18 luglio 2020

L'uomo che salvò la bellezza

Dopo l'uscita del libro di Robert Edsel e, ancor di più, dopo il film di George Clooney, tutto il grande pubblico ha conosciuto i "Monuments Men", il gruppo speciale di esperti d'arte, architetti e curatori di musei arruolati dagli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale per recuperare e salvare le opere razziate dai nazisti soprattutto in Francia e nelle Fiandre e farle ritornare al loro luogo d'origine.
Pochi sanno però che prima dei Monuments Men, un italiano è il vero capostipite degli esperti d'arte impegnati nella difesa del patrimonio artistico italiano.
Si tratta di Rodolfo Siviero, che dopo gli studi in Storia dell'Arte all'Università di Firenze, viene ingaggiato negli anni '30 dal regime fascista per fare l'agente segreto in Germania, sotto le spoglie del critico d'arte. Lì Siviero comincia a rendersi conto di cosa sia davvero il nazismo: totalitarismo allo stato puro, che annienta ogni minimo anelito di umanità. Ecco quindi che dopo l'8 settembre si schiera con gli antifascisti con l'obiettivo di impedire la spoliazione dei tesori degli Uffizi da parte dei tedeschi in ritirata dopo lo sbarco americano ad Anzio.
Le sue abilità di agente segreto gli torneranno utili: avrà a che fare con le forze di occupazione tedesche, con i badogliani che cercano di mantenere una parvenza di Stato e di Diritto e con i partigiani, evitando di essere fucilato da ciascuno di loro. Nonostante la prigionia e le torture da parte delle milizie fasciste del famigerato Mario Carità nella tristemente famosa Villa Trieste di Via Bolognese, riuscirà a salvarsi e, soprattutto, a salvare lo straordinario patrimonio culturale e artistico di Firenze permettendo il recupero delle opere che, per ordine di Goering, già erano in viaggio con destinazione Berlino.
In questo romanzo, Francesco Pinto ricostruisce la storia di quei terribili anni e il profilo di questo straordinario personaggio. Partendo dai dati reali, l'autore compone una narrazione che rende il quadro degli eventi altamente credibile e permette al grande pubblico di ammirare ed apprezzare l'opera di Siviero, davvero fondamentale per la tutela del patrimonio artistico italiano.
Onore, quindi, al primo vero e autentico Monument Man italiano!

Autore: Francesco Pinto

Editore: Harper Collins

04 luglio 2020

Cadrò, sognando di volare

Il 1998 è l'anno in cui Marco Pantani riesce nell'impresa epica di vincere l'accoppiata Giro-Tour, cosa che dai tempi di Coppi nessun ciclista italiano era più riuscito a fare.
La  sua fine tragica, pochi anni dopo, distrutto da forze superiori alle sue possibilità e, molto probabilmente, da nemici troppo più potenti di lui, nulla toglie all'immenso valore di queste vittorie, che l'hanno consegnato per sempre nell'Olimpo del ciclismo mondiale e, allo stesso tempo, nel cuore e nella memoria di milioni di sportivi e di appassionati, che conservano intatta l'indelebile emozione di un'esperienza sportiva, ma anche umana, meravigliosamente memorabile.
Uno di questi appassionati è Fabio Genovesi, popolare scrittore toscano e innamorato di ciclismo, che in questo romanzo brioso, frizzante, intenso, divertente e profondo, immagina l'estate del 1998 vissuta da un giovane ventiquattrenne (Fabio, appunto) spedito a fare l'anno di servizio civile in un remoto monastero delle Alpi Apuane, dove non c'è niente da fare, se non passare le giornate con Don Mauro, un prete un po' svitato ma meccanico di prim'ordine, la Gina, una ragazza che si crede una gallina, e soprattutto Don Basagni, il "direttore" del monastero, uomo scorbutico e dalla parolaccia facile, ma anche lui fissato di ciclismo.
Fabio è moralmente costretto a studiare Giurisprudenza, anche se non la sopporta, tanto che in cinque anni di università è riuscito a malapena a superare sette esami. Per evitare il servizio militare ha fatto domanda per il servizio civile come "educatore", nella speranza, in quell'anno di trovare un senso alla propria vita.
Perché il pesante dilemma di Fabio è proprio questo: cosa fare della propria vita? La strada che le circostanze gli hanno fatto imboccare è davvero la strada per lui? Oppure c'è un altro modo per vivere la propria vita ed essere felici?
I mesi passati al monastero e, soprattutto, la rude e sfrontata compagnia di Don Basagni con cui segue le tappe del Giro e del Tour urlando a squarciagola ad ogni scalata del Pirata, gli faranno capire che è possibile spostare il confine fra quello che si vuole fare e quello che si può fare. Proprio come Marco Pantani ha insegnato a tutti in quella meravigliosa, straordinaria e irripetibile estate del 1998.

Autore: Fabio Genovesi

Editore: Mondadori