27 dicembre 2025

Oltre l'invisibile

Federico Faggin è uno scienziato e un imprenditore che nella sua lunga carriera ha ottenuto enormi successi. Fisico di professione, ideatore del primo microchip sul quale un colosso tecnologico come Intel ha costruito la sua fortuna, fondatore di aziende informatiche che hanno introdotto nel nostro mondo strumenti rivoluzionari come il touch-screen, ha anche da lungo tempo indagato quei settori della fisica che tutt'oggi sono per molti studiosi misteriosi e poco comprensibili, come ad esempio la meccanica quantistica pura e i fenomeni inspiegabili come l'entanglement quantistico.

L'approfondimento di questi ambiti di studio lo ha condotto a maturare prima una idea e poi una teoria, nella quale si parte dal presupposto che la coscienza e il libero arbitrio sono elementi essenziali e fondanti della realtà e che da essi promana tutto l'universo esistente.

In questo libro, sotto forma di intervista, l'autore spiega con estrema chiarezza e semplicità questa sua visione, illustrando con rigore logico e scientifico il suo pensiero e raccontando le sue personali esperienze di vita che hanno contribuito alla nascita del suo attuale pensiero.

Come moltissimi scienziati, infatti, anche Faggin ha vissuto una vita fatta di materialismo e di riduzionismo. E' stato per tanti anni convinto (come la quasi totalità degli scienziati) che solo ciò che è osservabile e sperimentabile esista, che nulla esista di ciò che non è scientificamente dimostrabile e che, in fin dei conti, l'Universo (e quindi anche l'uomo) non sia altro che una macchina. Mirabile e complessa, ma pur sempre una macchina, che obbedisce a leggi deterministiche, senza nessun fine e nessuno scopo.

Ma questa visione scientista ed estremamente materialista non risolve i misteri e i paradossi della fisica quantistica, che sfugge all'analisi riduzionistica classica e si manifesta in modi e forme imprevedibili. E proprio nel tentativo di dare risposte a ciò che fino ad oggi non ha risposte, l'autore sviluppa la sua teoria e giunge alla conclusione che l'universo fisico e materiale che osserviamo e studiamo non sia che la manifestazione simbolica nello spazio-tempo (e quindi nel mondo visibile e misurabile) di sottostanti campi quantistici puri, dotati di coscienza e libero arbitrio, che si relazionano continuamente fra loro e che fanno emergere, secondo un principio di volontà e di consapevolezza, l'universo visibile e quindi anche noi.

Una visione che supera il puro materialismo per arrivare a intrecciarsi con la spiritualità, ossia con l'insieme di intuizioni, intelligenza, pensiero, sensazioni, emozioni che gli essere umani possiedono e sperimentano ogni giorno ma che vengono ignorati dalla fisica classica. Una visione quindi che, come recita il sottotitolo del libro, va oltre l'invisibile e tende ad unire scienza e spiritualità in una costruzione coerente e capace di spiegare anche i misteri irrisolti dell'Universo (e di noi stessi).

Una visione che conduce ad un inevitabile quanto necessario ripensamento su chi siamo, come siamo fatti, sul perché siamo al mondo e anche su quale sia il nostro scopo di esistere. Perché siamo un piccolissimo frammento di questo universo, ma in questo frammento c'è l'immagine del Tutto, che noi stessi siamo.

Un libro che, partendo dalla pura scienza, ci aiuta a capire, riflettere, pensare e imparare, per essere persone più consapevoli e quindi migliori.

Autore: Federico Faggin

Editore: Mondadori

13 dicembre 2025

L'atomo sfuggente

Alan Zamboni è molto famoso sul web grazie al canale "Curiuss" col quale svolge attività divulgativa su molti aspetti della scienza. La sua formazione sia scientifica che letteraria (è laureato in Ingegneria e in Lettere) gli permette infatti di spiegare anche i più complessi aspetti della scienza e della fisica con un taglio narrativo accattivante e coinvolgente, rendendo la divulgazione facilmente fruibile pur nel rispetto del rigore scientifico.

Questo romanzo possiede le medesime caratteristiche: si tratta infatti di un giallo che ruota intorno a degli appunti di fisica nucleare di un professore di fisica di liceo misteriosamente scomparso che a quanto pare sono molto preziosi perché scatenano l'interesse di inquietanti personaggi.

