27 marzo 2021

Io sono mio fratello

Giorgio Panariello è uno dei personaggi dello spettacolo più amati dal pubblico. Grazie alla sua verve comica e alla sua simpatia, figlia del suo essere metà partenopeo e metà toscano, ha ottenuto successo e riconoscimenti, sia in televisione, che al teatro e al cinema.

Eppure nella sua vita, che sembra così luminosa e felice, si annida un'ombra oscura: è la storia di suo fratello Franco, morto nel 2011 dopo una vita scellerata e che tante ferite ha lasciato dietro di sè.

Per la prima volta Giorgio Panariello racconta in questo libro la storia sua e di suo fratello, di quanto dura sia stata la loro vita e di come siano andate davvero le cose fra loro. Non per cercare scuse o giustificazioni, ma per fare i conti con il passato e dare un senso e una voce alle sofferenze vissute.

Giorgio e Franco, infatti, sono entrambi "orfani" perché abbandonati dalla madre fin dalla nascita. Sebbene quasi coetanei, crescono l'uno coi nonni e l'altro in un istituto, finché si riuniscono quando sono più grandi, però per prendere strade diverse. Giorgio sente dentro di sé l'ispirazione dell'uomo da palcoscenico, che sembra davvero congeniale alla sua natura. Franco invece cerca felicità alternative e imbocca strade pericolose fatte di eccessi, alcol e alla fine anche di droga.

La strada di Franco si rivela piena di sofferenza, di abissi di disperazione, di rinascite e voglia di riconquista, alternate a ricadute nei vortici dell'auto-annullamento. Fino alla tragica notte del 26 dicembre 2011, quando alcuni "sedicenti" amici lo abbandonano sul lungomare di Viareggio perché obnubilato dall'alcol, lasciandolo morire di ipotermia. Giorgio racconta, senza infingimenti e mezzi discorsi, tutta questa storia che egli ha vissuto fianco a fianco al fratello, senza tacere lo strazio di tanto dolore ma accompagnandolo con l'infinita dolcezza di un affetto mai sparito e mai dimenticato. Per restituire una volta per tutte la verità su un rapporto troppo spesso mistificato dalle affrettate e scandalistiche notizie di stampa.

Un racconto intimo, crudo, ma a volte struggente, che fa capire quanto sia difficile la vita per chi è alle prese con problemi di dipendenza e quanto sia altrettanto dura per i congiunti trovare il modo per aiutare il familiare a venirne fuori. Un racconto che non vuol essere un insegnamento e che non contiene "ricette" miracolose o "vie di redenzione". Anzi, è la storia di un fallimento e di una vita spezzata. Ma pervasa da umanità, amore e rispetto.

Autore: Giorgio Panariello

Editore: Mondadori

13 marzo 2021

M. L'uomo della provvidenza

Seconda puntata della storia che Antonio Scurati racconta sul fascismo e su Mussolini. Che poi è la Storia con la "S" maiuscola, quella vera, quella del nostro ieri, che tutti gli italiani dovrebbero conoscere per maturare una coscienza civile che ancora oggi, purtroppo, nel nostro Paese non è così consolidata.

Il racconto riprende dal 1925, dov'era terminato il primo libro "M. Il figlio del secolo". Subito dopo l'omicidio Matteotti, con quel formidabile e terribile discorso alla Camera dei Deputati, Mussolini è sul filo del rasoio: o il fascismo sarà travolto dallo sdegno e dalla indignazione degli uomini liberi o sarà capace di superare ogni cosa. Le cose andranno per la seconda strada: con un'abilità politica senza precedenti, il Duce rivolgerà a suo favore il tragico episodio e sarà lo spunto per le "leggi fascistissime" che seppelliranno lo Stato liberale e inaugureranno l'era del totalitarismo.

Gli anni a venire saranno quelli dell'affermazione incontrastata del potere e della forza del Duce. All'estero viene sempre più temuto, ma anche rispettato e perfino ammirato. In Italia diventa il Padre della Patria e un popolo intero lo venera con una devozione che sconfina nel fanatismo. Le riforme sociali intraprese, che tutelano e proteggono il cittadino dalla nascita alla morte, le grandiosi opere pubbliche, la fine delle lotte di classe, l'affrancamento da un'atavica miseria, la Conciliazione con la Chiesa Cattolica, unite alla forzata tacitazione di ogni opposizione e alla soppressione delle libertà individuali, fanno di lui l'Uomo della Provvidenza, come ebbe a dire Papa Pio XI.

Eppure deve sopportare gente che, coscientemente o meno, lo ostacola e lo mette continuamente in difficoltà, come Farinacci che a Milano scuote la sezione del fascio facendo guerra al podestà Belloni o come Starace che ragiona sempre come un ottuso manganellatore. Ma il Duce si interessa poco alle beghe meschine in cui i piccoli uomini suoi accoliti amano sguazzare. Lui guarda lontano e pensa a fare la Storia. E ogni giorno che passa diventa sempre più solo perché nessuno può condividere con lui un peso e una responsabilità che sente di condividere solo con i Cesari. Per quanto ami immergersi in mezzo al popolo anche a torso nudo, come per la "battaglia del grano", rinnovando un rapporto fisico con la gente che gli vale l'adorazione di una Nazione, la verità è che la sua solitudine è sempre più abissale e il distacco che lo separa dal presente è sempre più profondo. La solitudine dell'altezza che forse gli fa scorgere le ecatombi a venire.

Libro imperdibile, come il primo della serie, che racconta sotto forma di romanzo, ma sfrondato dalle mistificazioni di una parte e dell'altra, la Storia vera, presa dai documenti ufficiali, ma anche da quelli ufficiosi, dai rapporti riservati, dalle intercettazioni, dalle lettere confidenziali. Perché per capire l'essenza di un'epoca spesso sono più attendibili gli atti informali che non la Gazzetta Ufficiale.

Ancora una volta Scurati ci racconta una Storia che ogni cittadino di questo Paese dovrebbe conoscere per poter giudicare con senso critico e con consapevolezza il nostro recente passato, ma anche il nostro complicato presente.

Autore: Antonio Scurati

Editore: Bompiani