I cortei di Giustiniano e Teodora nella Basilica di San Vitale a Ravenna sono mosaici bizantini di straordinaria bellezza, capaci di impressionare l'osservatore per la loro squisita fattura e per l'impatto emotivo grandioso e ammirato che suscitano. Se da un lato Giustiniano appare circonfuso da un'aura di divina maestosità, Teodora spicca con la sua purissima bellezza, tanto che Klimt si ispirò alla sua immagine per il suo famoso ritratto di Adele Bloch-Bauer.
Una particolarità che va sottolineata è che i due cortei sono rappresentati uno di faccia all'altro, alla stessa altezza nell'abside della Basilica, a voler sottolineare la pari dignità dell'Imperatore Giustiniano e della sua consorte, l'Imperatrice Teodora. Entrambi inoltre hanno la testa circondata da un'aureola, segno della loro natura santificata dal ruolo ricoperto.
Ebbene, si tratta di un caso più unico che raro che la consorte di un Imperatore, nella lunghissima storia romana, sia occidentale che orientale, abbia conquistato una pubblica considerazione così elevata e così degna di onore, alla pari dell'Imperatore. Il che stupisce ancora di più se si pensa che Teodora non aveva affatto nobili origini: anzi, era un'attrice e una spogliarellista e la sua ascesa al fianco di Giustiniano fu a lungo avversata a causa proprio di tali infime origini.
Ma Teodora è una donna fuori dal comune, dotata non solo di un grandissimo fascino, ma anche di una acutissima intelligenza, che le permette di conquistare il cuore e la mente di Giustiniano e di affermare il proprio posto nel Palazzo imperiale, mettendo a tacere i non pochi avversari che la osteggiano e che preferiscono, per motivi politici, un matrimonio di convenienza. Come in ogni epoca storica, infatti, chi governa uno Stato deve tener conto degli equilibri interni ed internazionali e Giustiniano, che aspira alla riconquista della parte occidentale dell'Impero Romano, adesso in mano agli Ostrogoti di Teodorico in Italia e ai Visigoti di Genserico in Africa, potrebbe usare lo strumento del matrimonio dinastico per ottenere la supremazia Bizantina nel Mediterraneo.
Ma dovrebbe rinunciare a Teodora e questa, per lui, non è un'opzione. Il legame così profondo e così indissolubile fra due persone diverse ma entrambe a loro modo grandiose, sicuramente innamorate ma anche senz'altro capaci di esercitare il potere, fece la storia. E di tale storia Teodora è una protagonista indiscussa che questo romanzo, grazie ad una ricostruzione documentatissima del contesto storico, ci restituisce in tutta la sua grandezza.
Una lettura appassionante che ci permette di ammirare una donna che, sfruttando sapientemente le sue capacità e la sua intelligenza, ha segnato la sua epoca e che resta per sempre immortale grazie ai mosaici di Ravenna.
Autore: Mariangela Galatea Vaglio
Editore: Piemme

