28 agosto 2021

Il mistero della finocchiona a pedali

La macelleria di Dario Cecchini a Panzano in Chianti è famosa in tutto il mondo, sia per le specialità che offre ai clienti, sia per lo scoppiettante carattere del titolare, sempre pronto a declamare la sua toscanità con odi alla "ciccia".

In questo breve e piacevole libro giallo, Dario Cecchini, insieme all'amico giornalista Alessandro Rossi, si trova coinvolto in un mistero che scuote tutto il paese di Panzano: la morte, o meglio l'uccisione, di tre ciclisti che pedalavano nelle strade dei dintorni. Sì perché non ci sono tracce di incidenti o cadute: vengono ritrovati senza vita senza capire cosa li abbia colpiti.

Ovviamente le indagini sono nelle mani del comandante della stazione dei Carabinieri, il maresciallo Sarra, ma la bottega di Dario è il punto di ritrovo di tutto il paese e dintorni per cui è difficile restare fuori dalle chiacchiere, dai pettegolezzi e dalle confidenze. Anche perché la drammatica scomparsa dei tre ciclisti è sul serio un evento mai visto per cui è normale che in paese non si parli d'altro.

Ecco che quindi Dario, insieme all'amico Alessandro, cerca a suo modo di risolvere il mistero. Con l'aiuto del gruppo dei "cinghialai" (cioè i cacciatori di cinghiali), di tutti i personaggi che gravitano in paese e facendo tesoro anche delle strampalate ma illuminate poesie di Liliana, la vecchia matta del posto, arriveranno a capire qual è il vero mistero della scomparsa dei tre ciclisti e quanto sia grosso il pericolo che sta dietro questi eventi.

Daranno così una mano decisiva al maresciallo Sarra per la soluzione del caso e, alla fine, il successo dell'impresa sarà degnamente celebrato con un pranzo a base di bistecca alla fiorentina come Dio comanda!

Agile romanzo estivo, che si legge volentieri per la sua simpatia e scorrevolezza. Consigliato a chi ha la predilezione per la campagna toscana e il suo accento!

Autori: Dario Cecchini e Alessandro Mauro Rossi

Editore: Giunti

14 agosto 2021

Utopia Avenue

Gli anni '60, lo sappiamo tutti, sono stai un periodo unico nella storia del Novecento, ricco di grandi opportunità di cambiamento, ma venato di epocali tragedie.

Nel campo della musica, soprattutto la seconda metà degli anni Sessanta ha rappresentato un momento unico e irripetibile dove sono nati nuovi stili, nuove sonorità, nuove visioni. Sono nati nuovi gruppi, nuovi cantanti, nuove formazioni. Alcune hanno brillato per pochi anni, per lo spazio di un album o poco più, altre hanno trovato un linguaggio espressivo che è stato in grado di sfidare il tempo e perdurare molto a lungo.

In questo romanzo l'autore immagina un gruppo musicale britannico, gli Utopia Avenue, che ovviamente è fittizio come lo sono i quattro ragazzi che lo compongono, ma che è raccontato all'interno di quei fantasmagorici anni, dal 1966 al 1969, fra Gran Bretagna e Stati Uniti, che così profondamente hanno modellato un'epoca e che ne rappresentano uno dei simboli più duraturi. Ecco quindi che gli Utopia Avenue, nell'arco di pochi anni, si affermano nel panorama musicale londinese (e poi anche americano), grazie al talento dei musicisti, ognuno dei quali con una formazione musicale diversa e soprattutto con un vissuto personale profondamente singolare, ma che insieme riescono a interpretare quel desiderio di novità, quell'aspirazione ad un mondo nuovo, non scevra da screziature malinconiche e perfino disperate, che la musica di quegli anni seppe così efficacemente interpretare.

I destini dei quattro ragazzi si intrecciano con quelli di musicisti reali (ad esempio Jimi Hendrix, David Bowie, i Pink Floyd, i Cream, Leonard Cohen, Janis Joplin) con i quali condividono esperienze e pezzi della loro vita, nel contesto di una cultura che miscelava insieme il mondo Hyppie e rivoluzionario con quello del Rock, del Folk, del Jazz, del Blues, il tutto annaffiato dall'onnipresente fiume d'alcol e con l'aria odorante di marjiuana e coca, com'era tipico di quegli anni e che poi in seguito avrebbe distrutto molti di loro.

Nel bene e nel male sono anni che hanno segnato un'epoca, sia musicale che culturale in senso più ampio. Nella fiction narrativa dell'autore, gli Utopia Avenue rappresentano simbolicamente quello che il loro nome significava: un viale verso nessun luogo. Che forse, nella visione di fine anni Sessanta, voleva dire anche: il viale verso ogni luogo, la speranza di un mondo diverso e migliore.

Autore: David Mitchell

Editore: Sperling & Kupfer