19 ottobre 2024

L'arte della gioia

Goliarda Sapienza è stata una donna decisamente fuori dal comune. Nata in una famiglia siciliana negli anni Venti, ha trascorso la sua vita fra la recitazione in teatro e al cinema e il mestiere di scrittrice, portando avanti la sua visione "femminile" del mondo.

Ne è un esempio questo romanzo, forse il più rappresentativo della sua carriera letteraria, che scrisse negli anni Settanta ma che venne rifiutato da tutti gli editori (italiani) finché non ebbe un grande successo all'estero (Francia in primis) tanto da essere rivalutato anche da noi. E ora tornato prepotentemente alla ribalta grazie alla serie tv con protagonista la bravissima Valeria Golino.

Il libro è la storia di Modesta, una ragazza di Catania, nella quale si ritrovano tanti tratti autobiografici dell'autrice. La famiglia e il contesto culturale sono quelli che ci si possono immaginare: grandiosa e opprimente, bellissima e alienante. Un ambiente in cui Modesta capisce fin da subito di essere destinata ad un ruolo di subalternità perché per le donne in Sicilia in quegli anni non c'è altra prospettiva.

Ma per Modesta questo destino non è inevitabile. Grazie alla sua intelligenza, alla sua capacità di relazionarsi con le persone, di capirne le logiche e i desideri, cresce in maturità e conquista col tempo la sua autonomia e la sua indipendenza. Le dinamiche patriarcali, apparentemente impossibili da sfuggire, diventano superabili, se solo si ha la forza d'animo e, appunto, l'intelligenza di saperle superare.

Uno degli strumenti che Modesta utilizza per conquistare la sua emancipazione e la sua libertà è il sesso e il racconto lucido e schietto delle sue esperienze fa capire perché il libro cinquant'anni fa fu rifiutato dagli editori italiani, mentre fu entusiasticamente accolto da quelli francesi. Uno strumento per giungere a conquistare "l'arte della gioia" perché ogni donna non deve mai rinunciare alla propria felicità.

Insomma la storia di una donna autenticamente tale, che ancora oggi ha molto da raccontare e, probabilmente, anche molto da insegnare, narrata con uno stile informale, spesso come flusso di coscienza, che può essere a volte difficile da seguire ma che riesce efficacemente a trasmettere al lettore un alto tasso di realismo e di verità.

Autore: Goliarda Sapienza

Editore: Einaudi

05 ottobre 2024

Le otto montagne

Da questo romanzo, vincitore del premio Strega 2017, è stato recentemente tratto un film con protagonisti Luca Marinelli e Alessandro Borghi, a sua volta vincitore del premio della giuria al Festival di Cannes e di quattro David di Donatello.

Insomma, un grande successo sia letterario che cinematografico, che merita indubbiamente di essere letto e di essere visto.

Il racconto narra la storia di due bambini che iniziano a conoscersi in un paesino di montagna della Val d'Aosta dove vive Bruno e dove Pietro, che vive in città, trascorre le vacanze estive. I due bimbi non potrebbero essere più diversi: Bruno ha la montagna nel dna e fiumi, boschi e dirupi sono l'immagine della sua personalità. Pietro invece porta in sé il comfort della vita cittadina, ma anche il suo stress e le sue insicurezze. Eppure c'è qualcosa che li unisce: il silenzio della montagna, gli orizzonti maestosi e la natura nella sua più grandiosa e terribile espressione rappresentano l'anima di entrambi.

Insomma, gli "interminati spazi" e la "profondissima quiete", come dice Leopardi, sono il loro infinito.

Poi i due ragazzi crescono e diventano uomini. Si allontanano, ognuno per la sua strada e si perdono di vista, per poi ritrovarsi, ritornare insieme. Lo spunto è una vecchia baita abbandonata che il padre di Pietro aveva comprato prima di morire e che gli lascia come particolare eredità. Ma non solo a lui, anche a Bruno che il babbo di Pietro aveva in cuor suo considerato come un figlio.

I due amici trascorrono mesi nella solitudine dell'alta quota a ristrutturare la baita. Fra loro il dialogo è fatto di frasi asciutte, parole essenziali, come se quell'esperienza di vita avesse sfrondato entrambi di ogni cosa non necessaria. Resta solo il nucleo profondo della loro anima. Che l'un con l'altro reciprocamente conoscono, accolgono e se ne prendono cura.

E' la storia potente, quindi, di un'amicizia fra due uomini, che ha tratti di nobiltà virile, pur non avendo assolutamente nulla di mascolino. Un'amicizia che insegnerà ad entrambi il valore vero della vita. E anche della morte.

Autore: Paolo Cognetti

Editore: Einaudi