Gli anni '60, lo sappiamo tutti, sono stai un periodo unico nella storia del Novecento, ricco di grandi opportunità di cambiamento, ma venato di epocali tragedie.
Nel campo della musica, soprattutto la seconda metà degli anni Sessanta ha rappresentato un momento unico e irripetibile dove sono nati nuovi stili, nuove sonorità, nuove visioni. Sono nati nuovi gruppi, nuovi cantanti, nuove formazioni. Alcune hanno brillato per pochi anni, per lo spazio di un album o poco più, altre hanno trovato un linguaggio espressivo che è stato in grado di sfidare il tempo e perdurare molto a lungo.
In questo romanzo l'autore immagina un gruppo musicale britannico, gli Utopia Avenue, che ovviamente è fittizio come lo sono i quattro ragazzi che lo compongono, ma che è raccontato all'interno di quei fantasmagorici anni, dal 1966 al 1969, fra Gran Bretagna e Stati Uniti, che così profondamente hanno modellato un'epoca e che ne rappresentano uno dei simboli più duraturi. Ecco quindi che gli Utopia Avenue, nell'arco di pochi anni, si affermano nel panorama musicale londinese (e poi anche americano), grazie al talento dei musicisti, ognuno dei quali con una formazione musicale diversa e soprattutto con un vissuto personale profondamente singolare, ma che insieme riescono a interpretare quel desiderio di novità, quell'aspirazione ad un mondo nuovo, non scevra da screziature malinconiche e perfino disperate, che la musica di quegli anni seppe così efficacemente interpretare.
I destini dei quattro ragazzi si intrecciano con quelli di musicisti reali (ad esempio Jimi Hendrix, David Bowie, i Pink Floyd, i Cream, Leonard Cohen, Janis Joplin) con i quali condividono esperienze e pezzi della loro vita, nel contesto di una cultura che miscelava insieme il mondo Hyppie e rivoluzionario con quello del Rock, del Folk, del Jazz, del Blues, il tutto annaffiato dall'onnipresente fiume d'alcol e con l'aria odorante di marjiuana e coca, com'era tipico di quegli anni e che poi in seguito avrebbe distrutto molti di loro.
Nel bene e nel male sono anni che hanno segnato un'epoca, sia musicale che culturale in senso più ampio. Nella fiction narrativa dell'autore, gli Utopia Avenue rappresentano simbolicamente quello che il loro nome significava: un viale verso nessun luogo. Che forse, nella visione di fine anni Sessanta, voleva dire anche: il viale verso ogni luogo, la speranza di un mondo diverso e migliore.
Autore: David Mitchell
Editore: Sperling & Kupfer

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