Il genocidio armeno è stato un terribile evento accaduto tra il 1915 e il 1916 perpetrato dall'Impero Ottomano a danno della popolazione armena della Turchia. Una vera e propria pulizia etnica contro una minoranza che, secondo la maggior parte degli storici, è stata attuata con un piano di sterminio e con deportazioni ed eliminazioni di massa che hanno fatto circa un milione e mezzo di morti. Secondo altri storici, invece, si è trattato di un evento di minore portata, per quanto altrettanto drammatico.
La questione è tutt'oggi la causa delle aspre contese fra la Turchia e la comunità internazionale. In particolare mentre l'Unione Europea, gli Stati Uniti e molti altri Paesi pretendono dalla Turchia il riconoscimento della responsabilità in tale crimine, quest'ultima nega risolutamente che si sia trattato di un genocidio di massa e ne ridimensiona fortemente la portata.
La questione, poco nota nella consapevolezza occidentale, è invece molto sentita dal popolo turco. Che ovviamente si divide fra negazionisti-nazionalisti e coloro che invece ritengono necessario ammettere gli errori del passato per gettare le basi di una riconciliazione. Elif Shafak rientra in quest'ultima categoria: è una giovane scrittrice che non ha timore di parlare, nei suoi romanzi, di cose di cui un "buon turco" non dovrebbe parlare, anche quelle più scabrose e politicamente pericolose. Ecco perché, dopo la pubblicazione in Turchia di questo libro, nel 2006, è stata sottoposta a processo con l'accusa di aver aver danneggiato "l'identità nazionale turca".
In realtà il romanzo non contiene nessuna accusa. Mette a confronto due modi di vedere la Storia e il Passato da parte di due ragazze che diventano amiche: Asya, giovane turca di Istanbul, e Amy, giovane americana di origini armene.
Pur avendo tra loro legami antichi e una comune ascendenza familiare, fra le due ragazze c'è un abisso che le separa: da un lato Asya incarna la mentalità turca che tende a dimenticare il passato, cancellare la Storia per vivere la propria vita solo sul presente e sul futuro. Dall'altro Amy rappresenta la mentalità armena, che si alimenta continuamente dei ricordi e dei dolori del passato, senza i quali non è in grado di vivere il presente né pensare al futuro.
Le due giovani ragazze, così enormemente distanti per formazione e per cultura, sapranno però trovare un punto d'incontro, un modo per comprendersi, accettarsi e rispettarsi a vicenda.
Sono quindi il simbolo di una speranza per due popoli che potrebbero smettere di odiarsi, se solo fossero disposti a capirsi.
Autore: Elif Shafak
Editore: BUR

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