzo 2023

La cattiva strada

Il primo fra i tanti capolavori di Steven Spielberg è stato il film "Duel" del 1971, presto diventato un cult per la sapiente abilità del regista di creare con poco (un auto e un camion) un'atmosfera di crescente pressione psicologica tanto da incollare gli spettatori allo schermo fino alla fine.

A tale pellicola si ispira, nemmeno troppo velatamente, l'ultimo romanzo di Paola Barbato, sia per l'ambientazione (tutto il romanzo si svolge in autostrada nell'arco di una notte) sia per il progressivo e incalzante innalzamento del livello di pressione emotiva e psicologica narrata.

Il protagonista è Giosciua (nome così italianizzato dal padre, fortemente "identitario"), un uomo insignificante, che è sempre stato svogliato e incurante fin dai tempi della scuola e che, una volta cresciuto (più in altezza che in maturità) viene addirittura cacciato di casa dalla famiglia per la sua inettitudine e incapacità ad assumersi le sue responsabilità di uomo adulto.

Più per caso che per volontà, riesce però a trovarsi un lavoretto che gli va a genio e che gli consente di sopravvivere: con il suo Doblò di seconda (o terza) mano, fa il "corriere" per un certo Freddy che si intuisce commerci roba non del tutto legale. Ma Giosciua in questo è una garanzia: non è un tipo socievole, non chiacchiera con nessuno, non è curioso di sapere cosa trasporta ed esegue il compito che gli viene assegnato (spesso portare qualche anonimo pacco da Milano a Roma) senza fare domande. Insomma, un tipo innocuo, per certi aspetti anche un po' "bietolone", ma che non beve, non si droga, non prende multe ed è puntuale. Quindi il "corriere" perfetto per certi traffici.

Capita però che una sera gli viene ordinato di consegnare un pacco a Orte che, invece di essere del tutto anonimo come di consueto, reca stampigliato sulla confezione il disegno di una rana. Fermatosi in un'area di servizio lungo l'autostrada, per la prima volta in vita sua Giosciua cede alla curiosità e apre il pacco per vedere cosa contiene.

Sarà l'inizio di una nottata infernale, in cui Giosciua percorre in su e in giù l'autostrada nel tentativo di salvarsi da una catastrofe che intuisce essere incombente, senza tuttavia capirne i contorni e percepirne l'entità. Attanagliato da una crescente paura che lo rende via via sempre più irrazionale, incauto e improvvido, finirà per mettere a rischio non solo la sua vita, ma soprattutto quella degli altri.

Fino ad un esito finale che, grazie all'abilità della scrittrice, risulterà spiazzante.

Bel thriller psicologico che concentra, nell'arco di una notte, il crescente disagio vissuto da una persona tutto sommato normale di fronte ad eventi molto più grandi di lui. Ottima la capacità dell'autrice di coinvolgere il lettore in tale stato di ansia crescente, tanto da spingere la lettura sempre un capitolo più avanti per arrivare alla fine. A qualunque fine, anche quella più impensabile.

Autore: Paola Barbato

Editore: Piemme

11 marzo 2023

L'essenziale è invisibile agli occhi

Nuova avventura per la Annabella Abbondante, donna magistrato di origini campane ma che vive e lavora in quel di Lucca, il cui cognome descrive esattamente la sua natura: generosa sia nelle forme (non sa resistere ai piaceri della tavola) che nel carattere, aperto e brillante come per tanta gente del sud.

La dottoressa Abbondante svolge la funzione di giudice, ma in cuor suo ha la passione per le indagini e non le dispiacerebbe affatto fare il Pubblico Ministero. Ha quindi il vizio di ficcare il naso nelle indagini degli altri colleghi inquirenti, alcuni dei quali accettano di buon grado le sue osservazioni, mentre altri amabilmente non la sopportano.

Stavolta si trova coinvolta in un caso, suo malgrado. Mentre sta facendo lezione ai giovani magistrati freschi vincitori di concorso presso la splendida villa di Castelpulci vicino a Firenze, sede della Scuola Superiore della Magistratura, una cameriera che Annabella ben conosce perché lavora a Lucca, muore cadendo da un terrazzo della villa. Cosa ci faceva la ragazza alla Scuola della Magistratura? E' caduta per un incidente oppure qualcuno l'ha spinta e l'ha uccisa? Qualcuno dei giovani allievi della Scuola è coinvolto in questa drammatica vicenda?

Usando la sua arguzia e il suo fiuto investigativo e in collaborazione con il Pubblico Ministero di Firenze, titolare dell'indagine e a cui Annabella piace in tutti i sensi, la nostra giudice-detective riuscirà a venire a capo del mistero, non senza sorprese e colpi di scena inaspettati. A dimostrazione che per arrivare alla verità non bisogna preconfezionarsi un teorema e pretendere che tutto torni, ma piuttosto bisogna avere la mente aperta a ogni possibilità, nella consapevolezza che a volte la realtà è più sorprendente di ogni ipotesi teorica.

Ancora una volta Barbara Perna (di professione, manco a dirlo, magistrato) dà vita alla protagonista dei suoi romanzi, caratterizzata da un bel mix di brillantezza, simpatia e buon umore, senza tuttavia dimenticare minimamente la serietà e la professionalità che un mestiere difficile come quello del giudice richiede in maniera assoluta. Romanzo quindi gradevole, intrigante e in ampi tratti divertente, capace di coinvolgere piacevolmente il lettore.

Autore: Barbara Perna

Editore: Giunti