Il racconto riprende dal 1925, dov'era terminato il primo libro "M. Il figlio del secolo". Subito dopo l'omicidio Matteotti, con quel formidabile e terribile discorso alla Camera dei Deputati, Mussolini è sul filo del rasoio: o il fascismo sarà travolto dallo sdegno e dalla indignazione degli uomini liberi o sarà capace di superare ogni cosa. Le cose andranno per la seconda strada: con un'abilità politica senza precedenti, il Duce rivolgerà a suo favore il tragico episodio e sarà lo spunto per le "leggi fascistissime" che seppelliranno lo Stato liberale e inaugureranno l'era del totalitarismo.
Gli anni a venire saranno quelli dell'affermazione incontrastata del potere e della forza del Duce. All'estero viene sempre più temuto, ma anche rispettato e perfino ammirato. In Italia diventa il Padre della Patria e un popolo intero lo venera con una devozione che sconfina nel fanatismo. Le riforme sociali intraprese, che tutelano e proteggono il cittadino dalla nascita alla morte, le grandiosi opere pubbliche, la fine delle lotte di classe, l'affrancamento da un'atavica miseria, la Conciliazione con la Chiesa Cattolica, unite alla forzata tacitazione di ogni opposizione e alla soppressione delle libertà individuali, fanno di lui l'Uomo della Provvidenza, come ebbe a dire Papa Pio XI.
Eppure deve sopportare gente che, coscientemente o meno, lo ostacola e lo mette continuamente in difficoltà, come Farinacci che a Milano scuote la sezione del fascio facendo guerra al podestà Belloni o come Starace che ragiona sempre come un ottuso manganellatore. Ma il Duce si interessa poco alle beghe meschine in cui i piccoli uomini suoi accoliti amano sguazzare. Lui guarda lontano e pensa a fare la Storia. E ogni giorno che passa diventa sempre più solo perché nessuno può condividere con lui un peso e una responsabilità che sente di condividere solo con i Cesari. Per quanto ami immergersi in mezzo al popolo anche a torso nudo, come per la "battaglia del grano", rinnovando un rapporto fisico con la gente che gli vale l'adorazione di una Nazione, la verità è che la sua solitudine è sempre più abissale e il distacco che lo separa dal presente è sempre più profondo. La solitudine dell'altezza che forse gli fa scorgere le ecatombi a venire.
Libro imperdibile, come il primo della serie, che racconta sotto forma di romanzo, ma sfrondato dalle mistificazioni di una parte e dell'altra, la Storia vera, presa dai documenti ufficiali, ma anche da quelli ufficiosi, dai rapporti riservati, dalle intercettazioni, dalle lettere confidenziali. Perché per capire l'essenza di un'epoca spesso sono più attendibili gli atti informali che non la Gazzetta Ufficiale.
Ancora una volta Scurati ci racconta una Storia che ogni cittadino di questo Paese dovrebbe conoscere per poter giudicare con senso critico e con consapevolezza il nostro recente passato, ma anche il nostro complicato presente.
Autore: Antonio Scurati
Editore: Bompiani

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