Asier e Joseba sono due amici ventenni baschi, che si "arruolano" volontari nell'ETA (il movimento indipendentista basco), pronti a combattere come veri militanti per la libertà della loro nazione.
Sono imbevuti di ideologia nazionalista e socialista, sono convinti che l'unico modo per conquistare l'indipendenza è la lotta armata, ammirano i guerriglieri dell'ETA che negli anni si sono sacrificati per l'ideale e per la patria e sono pronti a tutto per fare la loro parte verso la vittoria finale.
Detto così, sembrano due figure di eroi epici o risorgimentali, che mettono davanti agli interessi personali quelli collettivi della nazione, ma la realtà è ben diversa.
Vengono spediti, per fare addestramento, in una colonica di campagna sperduta nel sud ovest della Francia, dove in realtà nessuno li istruisce e sono costretti a vivacchiare senza un quattrino, inventandosi sessioni di allenamento fisico e di uso delle armi, usando soltanto l'indice e il pollice per mimare la pistola... Convivono con il contadino e sua moglie, coi quali stentano a parlare, e alternano momenti in cui vagabondano nella campagna francese ad altri in cui immaginano di compiere attentati passeggiando per qualche borgo, il tutto in un continuo dialogo fra loro sui destini luminosi e irrevocabili della patria basca e su come fare a sbarcare il lunario.
Ma è il 2011 e, come un fulmine a ciel sereno, mentre svolgono il loro surreale "addestramento" autogestito, vengono a sapere che l'ETA ha ufficialmente dichiarato la fine della lotta armata e la pacificazione del conflitto. Ne rimangono totalmente spiazzati e, invece di rientrare alle loro case ammettendo che quel capitolo della loro vita era chiuso, hanno l'assurda idea di creare seduta stante una nuova organizzazione di lotta formata nientemeno che da loro due, che porterà a compimento ciò che l'ETA ha lasciato a metà. Con un esito che è bene lasciare al lettore il gusto di scoprire.
Ancora una volta Fernando Aramburu disegna il ritratto di una generazione da un lato intrisa di ideali irreali che finiscono per essere tossici, dall'altro totalmente impreparata ad affrontare la vita, che finisce per travolgerli. Il tutto con uno stile narrativo picaresco, fra il drammatico e il comico, che rende perfettamente evidente lo spessore psicologico dei protagonisti, i loro slanci e le loro enormi vulnerabilità.
Una gioventù alla disperata ricerca di un'appartenenza, che non è dissimile ad altri esempi contemporanei.
Autore: Ferdinando Aramburu
Editore: Guanda

