23 agosto 2025

Quando c'era l'URSS

L'Unione Sovietica, nei suoi settant'anni di storia, ha suscitato in tutto il mondo sentimenti e reazioni diametralmente opposte: dalla più fiera avversione di chi vedeva in quel Paese la morte di tutte le libertà civili e delle aspirazioni dell'uomo, al più fanatico entusiasmo di chi invece ci vedeva la costruzione di una società egualitaria e connotata da una forte giustizia sociale, capace di superare millenarie ingiustizie e sopraffazioni.

Certamente l'URSS è stato un esperimento storico e sociale di portata immensa, sia per quanto ha profondamente inciso sulla storia del mondo, sia per quanto ha plasmato la cultura e la civiltà del Novecento. In questo poderoso saggio, l'autore (docente di cultura russa all'Università di Milano) affronta l'universo sovietico non dal punto di vista puramente storico, bensì da quello culturale.

Dai primi anni dopo la Rivoluzione, alla Seconda Guerra Mondiale (che i russi chiamano "Grande Guerra Patriottica"), dagli anni di Stalin a quelli della Nomenclatura, fino alla fine del 1991, Gian Piero Piretto conduce il lettore alla scoperta dei fermenti culturali che hanno animato la vita dei cittadini sovietici nel corso di questi fatidici settant'anni, ricchissima di spunti creativi in tanti campi, dall'arte alla musica, dal cinema all'architettura.

Anche la propaganda e la cartellonistica dell'epoca sovietica, inquadrata nell'epoca e contestualizzata con i movimenti artistici del Novecento, è fortemente indicativa di una tensione culturale nient'affatto anestetizzata ma all'opposto in grado di trascendere il messaggio concreto per farsi portatrice di un'aspirazione ai valori più alti, sintomatici di una visione del mondo e dell'uomo assolutamente nuova.

Al di là di ogni facile etichetta che purtroppo spesso viene affibbiata all'URSS, sia da chi la considera il sommo bene o da chi la ritiene il sommo male, l'approfondimento dell'autore sulla cultura sovietica riesce a mettere in luce la grande innovazione che il pensiero sovietico è stato capace di generare, nell'ottica della creazione di un nuovo tipo di società, mai visto nella storia di così ampia portata e che non può essere liquidato come un "incidente" della storia umana, ma anzi come un lungo momento in cui una cospicua parte della popolazione mondiale, che abitava nel più grande Paese della Terra, ha sopportato sacrifici immani solo per la speranza di creare un mondo nuovo, più giusto e più umano.

Una storia culturale che non può essere ignorata e tanto meno giudicata se prima non la si conosce. Questo libro, scritto con il rigore dello studioso meticoloso, lungo più di 600 pagine ma corredato da un apparato straordinario e affascinante di immagini e di fotografie, aiuta certamente a farlo.

Autore: Gian Piero Piretto

Editore: Raffaello Cortina

09 agosto 2025

Meglio di niente

Il commissario Franco Bordelli, oramai ex perchè in pensione da pochi mesi, trascorre le sue giornate con la calma e la tranquillità che si addice a chi, dopo una lunga vita di lavoro, si gode il meritato riposo nel suo bel casolare fuori dall'Impruneta in compagnia del suo fidato compagno a quattro zampe Blix.

Ma questo menage non fa per lui: sente molto la mancanza del suo lavoro di investigatore perché, come ama ripetere spesso, sbirri si resta tutta la vita. I pittori, i musicisti, gli scrittori smettono forse di essere tali all'età della pensione? Ecco, la stessa cosa capita a lui.

Per fortura alla Questura di Via Zara a Firenze c'è il giovane vice commissario Piras, suo ex braccio destro, con il quale ha un accordo: quando Piras ha bisogno di una mano "non istituzionale" nelle sue indagini, Bordelli sarà a disposizione. Così come quando l'ex commissario avrà bisogno di un aiuto per sfruttare i suoi agganci in Polizia, Piras sarà disponibile.

Come quando viene chiesto a Bordelli di recuperare alcuni quadri rubati, senza tuttavia il clamore delle indagini di Polizia e senza che il ladro sia coinvolto in una indagine giudiziaria. Con l'aiuto di Piras e naturalmente del Botta, ex galeotto e oramai amico fidato di Bordelli, i quadri vengono recuperati e riconsegnati ai legittimi proprietari, con un inequivocabile avvertimento al ladro di non azzardarsi a ricadere nel reato.

Il modo tipico di Bordelli di "fare giustizia", a volte anche al di là della legge, perchè non sempre i meccanismi e le trafile giudiziarie sono adatte a risolvere situazioni che invece, più appropriatamente, possono essere sistemate in modo "artigianale". E Bordelli non ha mai avuto timore di ricorrere a queste soluzioni, quando necessario. 

Le giornate di Bordelli, anzi le serate, sono spesso allietate dalle tradizionali e immancabili cene conviviali con i suoi amici storici, nel suo casolare, dove ognuno racconta una storia durante la tavolata. Sono storie a volte divertenti e a volte drammatiche, ma che raccontano vite vissute negli anni del Novecento, un secolo pieno di grandi progressi e di grandi sciagure. Sono queste storie a rappresentare la vera ossatura del romanzo che, come oramai è caratteristica dei più recenti lavori di Marco Vichi, più che un semplice giallo poliziesco, è un condensato di racconti che descrivono un'epoca ormai passata ma che nessuno dovrebbe dimenticare.

Ancora una volta, un piacevolissimo romanzo con protagonista il commissario Bordelli, personaggio iconico di Marco Vichi al quale tanti lettori sono oramai molto affezionati.

Autore: Marco Vichi

Editore: Guanda