L'Odissea è sicuramente l'opera letteraria più conosciuta, più studiata e più commentata della storia.
Tuttavia, proprio il fatto che sia un "monumento" eterno, la rende sempre attuale, sempre in grado di fornire nuovi spunti e nuove prospettive e chiavi di lettura.
Ne è un esempio l'ultimo lavoro di Alessandro D'Avenia, appassionato insegnante e anche innamorato cultore dell'Odissea, di cui ogni anno scolastico promuove la lettura integrale con i suoi allievi, per far loro assaporare il gusto, il significato e anche l'emozione che un'opera così emblematica sa suscitare.
La prospettiva di lettura è presto detta: il viaggio di Ulisse in realtà è il racconto di un ritorno. Itaca rappresenta il senso della vita e le peripezie di Ulisse sono il percorso di vita che ciascun uomo è chiamato a fare, nella speranza di trovare un senso alla propria esistenza, un significato al proprio stare al mondo.
Se nell'Iliade Achille è alla ricerca della Gloria e per conquistarla è disposto a sacrificare tutto, accettando il fato di morire in giovane età, nell'Odissea Ulisse è alla ricerca della Gioia dell'essere mortale, dell'essere uomo, nell'essere vivo. Ulisse, nei suoi dieci anni di peregrinaggio in luoghi geograficamente fantastici, ma emblematici di un percorso ai confini dell'esistenza, impara che non è con la guerra che si diventa felici. Anzi, l'atteggiamento bellicoso, da conquistatore, non fa che causare sciagure e dolori, a lui e ai suoi compagni. Ma l'alternativa non è nemmeno la ricerca di un mondo ideale, di un paradiso perduto, perché rappresenta una alienazione da questa vita e la perdita dell'unica occasione che ci è concessa: quella di vivere questa vita.
Alla fine del viaggio, Ulisse avrà imparato che bisogna perdere tutto, bisogna precipitare fino all'essere mendicante e naufrago, per poter ripartire da capo e finalmente giungere al traguardo della riconquista di sé, del proprio destino e della propria essenza votata alla felicità.
E' un'occasione che solo i mortali hanno, e gli Dei ne sono infinitamente invidiosi. Un insegnamento, questo, che da più di duemila anni e chissà per quanti secoli ancora, è sempre vero e attuale.
Autore: Alessandro D'Avenia
Editore: Mondadori