Siamo nei primi anni Settanta e all'epoca gli studi sull'energia nucleare hanno una grande importanza, sia per i progetti di uso dell'energia atomica per scopi civili (in Italia si sta avviando la costruzione di alcune centrali nucleari), sia perché in piena Guerra Fredda lo studio del potere dell'atomo ha inevitabili ricadute di interesse militare.

Alla ricerca del professore scomparso si dedicano i due protagonisti del romanzo: Teo, un giovane matematico ex allievo del professore a cui lo stesso insegnante aveva chiesto aiuto per alcuni complessi calcoli matematici, e Deianira, una giovane insegnante precaria di origini ungheresi e con una mente affilata e brillante.

I due poco a poco scoprono che gli appunti del professore, per quanto parziali e incompleti, si riferiscono a studi di fisica nucleare altamente innovativi che forse affondano le radici in quel consesso geniale degli anni Trenta conosciuto come i "ragazzi di Via Panisperna", ossia quel gruppo di giovani scienziati coordinato da Enrico Fermi che nel dipartimento di fisica dell'Università di Roma (ubicato appunto in Via Panisperna) scoprì i fondamenti della fisica atomica in modo talmente geniale da consentire a Fermi di aggiudicarsi il Premio Nobel.

E la cosa più strabiliante è che tutto sembra ruotare intorno alla figura di Ettore Majorana, membro di spicco del gruppo di Via Panisperna, genio assoluto ma di carattere introverso, anche lui misteriosamente scomparso nel 1938.

Ecco quindi che il giallo assomiglia proprio al mondo subatomico: forze opposte si scontrano rischiando di generare esplosioni capaci di enorme distruzione e dove "sparire" non significa cessare di esistere, ma trasformarsi in qualcosa d'altro, sfuggente e imprevedibile, come insegna la meccanica quantistica...

Autore: Alan Zamboni

Editore: Mondadori

29 novembre 2025

Il mostro

La vicenda del "mostro di Firenze" è recentemente tornata alla ribalta del grande pubblico grazie alla serie tv diretta da Stefano Sollima e prodotta da Netflix. In realtà, la vicenda non è mai stata dimenticata perché la scia di sangue e di terrore che ha funestato le campagne fiorentine dal 1968 al 1985 ha lasciato tracce talmente profonde nell'immaginario collettivo del nostro Paese da non poter essere misconosciuta da nessuno. Né, naturalmente, da chi quegli eventi ha vissuto, né da chi è più giovane e li ha sentiti solo raccontare.

I sedici omicidi (otto coppie) perpetrati in quegli anni hanno infatti avuto caratteristiche tali da farli diventare l'opera più terribile e misteriosa mai osservata in Italia, e anche nel mondo è considerata l'azione di un serial killer più inquietante e irrisolta, insieme ai celeberrimi Jack lo squartatore e Zodiac.

L'iter giudiziario, lungo, complicato e a tratti surreale che ha tentato di dare risposte, in primo luogo ai familiari delle vittime, non è infatti stato in grado di risolvere, se non in minima parte, i misteri dei delitti. E anche ciò che sembra sia stato accertato, per nessun osservatore è considerato soddisfacente.

Innanzitutto non è certo che i delitti siano stati commessi sempre dalla stessa persona, o se siano opera di più persone o se i killer si siano avvicendati nel tempo. Inoltre non è affatto chiaro il movente: nessuno è riuscito a stabilire con certezza cosa abbia spinto il "mostro" (o i "mostri") a fare ciò che ha (o hanno) fatto. Anche le modalità degli omicidi e le azioni post mortem, talmente efferate da essere scioccanti, non si capisce chi abbia potuto metterle in pratica. E poi ci sono morti "collaterali", violente e inspiegabili, che hanno senz'altro un legame con le azioni del mostro, ma che nessuno è riuscito a provare.

Il tutto in un'epoca in cui non c'erano le tecniche di indagine di oggi, dove le scene del crimine sono state spesso compromesse dall'inesperienza degli inquirenti, con l'aggiunta di numerosi, voluti e inquietanti depistaggi, che qualcuno sostiene siano stati organizzati da ambienti deviati, annidati negli apparati dello Stato, in un'epoca in cui l'Italia viveva la strategia della tensione.

