04 luglio 2020

Cadrò, sognando di volare

Il 1998 è l'anno in cui Marco Pantani riesce nell'impresa epica di vincere l'accoppiata Giro-Tour, cosa che dai tempi di Coppi nessun ciclista italiano era più riuscito a fare.
La  sua fine tragica, pochi anni dopo, distrutto da forze superiori alle sue possibilità e, molto probabilmente, da nemici troppo più potenti di lui, nulla toglie all'immenso valore di queste vittorie, che l'hanno consegnato per sempre nell'Olimpo del ciclismo mondiale e, allo stesso tempo, nel cuore e nella memoria di milioni di sportivi e di appassionati, che conservano intatta l'indelebile emozione di un'esperienza sportiva, ma anche umana, meravigliosamente memorabile.
Uno di questi appassionati è Fabio Genovesi, popolare scrittore toscano e innamorato di ciclismo, che in questo romanzo brioso, frizzante, intenso, divertente e profondo, immagina l'estate del 1998 vissuta da un giovane ventiquattrenne (Fabio, appunto) spedito a fare l'anno di servizio civile in un remoto monastero delle Alpi Apuane, dove non c'è niente da fare, se non passare le giornate con Don Mauro, un prete un po' svitato ma meccanico di prim'ordine, la Gina, una ragazza che si crede una gallina, e soprattutto Don Basagni, il "direttore" del monastero, uomo scorbutico e dalla parolaccia facile, ma anche lui fissato di ciclismo.
Fabio è moralmente costretto a studiare Giurisprudenza, anche se non la sopporta, tanto che in cinque anni di università è riuscito a malapena a superare sette esami. Per evitare il servizio militare ha fatto domanda per il servizio civile come "educatore", nella speranza, in quell'anno di trovare un senso alla propria vita.
Perché il pesante dilemma di Fabio è proprio questo: cosa fare della propria vita? La strada che le circostanze gli hanno fatto imboccare è davvero la strada per lui? Oppure c'è un altro modo per vivere la propria vita ed essere felici?
I mesi passati al monastero e, soprattutto, la rude e sfrontata compagnia di Don Basagni con cui segue le tappe del Giro e del Tour urlando a squarciagola ad ogni scalata del Pirata, gli faranno capire che è possibile spostare il confine fra quello che si vuole fare e quello che si può fare. Proprio come Marco Pantani ha insegnato a tutti in quella meravigliosa, straordinaria e irripetibile estate del 1998.

Autore: Fabio Genovesi

Editore: Mondadori

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