24 aprile 2021

Fu sera e fu mattina

Nel fortunatissimo "I pilastri della terra" pubblicato nel 1989, Ken Follett ci aveva portato nell'Inghilterra del XII secolo, con un romanzo storico potente, a tratti epico, che tanti lettori ha conquistato in tutto il mondo.

Adesso è uscito in libreria il prequel di quel romanzo: "Fu sera e fu mattina" infatti, è ambientato negli stessi luoghi, ma nel periodo che va dall'anno 997 al 1006, che vede la nascita della città di Kingsbridge, della sua cattedrale e da dove prendono le mosse le vicende poi raccontate ne "I pilastri della terra".

Siamo in un'epoca difficile: i vichinghi hanno occupato l'Inghilterra centro-orientale e, con incursioni stagionali, continano a compiere razzie lungo le coste meridionali e nell'entroterra. Il Re d'Inghilterra Etelredo fatica a rintuzzare le incursioni e a tenere insieme il suo regno e i suoi nobili, signori delle terre, molto più interessati ai loro interessi dinastici che alle sorti del regno. Dall'altro lato c'è il clero, composto da esponenti sinceramente animati da spirito cristiano, a fianco di altri che usano la carriera ecclesiastica solo come strumento di potere e di vessazione. E in basso alla piramide, l'esercito della gente comune, che vive e sopravvive con grande fatica, sempre nell'incertezza del domani e nella speranza di una giustizia molto evanescente.

Uno dei protagonisti è Edgar, giovane fabbricante di barche che perde tutto a causa delle razzie vichinge ed è costretto a trasferirsi a Dreng's Ferry per ricominciare una nuova vita. Sarà lui il primo costruttore del ponte di Kingsbridge (come verrà rinominata Dreng's Ferry) che tanta importanza avrà nei romanzi successivi. Accanto a lui, altri protagonisti che spiccano per il loro ruolo e il loro carattere: Ragna, una giovane nobile normanna, intelligente e di buon cuore, sposa prima entusiasta ma poi in disgrazia dell'Aldermanno di Shiring; Aldredd, monaco benedettino, primo ideatore della cattedrale di Kingsbridge, Wynstan, vescovo corrotto e astuto di Shiring.

Accanto a loro, un universo di altri personaggi, che tutti insieme costituiscono la materia del racconto per le loro vicissitudini, felici e infelici, in un'alternanza di fortune che repentinamente si creano e svaniscono, nella tipica incerta mutevolezza degli eventi umani.

Ancora una volta Ken Follett ci appassiona con un romanzo storico di grande respiro, pieno di intrighi, di amori, di lotte e di grandi creazioni, che ci immerge in un'epoca per molti versi oscura, ma per altri aspetti affascinante e memorabile. Ottimo lavoro per uno dei romanzieri più letti e più amati dei nostri giorni.

Autore: Ken Follett

Editore: Mondadori

10 aprile 2021

Il pendolo di Foucault

Fra i romanzi di Umberto Eco, tutti imperdibili e memorabili, quello più denso, complesso e anche intellettualmente più impegnativo per il lettore è certamente "Il pendolo di Foucault".

Il motivo risiede nel fatto che in questo romanzo l'autore mette in campo tutta la sua profonda erudizione per raccontare come nascono le cosiddette "Teorie del complotto", ossia quelle teorie cospirazioniste portate avanti da alcune persone o gruppi di persone che si intestardiscono a dare spiegazioni non convenzionali ad eventi sociali, politici, economici e perfino a fenomeni naturali, non accontentandosi della realtà così com'è.

Questo modo di pensare, che sarebbe divertente se non fosse pericoloso, è molto attuale e presente, basti pensare nei tempi più recenti alle teorie del complotto sugli attentati alle Torri Gemelle (che sarebbero state abbattute addirittura dalla CIA o dai Sionisti) o, ed è cosa di questi mesi, al virus Sars-Covid-2, che sarebbe stato forgiato in laboratorio dai perfidi cinesi come arma biologica.

Perché allora riprendere in mano questo romanzo di Umberto Eco, pubblicato nel 1988 e quindi un'era geologica fa, quando ancora esisteva l'Unione Sovietica, Windows significava semplicemente "finestre" e l'iPhone non c'era? Perché la critica puntuale, corrosiva e sarcastica che Umberto Eco fa con questo romanzo al modo di pensare dei complottisti è così acuta e brillante che può benissimo attagliarsi anche al giorno d'oggi. Ovviamente si tratta di un romanzo e la sua lettura non può che essere un semplice intrattenimento, ma come ogni buon romanzo, serve ad insegnare qualcosa e leggere "Il pendolo" fa capire come nascono le teorie complottiste, su quali errori concettuali si fondano e con quali meccanismi agiscono e si diffondono fra le persone.

La credulità verso le spiegazioni cospirazioniste è alimentata da un relativismo portato all'eccesso per il quale ogni conoscenza è considerata un'opinione uguale alle altre. Come se dire "2+2=4" avesse la stessa dignità di dire "2+2=5". O come se dire "i vaccini salvano vite" avesse la stessa dignità di dire "i vaccini uccidono vite". Questo accade quando le persone non conoscono le basi del metodo scientifico e quindi si affidano a ragionamenti che sono contro logica, senza rendersene conto, finendo per perdere qualunque certezza su verità e menzogna. Questa deriva concettuale può capitare anche a persone istruite e nient'affatto sprovvedute, come accade al protagonista, che inventa il "Piano" come un gioco e finisce per perdervisi dentro. Tutto parte dai Templari, una delle figure storiche maggiormente tirate in ballo quando si tratta di verità nascoste, segreti arcani e misteri insondabili. Il protagonista, che li ha ben studiati, insieme a due amici, inventa il loro "Piano" per dominare il mondo, perché naturalmente i Templari non sono affatto spariti nel 1300, ma vivono nell'ombra da secoli... Il "Piano" attraversa la Storia e lentamente si dispiega, dando senso a tutte le vicende storiche che dal Medioevo ad oggi sono accadute. Va a finire che questo gioco, basato su dietrologia, cospirazionismo e complottismo, i cui i "creatori" sono i primi a non credere, è così ben fatto che loro stessi non riescono più ad uscirne e qualcuno finisce per prenderli tremendamente sul serio...

Leggere "Il pendolo" quindi può aiutare qualche lettore con la tendenza cospirazionista a recuperare una certa lucidità di pensiero, a fare maggiore attenzione alle cose in cui credere e a capire che la verità spesso è molto più semplice, banale e sotto i nostri occhi di quanto pensiamo, come insegna Lia, la moglie del protagonista, in una folgorante dimostrazione di realismo pragmatico da incorniciare.

In caso contrario, non vi resta che attendere che "Essi" arrivino...

Autore: Umberto Eco

Editore: La nave di Teseo