10 aprile 2021

Il pendolo di Foucault

Fra i romanzi di Umberto Eco, tutti imperdibili e memorabili, quello più denso, complesso e anche intellettualmente più impegnativo per il lettore è certamente "Il pendolo di Foucault".

Il motivo risiede nel fatto che in questo romanzo l'autore mette in campo tutta la sua profonda erudizione per raccontare come nascono le cosiddette "Teorie del complotto", ossia quelle teorie cospirazioniste portate avanti da alcune persone o gruppi di persone che si intestardiscono a dare spiegazioni non convenzionali ad eventi sociali, politici, economici e perfino a fenomeni naturali, non accontentandosi della realtà così com'è.

Questo modo di pensare, che sarebbe divertente se non fosse pericoloso, è molto attuale e presente, basti pensare nei tempi più recenti alle teorie del complotto sugli attentati alle Torri Gemelle (che sarebbero state abbattute addirittura dalla CIA o dai Sionisti) o, ed è cosa di questi mesi, al virus Sars-Covid-2, che sarebbe stato forgiato in laboratorio dai perfidi cinesi come arma biologica.

Perché allora riprendere in mano questo romanzo di Umberto Eco, pubblicato nel 1988 e quindi un'era geologica fa, quando ancora esisteva l'Unione Sovietica, Windows significava semplicemente "finestre" e l'iPhone non c'era? Perché la critica puntuale, corrosiva e sarcastica che Umberto Eco fa con questo romanzo al modo di pensare dei complottisti è così acuta e brillante che può benissimo attagliarsi anche al giorno d'oggi. Ovviamente si tratta di un romanzo e la sua lettura non può che essere un semplice intrattenimento, ma come ogni buon romanzo, serve ad insegnare qualcosa e leggere "Il pendolo" fa capire come nascono le teorie complottiste, su quali errori concettuali si fondano e con quali meccanismi agiscono e si diffondono fra le persone.

La credulità verso le spiegazioni cospirazioniste è alimentata da un relativismo portato all'eccesso per il quale ogni conoscenza è considerata un'opinione uguale alle altre. Come se dire "2+2=4" avesse la stessa dignità di dire "2+2=5". O come se dire "i vaccini salvano vite" avesse la stessa dignità di dire "i vaccini uccidono vite". Questo accade quando le persone non conoscono le basi del metodo scientifico e quindi si affidano a ragionamenti che sono contro logica, senza rendersene conto, finendo per perdere qualunque certezza su verità e menzogna. Questa deriva concettuale può capitare anche a persone istruite e nient'affatto sprovvedute, come accade al protagonista, che inventa il "Piano" come un gioco e finisce per perdervisi dentro. Tutto parte dai Templari, una delle figure storiche maggiormente tirate in ballo quando si tratta di verità nascoste, segreti arcani e misteri insondabili. Il protagonista, che li ha ben studiati, insieme a due amici, inventa il loro "Piano" per dominare il mondo, perché naturalmente i Templari non sono affatto spariti nel 1300, ma vivono nell'ombra da secoli... Il "Piano" attraversa la Storia e lentamente si dispiega, dando senso a tutte le vicende storiche che dal Medioevo ad oggi sono accadute. Va a finire che questo gioco, basato su dietrologia, cospirazionismo e complottismo, i cui i "creatori" sono i primi a non credere, è così ben fatto che loro stessi non riescono più ad uscirne e qualcuno finisce per prenderli tremendamente sul serio...

Leggere "Il pendolo" quindi può aiutare qualche lettore con la tendenza cospirazionista a recuperare una certa lucidità di pensiero, a fare maggiore attenzione alle cose in cui credere e a capire che la verità spesso è molto più semplice, banale e sotto i nostri occhi di quanto pensiamo, come insegna Lia, la moglie del protagonista, in una folgorante dimostrazione di realismo pragmatico da incorniciare.

In caso contrario, non vi resta che attendere che "Essi" arrivino...

Autore: Umberto Eco

Editore: La nave di Teseo

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