26 settembre 2020

La Gioconda

La Gioconda di Leonardo Da Vinci è sicuramente il dipinto più famoso e più conosciuto al mondo, pietra miliare dell'arte mondiale e patrimonio inestimabile di tutta l'umanità.
Su chi sia la donna ritratta in questo celeberrimo capolavoro esistono varie tesi, anche se la più tradizionale attribuisce il famosissimo sorriso a Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo (da qui l'intitolazione di "Monna Lisa" o di "Gioconda").
Tale identificazione, tuttavia, è ancor oggi molto dibattuta e diversi studiosi propendono per identificazioni alternative. C'è chi ritiene che il ritratto rappresenti Caterina Sforza, chi la stessa madre di Leonardo e così via.
Una di queste ipotesi ritiene che il dipinto ritragga Ginevra de' Benci, detta "la Bencina", protagonista di un altro famosissimo ritratto di Leonardo, oggi conservato a Washington.
L'ipotesi si basa su alcuni indizi storici che fanno perno sul fatto che il giovane Leonardo, quando arrivò a Firenze, venne ospitato nel palazzo Benci sito in quello che all'epoca si chiamava "Canto degli Alberti" e che oggi è appunto Via de' Benci. Lì conobbe Ginevra, poco più giovane di lui, con cui rimase in profonda e lunga amicizia, anche dopo che lei andò in sposa a Luigi Niccolini.
La famiglia Benci possedeva anche una villa nel contado fiorentino, fra Grassina e l'Antella e Ginevra sembra averci trascorso molta parte della propria vita, forse proprio in compagnia di Leonardo.
Massimo Casprini, profondo conoscitore della storia e delle tradizioni del contado a sud di Firenze, parte da questi spunti storici per arricchirli con la propria conoscenza delle leggende del luogo e della propria fantasia e immagina un rapporto di affetto e addirittura di amore fra Ginevra e Leonardo lungo tutta la loro vita, culminato nel famosissimo dipinto che non sarebbe "la Monna Lisa", ma Ginevra nella sua maturità, ritratta con uno sfondo che idealmente richiama le colline di Bagno a Ripoli. Un ritratto che Leonardo ha sempre voluto conservare con sé anche durante tutti i suoi viaggi, non volendo separarsene mai come l'immagine dell'unica donna del suo cuore.
Una storia, quella raccontata in questo libro, dove si intreccia verità e immaginazione ma che è in grado di esaltare ancor di più il fascino e la bellezza delle colline a sud di Firenze che forse hanno davvero ospitato Leonardo e hanno visto all'opera il suo genio assoluto.
A corredo del libro è allegato un DVD con cortometraggio di Milko Chilleri che immerge ancor di più nel contesto della storia.

Autore: Massimo Casprini

Editore: eChianti

12 settembre 2020

Echi lontani

Giovanni Bottai è un ex maresciallo dei Carabinieri che, dopo una lunga vita passata al servizio delle Istituzioni, muore lasciando un lascito enigmatico: le sue parole prima di morire si riferiscono ad una misteriosa "busta" e nessuno dei congiunti capisce se siano frutto del delirio pre-morte o se si riferiscano a qualcosa di davvero importante.

Fra tutti i suoi familiari è la nipote Sara che resta incuriosita da queste parole e non si rassegna a considerarle parole senza senso. Nel riordinare la camera del nonno (che come ogni militare ha conservato con ordine metodico e scrupoloso tutti i documenti della sua vita), Sara si imbatte in una lettera risalente al 1946, quando il maresciallo Bottai comandava la stazione dei Carabinieri di San Marcello Pistoiese, con la quale il nonno viene bollato come traditore, nonché colpevole di un esecrabile quanto ignoto delitto.

Sara non può lasciare cadere la cosa e non riuscendo ad ottenere risposte e chiarimenti dai propri genitori, a causa della rigida riservatezza che il nonno ha sempre mantenuto sulla sua vita, inizia una propria autonoma indagine con l'obiettivo di vederci chiaro. Infatti per lei il nonno è sempre stato un modello di vita e di valori e le accuse che in quella lettera gli sono state mosse rischiano di compromettere radicalmente questa immagine.

La personale inchiesta di Sara la porterà ad interrogare persone, a compulsare vecchi fascicoli risalenti al tempo della Guerra presso gli Archivi di Stato di Firenze e Pistoia, a recarsi di persona a San Marcello Pistoiese nel tentativo di far luce sulla vicenda e capire come siano andate davvero le cose.

Emergerà un quadro storico che riguarda la dolorosa persecuzione degli ebrei italiani dopo le Leggi Razziali e ancor di più dopo l'8 settembre, quando la Toscana rimase sotto il governo della Repubblica Sociale e le persecuzioni si fecero ancor più feroci. Un quadro storico, quindi, assolutamente reale che fa da cornice ad una vicenda romanzata, ma basata su fatti purtroppo realmente accaduti.

Un libro, quindi, da leggere anche per continuare a coltivare la memoria di quei terribili anni che tanto dolore hanno causato in tante persone e che nessuno dovrebbe dimenticare per evitare che simili tragedie abbiano a ripetersi. Un libro utile soprattutto ai più giovani perché la Storia non è una favola antica, ma l'insegnamento da far proprio per un futuro migliore.

Autori: Silvia Mannelli e Francesca Banchini

Editore: Porto Seguro