26 agosto 2023

Figli della favola

Asier e Joseba sono due amici ventenni baschi, che si "arruolano" volontari nell'ETA (il movimento indipendentista basco), pronti a combattere come veri militanti per la libertà della loro nazione.

Sono imbevuti di ideologia nazionalista e socialista, sono convinti che l'unico modo per conquistare l'indipendenza è la lotta armata, ammirano i guerriglieri dell'ETA che negli anni si sono sacrificati per l'ideale e per la patria e sono pronti a tutto per fare la loro parte verso la vittoria finale.

Detto così, sembrano due figure di eroi epici o risorgimentali, che mettono davanti agli interessi personali quelli collettivi della nazione, ma la realtà è ben diversa.

Vengono spediti, per fare addestramento, in una colonica di campagna sperduta nel sud ovest della Francia, dove in realtà nessuno li istruisce e sono costretti a vivacchiare senza un quattrino, inventandosi sessioni di allenamento fisico e di uso delle armi, usando soltanto l'indice e il pollice per mimare la pistola... Convivono con il contadino e sua moglie, coi quali stentano a parlare, e alternano momenti in cui vagabondano nella campagna francese ad altri in cui immaginano di compiere attentati passeggiando per qualche borgo, il tutto in un continuo dialogo fra loro sui destini luminosi e irrevocabili della patria basca e su come fare a sbarcare il lunario.

Ma è il 2011 e, come un fulmine a ciel sereno, mentre svolgono il loro surreale "addestramento" autogestito, vengono a sapere che l'ETA ha ufficialmente dichiarato la fine della lotta armata e la pacificazione del conflitto. Ne rimangono totalmente spiazzati e, invece di rientrare alle loro case ammettendo che quel capitolo della loro vita era chiuso, hanno l'assurda idea di creare seduta stante una nuova organizzazione di lotta formata nientemeno che da loro due, che porterà a compimento ciò che l'ETA ha lasciato a metà. Con un esito che è bene lasciare al lettore il gusto di scoprire.

Ancora una volta Fernando Aramburu disegna il ritratto di una generazione da un lato intrisa di ideali irreali che finiscono per essere tossici, dall'altro totalmente impreparata ad affrontare la vita, che finisce per travolgerli. Il tutto con uno stile narrativo picaresco, fra il drammatico e il comico, che rende perfettamente evidente lo spessore psicologico dei protagonisti, i loro slanci e le loro enormi vulnerabilità.

Una gioventù alla disperata ricerca di un'appartenenza, che non è dissimile ad altri esempi contemporanei.

Autore: Ferdinando Aramburu

Editore: Guanda

12 agosto 2023

La libreria dei gatti neri

L'assassino "della clessidra" è un killer che si introduce nelle case di alcune famiglie e, sempre accompagnato da una clessidra che scandisce il tempo di sessanta secondi, intima alla vittima di scegliere chi deve essere ucciso. Il figlio o la moglie? Il padre o la madre?

Il tutto è davvero agghiacciante, ma il killer non scherza. Allo scadere del minuto, se il malcapitato non ha fatto la terribile scelta, uccide tutti senza alcuna pietà.

La sovrintendente di polizia Angela Dimase brancola nel buio e mentre i brutali omicidi si susseguono, sempre con il medesimo copione, cerca l'aiuto del suo amico Marzio Montecristo, un tipo che definire burbero è una gentilezza, ma che di gialli e misteri si intende parecchio, tanto da aver aperto una libreria dove vende solo romanzi polizieschi.

Oddio, "vende" è una parola grossa, perché se non fosse per la sua commessa, la gentile Patricia, non venderebbe molto, visto come tratta i clienti.... Marzio ha davvero un caratteraccio, che nella sua vita precedente di professore di matematica gli è valso il licenziamento e ora si è reinventato libraio per dedicarsi alla sua passione che condivide con il "gruppo di lettura" assai variegato che settimanalmente si riunisce in libreria e per il quale i gialli sono il pane quotidiano. Chissà che proprio grazie a loro la sovrintendente riuscirà a venire a capo del mistero e ad interrompere la terribile scia di delitti.

Nel novero degli abituali frequentatori della libreria, fatta per lo più dai pochi maniaci del genere che formano il "gruppo di lettura", da non sottovalutare la sempre ineffabile presenza di due gatti neri, che appaiono e scompaiono silenziosamente fra gli scaffali, come se fossero sempre sul punto di rivelare chissà quale profonda verità, ma che non abbandonano mai la libreria, tanto da essere gli unici esseri viventi che Marzio tollera avere fra i piedi.

Insomma un gruppo eterogeneo di personaggi, ciascuno con il suo ruolo e il suo carattere ben definito, che compongono un piacevole romanzo giallo che riesce ad alternare momenti di gelida tensione ad altri divertenti e profondamente ironici. Una lettura agile che non delude.

Autore: Piergiorgio Pulixi

Editore: Marsilio