15 novembre 2025

Il velo di Lucrezia

La vita di Filippo Lippi, straordinario pittore fiorentino del Quattrocento, è così avventurosa che assomiglia davvero a un romanzo e questo libro, giustappunto, la racconta efficacemente.

Orfano fin dalla tenera età, Filippo viene preso in custodia dai frati carmelitani della chiesa del Carmine a Firenze, dove ha la fortuna di assistere in prima persona e in "diretta" alla realizzazione di quella stupefacente e mirabile opera pittorica che è la Cappella Brancacci da parte, soprattutto, di quel genio inquieto di Masaccio.

Capisce così che la pittura è il suo destino e grazie agli insegnamenti di Masaccio, studiando le opere di Brunelleschi e di Donatello ma anche dei pittori fiamminghi, matura la sua tecnica e il suo stile, diventando uno dei massimi esponenti della pittura del Rinascimento, conquistando l'ammirazione e l'apprezzamento di tanti, come Cosimo de' Medici, che lo protegge e lo sostiene sempre e comunque, nonostante i suoi eccessi, avendone perfettamente compreso il supremo valore artistico.

Sì, perché Filippo ha sempre bisogno di aiuto e protezione, in quanto la sua vita è assai turbolenta. Nonostante i frati carmelitani gli abbiano fatto prendere i voti, ordinandolo monaco, il suo desiderio vitale non si placa mai e le donne lo appassionano ben oltre il consentito. E ciò insieme ad una aspirazione di libertà assoluta che si esprime sia nella sua pittura che nella sua sregolata vita quotidiana, sempre senza un soldo se non fosse per l'aiuto di Cosimo.

Quando conosce Lucrezia Buti, una giovane bellissima suora, rinchiusa in convento contro la sua volontà, capisce che il destino gli ha posto di fronte l'immagine della perfetta bellezza: con la scusa di utilizzarla come modella per un suo dipinto, inizia a frequentarla e i due scoprono di condividere lo stesso anelito di libertà e di indipendenza, che i rispettivi abiti monastici e le convenzioni sociali impediscono loro di coltivare.

Nasce così fra di loro un amore proibitissimo e assai scandaloso, ma potentissimo e travolgente che Filippo riuscirà a descrivere con la sua arte, ritraendo Lucrezia in quella meravigliosa, celestiale e sensualissima Madonna definita "la Lippina", che insieme alla Venere del Botticelli condividerà per secoli la fama di "donna più bella del mondo" e la cui riproduzione campeggia tutt'oggi sulle pareti delle camere e dei soggiorni in tantissime case, soprattutto toscane.

Un dipinto a cui Filippo dedica decenni, alla ricerca della perfezione assoluta sia tecnica che espressiva, in cui profonde tutto sé stesso, anima e corpo, non per venderlo a nessuno e per farci soldi, ma solo ed esclusivamente per rappresentare sulla tela quel senso inesprimibile di Assoluto, come poi riuscì a fare solo Leonardo con la Gioconda.

Una storia, quella di Filippo Lippi e di Lucrezia Buti, da leggere sia per conoscere le vite avventurose e affascinanti dei protagonisti, sia per scoprire come le complicate vicende umane a volte possono portare alla creazione di capolavori assoluti, capaci di stupire e meravigliare in eterno.

Perché il genio non è mai ordinario e si nutre di straordinarietà, sempre e comunque.

Autore: Carla Maria Russo

Editore: Neri Pozza

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