Alessandro Ceccherini, in questo suo romanzo d'esordio, ripercorre tutta la vicenda, sulla base degli atti e dei fatti reali, estratti dalle migliaia di pagine che compongono i faldoni giudiziari. Ma proprio per riempire i "buchi" di mistero e di ignoto che la realtà non è riuscita a far venire in luce, egli ricorre all'invenzione narrativa tipica del romanzo, riuscendo a dare una coerenza al racconto, senza sposare una delle tante tesi che negli anni sono emerse, ma costruendo una narrazione credibile e solida, tanto da sfumare abilmente i confini fra ciò che è reale e ciò che è solo ipotetico o addirittura immaginario.

Lo stile di scrittura non è mai giudicante. Non ce n'è bisogno. Anzi, spesso è algido e asettico, soprattutto nella descrizione degli omicidi, ma anche quando racconta tutti i vari personaggi più o meno protagonisti della vicenda, ne fa emergere con abile purezza narrativa l'abisso morale che li contraddistingue, senza giudizi etici, ma rendendo auto-evidente cosa sia davvero il male.

E alla fine, non si saprà chi è "il" mostro, ma senz'altro avremo incontrato nella lettura tanti mostri. Ognuno, a suo modo, portatore di un male sconfinato e assoluto.

Autore: Alessandro Ceccherini

Editore: Nottetempo

15 novembre 2025

Il velo di Lucrezia

La vita di Filippo Lippi, straordinario pittore fiorentino del Quattrocento, è così avventurosa che assomiglia davvero a un romanzo e questo libro, giustappunto, la racconta efficacemente.

Orfano fin dalla tenera età, Filippo viene preso in custodia dai frati carmelitani della chiesa del Carmine a Firenze, dove ha la fortuna di assistere in prima persona e in "diretta" alla realizzazione di quella stupefacente e mirabile opera pittorica che è la Cappella Brancacci da parte, soprattutto, di quel genio inquieto di Masaccio.

Capisce così che la pittura è il suo destino e grazie agli insegnamenti di Masaccio, studiando le opere di Brunelleschi e di Donatello ma anche dei pittori fiamminghi, matura la sua tecnica e il suo stile, diventando uno dei massimi esponenti della pittura del Rinascimento, conquistando l'ammirazione e l'apprezzamento di tanti, come Cosimo de' Medici, che lo protegge e lo sostiene sempre e comunque, nonostante i suoi eccessi, avendone perfettamente compreso il supremo valore artistico.

Sì, perché Filippo ha sempre bisogno di aiuto e protezione, in quanto la sua vita è assai turbolenta. Nonostante i frati carmelitani gli abbiano fatto prendere i voti, ordinandolo monaco, il suo desiderio vitale non si placa mai e le donne lo appassionano ben oltre il consentito. E ciò insieme ad una aspirazione di libertà assoluta che si esprime sia nella sua pittura che nella sua sregolata vita quotidiana, sempre senza un soldo se non fosse per l'aiuto di Cosimo.

Quando conosce Lucrezia Buti, una giovane bellissima suora, rinchiusa in convento contro la sua volontà, capisce che il destino gli ha posto di fronte l'immagine della perfetta bellezza: con la scusa di utilizzarla come modella per un suo dipinto, inizia a frequentarla e i due scoprono di condividere lo stesso anelito di libertà e di indipendenza, che i rispettivi abiti monastici e le convenzioni sociali impediscono loro di coltivare.

Nasce così fra di loro un amore proibitissimo e assai scandaloso, ma potentissimo e travolgente che Filippo riuscirà a descrivere con la sua arte, ritraendo Lucrezia in quella meravigliosa, celestiale e sensualissima Madonna definita "la Lippina", che insieme alla Venere del Botticelli condividerà per secoli la fama di "donna più bella del mondo" e la cui riproduzione campeggia tutt'oggi sulle pareti delle camere e dei soggiorni in tantissime case, soprattutto toscane.

Un dipinto a cui Filippo dedica decenni, alla ricerca della perfezione assoluta sia tecnica che espressiva, in cui profonde tutto sé stesso, anima e corpo, non per venderlo a nessuno e per farci soldi, ma solo ed esclusivamente per rappresentare sulla tela quel senso inesprimibile di Assoluto, come poi riuscì a fare solo Leonardo con la Gioconda.

