La peste del 1630 che infuriò in Europa e anche nell'Italia centro-settentrionale, come tutti sanno è la famosissima "scenografia" dei Promessi Sposi di Manzoni.
Quello che al giorno d'oggi non può passare inosservato è la somiglianza con la recente pandemia da Covid19, soprattutto riguardo alle misure di contenimento messe in atto per cercare di fronteggiarne la diffusione. Un esempio significativo sono le norme emanate dal Granduca di Toscana Ferdinando II sul divieto di uscire di casa, di esercitare pubblici mestieri, proprio al fine di limitare i contagi e i morti.
A queste misure dovette sottostare anche Galileo Galilei che, in procinto di dare alle stampe il suo attesissimo studio sopra i "Due Massimi Sistemi del Mondo", ossia la concezione Tolemaica e Copernicana dell'Universo, si vide costretto a posticiparne la pubblicazione a causa dell'impossibilità di andare dal tipografo per correggerne le bozze.
Ecco quindi che il Nostro, nominato dal Granduca "Professore di Matematiche" presso lo Studio di Pisa (ossia all'Università) con beneficio di dedicarsi esclusivamente alla ricerca senza quindi obblighi didattici, si trova ristretto nell'appartamento di Arcetri, sulle colline di Firenze, con ben poco da fare, se non bisticciare continuamente con la sua domestica, senza la quale però non saprebbe mettere insieme il pranzo con la cena.
L'unico svago (se così si può definire) per Galileo è andare a far visita alle sue due figlie, suore nel Convento di San Matteo, proprio di fronte alla sua abitazione. Attraversare la strada non lo espone a grossi rischi e del resto le suore sono in clausura, quindi ci può solo parlare a distanza, senza contatti.
Ma ecco che la noiosa routine è scossa da un drammatico evento: una suora viene trovata morta, precipitata da una finestra del Convento. Si tratta di suicidio o di omicidio? Cosa avviene davvero nel segreto delle celle di quel luogo? E gli scritti che Galileo faceva mettere in bella a una delle sue figlie, c'entrano qualcosa con questa tragedia?
Ancora una volta un bel giallo di Marco Malvaldi, che rende omaggio a uno dei più grandi geni dell'umanità, raccontato con la simpatia, l'arguzia e la schiettezza tipica dei caratteracci toscani.
Autore: Marco Malvaldi
Editore: Giunti

