Il termine che da il titolo a questo libro, letteralmente significa "espatriato", cioè colui che è andato a vivere all'estero e ha lasciato la sua patria. Ma nel dialetto del Sud Italia significa anche altro: senza radici, ramingo, orfano sia di patria che di famiglia. Insomma una persona "irregolare", non convenzionale, che non è inquadrata nell'ambiente sociale consueto e rassicurante, ma ne è alieno per qualche motivo e per questo di incerta classificazione.
I protagonisti sono Francesco (voce narrante) e Claudia. Vivono in una cittadina pugliese e si conoscono sui banchi di scuola. Lei stravagante, fuori dagli schemi e all'apparenza molto sicura di sé. Lui introverso, imprigionato in una religiosità dogmatica verso cui nutre mille dubbi. Fra i due, fin da bambini, scatta una imprevista scintilla: Francesco è irresistibilmente attratto dalla personalità anomala di Claudia; lei è attratta dalla controversa sensibilità interiore che vede in lui.
Quando poi apprendono che la madre di Francesco è l'amante del padre di Claudia, il destino li lega ancor di più e iniziano un percorso di vita che li vede avvicinarsi e allontanarsi infinite volte, bisticciare e abbracciarsi continuamente, scappare e ritrovarsi senza però mai perdersi.
Anche quando, crescendo, prendono strade completamente diverse. Francesco resta a vivere nella sua terra, perché sente il bisogno e la necessità di mantenere un legame con le proprie radici. Nonostante si renda conto che quel piccolo mondo è inquinato da mille ipocrisie, è il suo mondo e non trova mai la forza di allontanarsene. Claudia invece fugge appena può: a Milano poi a Londra e infine a Berlino. Le sue radici sono ovunque e in nessun luogo, la sua lingua è quella del mondo, i suoi sentimenti sono verso tutto ciò che l'appassiona, al di là di ogni convenzione sociale.
I due ragazzi diventano adulti insieme e in ogni fase restano indissolubilmente legati, anche a migliaia di chilometri di distanza, forti di una comune consapevolezza: di poter contare l'uno sull'altro, qualunque cosa accada. Sono davvero "fluidi", ma non solo per il superamento del concetto di "genere", ma soprattutto per il travaso sentimentale che continuamente si condividono e si scambiano. Ecco quindi che i due "spatriati" una patria ce l'hanno anche loro: per Francesco è Claudia; per Claudia è Francesco.
Bellissimo romanzo, meritatamente vincitore del Premio Strega 2022, scritto con grandissima abilità nel raccontare i sentimenti e i moti dell'animo. Poesia e cinismo, sentimentalismo e ferocia si alternano nella scrittura, dando un ritratto autentico di una generazione figlia dell'Erasmus e dell'Europa unita ma anche dell'istinto identitario e reazionario dei tempi nostri, con tutte le incertezze e le infinite potenzialità di realizzazione tipiche dei giovani.
Autore: Mario Desiati
Editore: Einaudi