Una storia, quella di Filippo Lippi e di Lucrezia Buti, da leggere sia per conoscere le vite avventurose e affascinanti dei protagonisti, sia per scoprire come le complicate vicende umane a volte possono portare alla creazione di capolavori assoluti, capaci di stupire e meravigliare in eterno.

Perché il genio non è mai ordinario e si nutre di straordinarietà, sempre e comunque.

Autore: Carla Maria Russo

Editore: Neri Pozza

01 novembre 2025

Io che ti ho voluto così bene

Luca è un ragazzino che abita a Torre Domizia, una località del litorale laziale che ogni estate si riempie di turisti e vacanzieri. Durante l'estate dei suoi tredici anni, incrocia Betta, una ragazza ai suoi occhi bellissima e irraggiungibile, per la quale nutre quella inesorabile e assoluta devozione che spesso viene chiamata "cotta adolescenziale".

Finché un giorno accade la tragedia: Betta viene trovata uccisa in spiaggia e il padre di Luca, comandante dei Carabinieri del luogo, si incarica delle indagini che però non conducono alla scoperta del colpevole.

Un giorno, del tutto improvvisamente, la mamma di Luca lo porta alla stazione con una valigia e lo mette su un treno per Milano. Deve lasciare immediatamente casa sua e andare a stare dallo zio Umberto. Luca non capisce il motivo di questo stravolgimento della sua vita, ma cerca di adattarsi senza creare problemi: vede sua madre sconvolta, non sa che fine ha fatto sul fratello maggiore Mizio e anche suo padre sembra sparito.

La verità emerge poco a poco in un crescendo di dolore e di dramma, che Luca scopre progressivamente alla sua crescita verso la vita adulta.

Senza anticipare al lettore i contorni della vicenda, è importante sottolineare che il contesto personale e familiare nel quale Luca vive è descritto dall'autrice con uno stile e una grazia alquanto rara, capace di rendere con la massima efficacia il sentire interiore di Luca, le sue paure, le sue sofferenze, le sue speranze verso un futuro migliore.

Senza necessità di ricorrere ad espedienti narrativi estremi, l'autrice riesce a tenere sempre alta la tensione narrativa, tratteggiando il profilo del protagonista e degli altri personaggi del romanzo in maniera molto umana e al contempo molto spietata.

Uno stile narrativo delicato ma allo stesso tempo potente e a tratti dirompente, che avvince il lettore e lo rende partecipe di una vicenda umana straordinariamente drammatica ma nella quale la presenza di persone amiche, come lo zio Umberto, le cugine e l'amica Flavia danno a Luca quella vicinanza e quel sostegno indispensabile per non precipitare nel baratro del dolore senza speranza e non terminare la sua personale odissea in un naufragio.

Autore: Roberta Recchia

Editore: Rizzoli

18 ottobre 2025

Una vita ben spesa

Massimo Polidoro è uno studioso e divulgatore molto noto, nonchè segretario del CICAP (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale) che ha contribuito a fondare insieme a personalità del calibro di Piero Angela, Umberto Eco, Silvio Garattini, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini e Umberto Veronesi.

La sua opera e il suo impegno riguardano la promozione della ricerca scientifica, illustrando i grandi progressi e le grandi opportunità che il metodo scientifico ha messo a disposizione dell'umanità, aiutandoci a comprendere molto dell'universo, della vita sulla terra e, in definitiva, del nostro essere al mondo e sfatando miti e superstizioni sempre presenti anche nel nostro mondo "progredito e civilizzato".

Senza la pretesa di dare risposte a tutto, al contrario la scienza è animata da una incessante curiosità e capacità di meraviglia, perchè ogni volta che si comprende una cosa, immediatamente sorgono tante e ulteriori domande e questo spinge la ricerca scientifica sempre verso nuovi orizzonti. L'attività dei ricercatori si basa sul metodo scientifico, formalizzato per la prima volta da Galileo, e alla base di ogni seria indagine per stabilire la verità del reale. Un metodo fondato sulla logica, sulla riproducibilità degli esperimenti, sul confronto fra studiosi, sempre aperto alla revisione dei risultati, sempre disponibile ad accogliere nuove scoperte e nuove acquisizioni, mai dogmatico e fondamentalista. Insomma, l'esatto contrario delle teorie anti-scientifiche, contraddistinte sempre da presupposti assiomatici indimostrati e che giungono ad affermazioni destituite da prove e quindi alla pari di mere credenze.

