17 giugno 2023

Aurora

Una delle fiabe più conosciute di ogni tempo è senz'altro "La Bella Addormentata nel Bosco", le cui origini affondano nella tradizione popolare del più antico Medioevo (addirittura di derivanza norrena) e che, con variazioni e riadattamenti, è giunta a noi tramite Perrault, i fratelli Grimm e infine universalmente nota grazie al lungometraggio animato della Disney.

Com'è noto, c'è una netta differenza tra la favola e la fiaba. Infatti, mentre la prima contiene in sé un insegnamento morale a educazione dei lettori (paradigmatiche le favole di Esopo), la fiaba è un racconto semplice, ma venato di magia e di arcano mistero che non insegna una morale ma obbliga il lettore a ri-conoscere le proprie emozioni, i propri sentimenti e, in una parola, le misteriose profondità dell'animo umano, con tutte le sue contraddizioni.

Tale è "La Bella Addormentata", di cui la critica letteraria ha sondato anche gli aspetti psicanalitici per le sue innegabili rappresentazioni, sotto forma di apparati mitici e leggendari, delle misteriose, irrazionali e sconvolgenti pulsioni che agitano tutte le ragazze nel difficile periodo di transizione dall'età fanciullesca a quella adolescenziale.

In questo romanzo, Giorgio Nisini ci offre una rilettura della fiaba ambientata ai giorni nostri, quindi del tutto sfrondata dagli elementi fantastici e irrealistici tipici del racconto antico, ma che mantiene intatto il potente pathos che è il cuore della narrazione.

Con una scrittura elegante, raffinata, sempre ottimamente calibrata al contesto, l'autore ci accompagna nella incredibile vicenda che vede protagonista Aurora, una ragazza figlia di genitori molto agiati e di ascendenza nobiliare, combattuta (come ogni giovane della sua età) fra i contrastanti impulsi che la stanno modificando nel fisico e nella mente, tipici del suo periodo di crescita. Il giorno del suo sedicesimo compleanno, mentre per la prima volta si abbandona alle gioie del sesso fra le braccia del suo compagno, precipita in una improvvisa quanto inspiegabile narcolessia dalla quale nemmeno la più avanzata scienza medica sembra in grado di farla risvegliare.

Seguirà un lungo periodo di immensa difficoltà che costringerà i genitori Stefano e Carola a guardare dentro sé stessi e ognuno a reagire a modo suo con i propri strumenti emotivi, sentimentali e logici ad un evento impensabile, nel disperato tentativo di fare tutto il possibile, e anche l'impossibile, per salvare Aurora dal suo destino di sonno infinito. Fino a che.... "e vissero tutti felici e contenti"? O no?

Ancora una volta, grazie all'abile capacità narrativa dell'autore che non abbandona i topos della fiaba antica ma li attualizza rendendoli adatti ai giorni nostri, riemerge la vera essenza del racconto fiabesco: un racconto che ci costringe a fare i conti con noi stessi, a guardarci davvero allo specchio per capire meglio la nostra vera essenza. Per essere consapevoli delle grandi potenzialità che vivono dentro di noi, ma anche dei nostri inquietanti demoni interiori, che nessun progresso tecnologico e culturale potrà mai far sparire.

Autore: Giorgio Nisini

Editore: HarperCollins Italia


03 giugno 2023

La portalettere

Giugno 1934: nella piazza del paese di Lizzanello, in provincia di Lecce, arriva la corriera che viene dal Nord. Ne scendono Carlo, che torna nel suo paese per sistemare l'eredità dei genitori, e Anna, sua moglie, conosciuta e sposata a Genova. Ad attenderli Antonio, fratello di Carlo, che appena vede Anna ne rimane conquistato. Dalla sua bellezza da statua greca e dal suo essere "forestiera" e quindi così diversa dalle donne del Sud.

Inizia così la storia di Anna e della sua vita in Salento, che si srotola dagli anni Trenta per passare dal terribile periodo della Guerra fino a tutti gli anni Cinquanta. Un lungo periodo in cui Anna cercherà di entrare in relazione con la gente del posto, pur consapevole del fatto che per tutti è e rimarrà sempre una straniera.

Anna infatti ha il suo carattere e soprattutto i suoi principi, ai quali non intende rinunciare per nulla al mondo. Non è credente, non va in chiesa, dice quello che pensa ed è convinta che le donne non debbano essere relegate al ruolo di "ancelle" degli uomini (mariti o padri che siano) ma debbano affermare la propria identità e la propria dignità, esattamente alla pari degli uomini. In questo suo pensiero è sostenuta da suo marito Carlo con cui ha un rapporto tra pari e anche quando litigano, fra loro c'è sempre un profondo reciproco rispetto che non li abbandona mai.

Anche quando Anna fa la cosa più impensabile: partecipa al concorso delle Poste per ottenere il posto di portalettere. Tutti i paesani sono sconvolti: da quando in qua le donne si occupano di cose non domestiche? Il postino è un mestiere da uomini! Ci si perde la salute a stare fuori tutto il giorno, estate e inverno! Non è roba per donne!

Ma Anna va per la sua strada e da postina, prima a piedi e poi in bicicletta, diventerà un filo che collega la gente del paese. Consegnando le lettere dei figli al fronte, poi quelle degli emigranti in cerca di una vita migliore e anche quelle degli amanti segreti... Col tempo, pur continuando a rimanere per molti paesani una "aliena", con la sua indole propositiva, col suo modo di fare sincero e aperto e con le sue iniziative di solidarietà, saprà conquistarsi il loro rispetto e la loro considerazione. Soprattutto dei familiari di suo marito che riconosceranno in lei una donna da ammirare.

Bel romanzo, ricco di emozione e di senso di riscatto, che attraversa un'epoca decisiva della nostra storia nazionale, vista da un paesino del Sud Italia. E soprattutto vista con gli occhi di una donna convinta e consapevole del suo valore e della sua identità.

Autore: Francesca Giannone

Editore: Nord