22 aprile 2023

Spatriati

Il termine che da il titolo a questo libro, letteralmente significa "espatriato", cioè colui che è andato a vivere all'estero e ha lasciato la sua patria. Ma nel dialetto del Sud Italia significa anche altro: senza radici, ramingo, orfano sia di patria che di famiglia. Insomma una persona "irregolare", non convenzionale, che non è inquadrata nell'ambiente sociale consueto e rassicurante, ma ne è alieno per qualche motivo e per questo di incerta classificazione.

I protagonisti sono Francesco (voce narrante) e Claudia. Vivono in una cittadina pugliese e si conoscono sui banchi di scuola. Lei stravagante, fuori dagli schemi e all'apparenza molto sicura di sé. Lui introverso, imprigionato in una religiosità dogmatica verso cui nutre mille dubbi. Fra i due, fin da bambini, scatta una imprevista scintilla: Francesco è irresistibilmente attratto dalla personalità anomala di Claudia; lei è attratta dalla controversa sensibilità interiore che vede in lui.

Quando poi apprendono che la madre di Francesco è l'amante del padre di Claudia, il destino li lega ancor di più e iniziano un percorso di vita che li vede avvicinarsi e allontanarsi infinite volte, bisticciare e abbracciarsi continuamente, scappare e ritrovarsi senza però mai perdersi.

Anche quando, crescendo, prendono strade completamente diverse. Francesco resta a vivere nella sua terra, perché sente il bisogno e la necessità di mantenere un legame con le proprie radici. Nonostante si renda conto che quel piccolo mondo è inquinato da mille ipocrisie, è il suo mondo e non trova mai la forza di allontanarsene. Claudia invece fugge appena può: a Milano poi a Londra e infine a Berlino. Le sue radici sono ovunque e in nessun luogo, la sua lingua è quella del mondo, i suoi sentimenti sono verso tutto ciò che l'appassiona, al di là di ogni convenzione sociale.

I due ragazzi diventano adulti insieme e in ogni fase restano indissolubilmente legati, anche a migliaia di chilometri di distanza, forti di una comune consapevolezza: di poter contare l'uno sull'altro, qualunque cosa accada. Sono davvero "fluidi", ma non solo per il superamento del concetto di "genere", ma soprattutto per il travaso sentimentale che continuamente si condividono e si scambiano. Ecco quindi che i due "spatriati" una patria ce l'hanno anche loro: per Francesco è Claudia; per Claudia è Francesco.

Bellissimo romanzo, meritatamente vincitore del Premio Strega 2022, scritto con grandissima abilità nel raccontare i sentimenti e i moti dell'animo. Poesia e cinismo, sentimentalismo e ferocia si alternano nella scrittura, dando un ritratto autentico di una generazione figlia dell'Erasmus e dell'Europa unita ma anche dell'istinto identitario e reazionario dei tempi nostri, con tutte le incertezze e le infinite potenzialità di realizzazione tipiche dei giovani.

Autore: Mario Desiati

Editore: Einaudi

08 aprile 2023

La canzone di Achille

Può apparire sorprendente che questo libro, pubblicato nel 2013, sia ancora adesso ai primi posti delle classifiche di vendita. Ciò dipende senz'altro dalla recente e accurata ripubblicazione a cura dell'editore Marsilio, ma soprattutto dal tema che tratta.

Infatti, quando un romanzo incontra l'epica e il mito, diventa esso stesso senza tempo e sfida il trascorrere del tempo. Quando poi attinge alla sapienza antica e affronta argomenti e tematiche attualissime, ecco che riesce a suscitare l'interesse di tanti perché certi valori, certi sentimenti e moti dell'animo umano sono patrimonio di tutti, e in maggior misura dei lettori più giovani (da cui questo libro risulta particolarmente apprezzato, come testimoniano i contributi su TikTok).

La "canzone" che viene narrata in questo romanzo è cantata da Patroclo. Figlio di Menezio, re di Opunte, viene costretto dal padre all'esilio a Ftia, sotto la tutela del re Peleo, per aver ucciso un uomo. Qui Patroclo conosce Achille, già all'epoca considerato "aristos achaion" (il migliore dei greci), ma non osa avvicinarglisi, riconoscendo la sua inadeguatezza rispetto all'aura di considerazione e di venerazione di cui gode Achille. Soprattutto da parte dei tanti giovani alla corte di Peleo che si allenano quotidianamente all'esercizio della guerra per essere degni di vestire un giorno gli abiti del guerriero al fianco di Achille.

Patroclo, invece, sa di non avere la tempra del soldato e segue con poco entusiasmo gli insegnamenti di combattimento. Per questo resta alquanto sorpreso quando un giorno Achille stesso gli rivolge la parola e lo invita ad esercitarsi con lui. "Ecco il compagno che ho scelto", dice Achille al padre Peleo quando deve ritirarsi sulle montagne per apprendere gli insegnamenti dal centauro Chirone.

Da lì inizia un percorso di vita che unisce indissolubilmente i due ragazzi. Ciascuno vede nell'altro il proprio completamento, quella parte di essenza che invece di abitare nel proprio sé, abita nell'altro. Si tratta di amicizia, certamente, ma anche di fratellanza, di appartenenza, di rispetto, di amore. Un legame fra due persone che travalica le consuete differenze di genere e si pone ad un piano più sublime, fino a rappresentare l'archetipo dell'amore più nobile, più umano.

Ecco quindi che si spiega il successo di questo romanzo fra i giovani: un argomento come l'amore fra simili, che viene spesso trattato con banalizzazioni e estremizzazioni che denotano solo ignoranza e ottusità mentale, stavolta viene invece affrontato con la grazia e la solennità dell'antica epica e per questo riesce a conquistare i lettori, che non trovano in questo libro storie di sangue e di battaglie, ma storie di crescita e di maturazione interiore per diventare uomini veri.

Un insegnamento che dall'epoca classica giunge fino a noi, anche grazie a questo romanzo, e che è oltremodo utile ascoltare. Per imparare ed essere persone migliori.

Autore: Madeline Miller

Editore: Marsilio