In questo libro, Massimo Polidoro prende spunto da una famosa frase di Leonardo da Vinci: "Come una giornata ben spesa dà lieto dormire, una vita ben spesa dà lieto morire". Ecco quindi il racconto di vite straordinarie assolutamente ben spese: quella appunto di Leonardo, ma anche di Darwin e di Einstein che, con le loro geniali intuizioni, corroborate da una enorme quantità di prove scientifiche, hanno offerto all'umanità la possibilità di comprendere meglio il mondo, superando superstizioni e credenze.

Una comprensione del mondo certamente ampia, ma che non potrà mai dirsi completa, perchè l'universo è una fonte inesauribile di misteri che l'intelligenza umana non si stanca di indagare, con la curiosità e lo stupore che contraddistingue il nostro essere umani e il nostro desiderio di capire.

In tutto questo, la scienza è lo strumento e il metodo migliore che l'umanità ha pensato per cercare risposte, anche solo parziali e temporanee, ma sulle quali si può fare affidamento. Anche chi, come noi lettori, non è scienziato di professione né tantomeno una mente geniale come Leonardo, può comprendere tutto questo e capire che la scienza può aiutarci a vivere meglio la nostra vita. Senza bisogno di credere all'impossibile e affinché sia una vita ben spesa.

Autore: Massimo Polidoro

Editore: Mondadori 

04 ottobre 2025

La felicità nei giorni di pioggia

Tutti sono capaci di brillare quando c'è il sole. Il segreto è saper spremere gocce di luce anche nei giorni di pioggia. Questo è l'insegnamento che Angie lascia a sua figlia Romany poco prima di morire a causa di un male repentino e inesorabile, che la porta via poco dopo i cinquant'anni.

La ragazza rimane quindi orfana, perché non sa chi sia suo padre ed è sempre vissuta con sua madre. Ma Angie non la lascia sola: nella sua lettera di commiato dal mondo, chiama a raccolta i suoi amici più cari, quelli che ha conosciuto ai tempi dell'università e con i quali ha costruito un legame di amicizia talmente forte e duraturo nel tempo da chiedere loro di prendersi cura di Romany, di accompagnarla verso la vita adulta, di starle accanto come se fossero dei "tutori".

Si tratta di persone molto diverse fra loro: Tiger è un eterno giramondo, che non ha radici e legami e che interpreta la vita come un viaggio dove non conta la destinazione ma solo il percorso. Leon, all'opposto, è un uomo posato, coi piedi per terra che ha sacrificato il suo talento artistico e musicale per investire tutto sé stesso nell'affermarsi come un uomo "normale". C'è poi Maggie, lucida, concreta, determinata e capace di risolvere i problemi come ben riesce a fare nella sua professione di avvocato. E c'è infine Hope, una conoscenza più recente di Angie e con poca familiarità con gli altri amici, ma che senz'altro ha doti particolari, tanto da meritarsi l'amicizia e il rispetto di Angie.

Il romanzo, alternando i piani temporali, racconta la nascita di questa straordinaria amicizia, fra persone molto diverse tra loro, ma accomunate da un sentimento di vicinanza e di reciproco rispetto che scavalca i decenni e resiste anche quando la vita di ognuno prende pieghe inaspettate, costringendoli a lunghi distacchi, che però non sono mai tali da affievolire o indebolire il legame che c'è tra loro.

Romany quindi scoprirà che quel gruppo di persone in realtà rappresenta una piccola "tribù" capace di perpetuarsi e di resistere. E così come sua madre Angie è stata più volte "salvata" dai suoi amici, anche loro hanno avuto la possibilità di "spremere gocce di luce anche nei giorni di pioggia" proprio grazie ad Angie.

Un romanzo emotivamente intenso e toccante che reca un solo insegnamento: la vita perfetta non esiste; possiamo solo cercare la "luce" anche quando diluvia, con l'aiuto delle persone più care.

Autore: Imogen Clark

Editore: Pienogiorno