Dopo il successo di "Maestra", Lisa Hilton torna in libreria con "Domina".
La protagonista è sempre lei: Judith, una donna colta, intelligente, molto ambiziosa e ancor più disinibita che, al termine del precedente romanzo, aveva conquistato una posizione agiata e rispettata nel mondo dell'arte, grazie alle sue capacità di donna oltre ogni morale.
Adesso la ritroviamo a Venezia, dove ha aperto una galleria d'arte sotto falso nome per dare un taglio netto col passato e dimenticare gli eccessi (e i crimini) della sua vita precedente.
Ma il suo anonimato non dura per molto. Intrighi molto più grandi di lei si affacciano nella sua "nuova" vita e ad essi non può sfuggire. Si troverà quindi catapultata, suo malgrado, in avvenimenti ad alto rischio che la porteranno in Serbia, in Inghilterra, in Calabria, all'interno di un gioco che penserà di condurre e di dominare, ma che poi si accorgerà di dover subire.
Tutto questo raccontato con l'abile stile narrativo della scrittrice che riesce sempre a mantenere alto il ritmo, serrata la tensione e avvincente la trama.
Fra la citazione di capi d'abbigliamento di grandi firme della moda e la descrizione di avventure erotiche spinte fino al parossismo; fra intrighi di spionaggio internazionale e traffici illeciti di armi e opere d'arte, aleggia alto e imperturbabile il fascino eterno di Caravaggio, il simbolo di una bellezza sublime e dannata che sembra improntare la vita della protagonista.
E così come nel primo romanzo Judith sembrava la reincarnazione della Giuditta di Artemisia Gentileschi, capace di tranciare con un colpo di spada la testa di qualunque Oloferne senza alcun senso di colpa, adesso sembra condannata a vivere le scellerate vicende del Caravaggio, fino all'annientamento finale.
Ma come andranno davvero le cose lo lasciamo ovviamente scoprire al lettore che senz'altro non ne resterà deluso.
Autore Lisa Hilton
Editore Longanesi
In un'epoca in cui impera la "post-verità", in cui si dà maggiore importanza alle proprie opinioni rispetto ai fatti oggettivi e in cui l'obiettività del reale cede il passo ai convincimenti (spesso erronei) di ognuno, un richiamo garbato e ironico a tornare al saldo ancoraggio della logica galileiana è quanto mai necessario.
Questo libro contiene proprio un richiamo del genere, ad opera di un autore che tutti conosciamo come scrittore di gialli di successo (soprattutto "I delitti del Bar Lume"), ma che possiede anche una solida preparazione scientifica e quindi è in grado di guidare il lettore verso approfondimenti tutt'altro che banali, per giunta con il tono "leggero" e divertente che lo contraddistingue.
Il punto di partenza è l'irritazione che l'autore non nasconde nei confronti di chi ritiene di ergersi a "super-esperto" tuttologo di ogni cosa e posta furiosamente su internet sentenze su ogni argomento dello scibile umano, quasi sempre dimostrando di non capirci niente. Purtroppo spesso costui non viene bollato come un ignorante pallone gonfiato e relegato nel dimenticatoio, come sarebbe logico, ma anzi riscuote simpatie e apprezzamenti da gente altrettanto ignorante e pronta a rievocare deliranti dietrologie e tesi complottiste demo-pluto-giudaico-massoniche di fascistissima memoria.
Purtroppo questi marchiani errori concettuali trovano vasta eco grazie alla cassa di risonanza che è internet e l'unico modo di porvi rimedio, a parere dell'autore, è dimostrare in modo pacato ma fermo quanto siano false tante opinioni e quanto siano vere tante asserzioni scientifiche.
Perché la scienza ha grandissimi pregi: è democratica nel senso che chiunque può capirla a patto di studiarla; è trasparente perché esibisce con chiarezza i suoi metodi, i suoi scopi e i suoi risultati; è imparziale perché non favorisce a priori le tesi di nessuno e cerca solo riscontri conformi alla logica matematica.
Secondo l'autore, quindi, gli uomini hanno a disposizione un linguaggio meraviglioso, la matematica appunto, con la quale costruire la scienza, i cui risultati non sono mai "inutili" ma sempre importanti per l'uomo perché fondati su criteri di verità. Anche le scoperte scientifiche più bizzarre e all'apparezza più strane, in fondo aprono orizzonti nuovi e contribuiscono sempre e comunque al progresso della conoscenza.
Ed eccoci tornati al punto iniziale: questa è conoscenza, quella che proviene dalla rigorosa ricerca scientifica. Tutto il resto sono chiacchiere. Lasciamo perdere le "fake-news" e le "post-verità" e torniamo a ragionare con il cervello. Abbiamo gli strumenti e le abilità per farlo.
Autore Marco Malvaldi
Editore Rizzoli
La "Santa Penitenzieria Apostolica", conosciuta anche con il nome di "Tribunale delle anime" è il più antico tribunale della storia della Chiesa e si occupa dei casi più indicibili: le confessioni dei peccati più gravi e orrendi, che i componenti del tribunale hanno il compito di giudicare. Per stabilire se esiste o no la possibilità di perdono.
Tale gravoso ufficio ha bisogno di un occhio particolarmente acuto che sappia vedere al di là delle apparenze e che percepisca ogni minima anomalia, anche la più sfuggente, perché il male si dissimula in mille forme...
Questo è il mestiere di Marcus, sacerdote, investigatore, ma anche "risolutore", nonché penitenziere che si trova a vivere una notte da incubo in una Roma immersa nel buio più profondo a causa di un black-out che ha interrotto ogni traccia di civiltà e di civile convivenza nella "città eterna".
Papa Leone X, in una sua misteriosa bolla del 1521, aveva imposto che Roma non rimanesse "mai, mai, mai" al buio di notte, come se avesse preavvertito che tale evenienza avrebbe gettato nel caos l'intera città.
Tale editto è sempre stato rispettato, fino ad ora...
Marcus dovrà sopravvivere ad una serie di eventi drammatici e pericolosi, il primo dei quali è proprio la sua prigionia nel Tullianus, l'antico carcere della Roma antica, sulla traccia di una misteriosa setta segreta, la "Chiesa dell'eclissi", guidata da un altrettanto misterioso personaggio: il "Maestro delle ombre".
Da qui partirà una indagine che, nel buio assoluto della città, con vandali e delinquenti padroni della scena con la complicità delle tenebre, lo porterà ad affondare nella melma più torbida e nauseante dell'umanità moderna, sia in senso figurato che reale.
Personaggi oscuri, figure ambigue, caratteri imperscrutabili. Solo Sandra Vega, una poliziotta abituata all'oscurità del mondo e degli uomini, gli starà accanto per una notte che sa di apocalisse.
Nell'attesa di un'alba che porterà alla luce la verità più sconvolgente.
Terzo romanzo di Donato Carrisi del ciclo che vede protagonisti il misterioso Marcus e la poliziotta Vega, dopo "Il tribunale delle anime" del 2011 e "Il cacciatore del buio" del 2014.
Anche stavolta il romanzo, di stile puramente "noir", è ben riuscito, frutto della penna di un autore che abbina la sua passione per la crimonologia e le scienze comportamentali alla abilità di scrittore e narratore.
Autore Donato Carrisi
Editore Longanesi