23 settembre 2023

Vicolo Sant'Andrea 9

Padova, anni Quaranta. Teresa è una giovane ragazza, domestica in una serena famiglia composta da due coniugi e da un figlio appena nato. Con loro si trova bene per l'affetto che le dimostrano e per l'educazione (leggere e scrivere in primis) che le impartiscono.

Purtroppo la famiglia ha il torto di essere di origine ebraica e quando dopo l'8 settembre nel nord Italia si costituisce la Repubblica Sociale, iniziano i più terribili rastrellamenti. I repubblichini irrompono nell'abitazione e letteralmente sequestrano marito e moglie per spedirli in qualche campo di prigionia in Germania. La madre riesce all'ultimo istante a far fuggire Teresa e con lei il piccolo Amos, facendole giurare che lo avrebbe accudito e protetto per sempre.

Teresa allora si nasconde con il bimbo nella sua casa d'origine, nella campagna padovana, ma i soprusi dei repubblichini non la risparmiano: scoprono il suo segreto e mentre il piccolo Amos finisce chissà dove, Teresa viene internata in un manicomio perché all'epoca così si usava per le donne "fuori dagli schemi" ossia che non fossero figlie o mogli servizievoli.

Quando la guerra finisce e Teresa esce dal manicomio, non ha alcuna speranza né di crearsi una famiglia (nessuno si sposerebbe con una "matta") né di trovare un lavoro, per la stessa ragione. Ecco però un'opportunità: le viene proposto di fare la portinaia in un palazzo del centro città, abitato da due sorelle che poi Teresa scopre essere parenti del capo dei repubblichini, responsabile sia della deportazione della famiglia ebraica, sia del suo internamento.

Teresa farà di tutto per scoprire come sono andate le cose e soprattutto per capire cosa ne è stato di Amos. E' sempre vivo? E se sì, dove si trova? Riuscirà a tener fede al giuramento che aveva fatto alla madre?

Bel romanzo, ispirato a una storia vera della famiglia dell'autrice, che racconta una tristissima epoca della nostra storia, dal punto di vista di una donna come tante: intelligente, gentile e fedele ai propri principi ma proprio per questo condannata dalla perversa società di quel tempo alla più dolorosa emarginazione. Un inferno che Teresa attraverserà con dignità e tenacia, in cerca di rispetto e di riscatto.

Autore: Manuela Faccon

Editore: Feltrinelli

09 settembre 2023

V13

Venerdì 13 novembre 2015 (da cui la sigla del titolo) è stato un giorno estremamente drammatico per la Francia, per l'Europa e per il mondo intero.

E' il giorno della strage al Teatro Bataclan di Parigi, ad alcuni bistrot e allo Stade de France ad opera di un gruppo di terroristi dell'ISIS, che in complesso causarono la morte di 130 persone e il ferimento di 350.

Questo evento, che è rimasto impresso nella memoria collettiva di tutti, in Francia ha dato luogo ad un processo contro i complici che avevano contribuito all'organizzazione degli attentati e all'unico terrorista sopravvissuto.

Ebbene questo processo, per molti aspetti epocale, è stato il momento in cui le ragioni del diritto (e stiamo parlando del diritto democratico, garantista e illuminista francese) si sono dovute confrontare con le ragioni della Storia. Per questo è stato seguito non solo da tanti giornalisti esperti in cronaca giudiziaria, ma anche da Emmanuel Carrère, celebre e raffinato scrittore, che ha seguito per dieci mesi tutte le udienze del processo e ne ha restituito una cronaca, che non è solo cronaca ma anche approfondimento, riflessione e pensiero.

Narrando le testimonianze atroci di chi fortunosamente si era salvato, la disperazione e la dignità dei familiari delle vittime, i silenzi e i deliri dei terroristi, le requisitorie dei magistrati della pubblica accusa e le arringhe, alcune memorabili, degli avvocati difensori, Carrère offre un resoconto che coglie magistralmente l'umanità di tutti i protagonisti, sia quella ammirevole di chi tanto ha sofferto, sia quella abietta di chi tanto ha fatto soffrire. Perchè si è trattato di esperienze estreme di vita e di morte che vale la pena tentare di capire ascoltando la voce di tutti.

Con uno stile sempre perfettamente calibrato, riuscendo sempre ad andare al cuore delle questioni, con estremo rispetto per la sofferenza che pervade ogni istante del processo, Carrère conduce il lettore in una discesa agli inferi fatta di orrore, ideologia, follia e dolore nella quale tuttavia non manca un lato paradossalmente e impensabilmente ironico, il che può sembrare totalmente inappropriato, ma nella lettura si capirà che non è affatto così.

Un resoconto magistrale che fa venire i brividi, commuove, fa arrabbiare, talvolta fa perfino sorridere.

L'autore afferma di essere uscito da questa esperienza profondamente cambiato come uomo e come scrittore. Molto probabilmente ogni lettore, al termine della lettura, dirà lo stesso.

Autore: Emmanuel Carrère

Editore: Adelphi