E' possibile che in un'aula scolastica, l'ora di Italiano sia il momento più bello ed entusiasmante della giornata?
Sembrerebbe davvero impossibile, ma chissà che non arrivi un prof di italiano che, con metodi del tutto non convenzionali, faccia appassionare gli studenti alla grammatica e alla letteratura, facendole diventare motivi di feconda discussione, sconfiggendo la noia e il tedio che tradizionalmente contraddistinguono questa materia.
Con un racconto che è per metà romanzo e per metà un saggio educativo, l'autore ci introduce nell'aula scolastica dove il prof non insegna: educa. Insegnare, infatti, significa introdurre concetti nella mente dello studente che li recepisce passivamente; educare invece significa trarre fuori dallo studente i suoi pensieri e aiutarlo a dargli corpo e forma, valorizzando la sua personalità.
La letteratura ha questo grandissimo potere: di farci vedere chi siamo, anche quando nemmeno noi ce ne rendiamo conto. Ecco quindi che il prof, senza mai dare voti e stilare pagelle e anzi con atteggiamenti e iniziative talmente inconsuete da risultare sbalorditive per i ragazzi, stimola i suoi studenti a trovare nella letteratura qualche traccia di loro stessi, della loro personalità e del loro carattere. Facendoli sentire parte di una umanità, da sempre alla ricerca del senso e dello scopo della vita.
E la grammatica possiamo lasciarla perdere? Assolutamente no, perché il significato delle parole e la costruzione delle frasi sono il modo più alto e più raffinato che l'essere umano ha per esprimere sé stesso, i suoi pensieri e i suoi sentimenti e quindi farlo con appropriatezza e con correttezza sintattica dà senso alle nostre espressioni e crea una semantica in grado di farci capire dagli altri.
Immergersi nello studio di una cosa che poi diventa passione è qualcosa di straordinario. Come ben testimonia l'accademia di "arte grammatica" che i ragazzi decidono di creare come una sorta di società segreta in cui si esplorano le misteriose e poliedriche sfaccettature delle parole, alla ricerca di un senso che poi è il senso stesso della vita.
Un atto di amore verso la nostra lingua e verso la letteratura, che non può non entusiasmare.
Autore: Giuseppe Antonelli
Editore: Einaudi

