La seconda metà degli anni Settanta per il nostro Paese è stata segnata da eventi profondamente drammatici, primo fra tutti il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro.
Il terrorismo, la strategia della tensione, i depistaggi, i ricatti, la repressione, la linea della "fermezza". Tutto un insieme di elementi che hanno fatto vivere a un'intera Nazione anni di disagio, paura e smarrimento, come se tutti vivessero sotto una opprimente cappa grigia, sinteticamente e appropriatamente definita "anni di piombo".
Questo è il contesto politico e sociale in cui è ambientato il nuovo romanzo del collettivo di scrittori bolognesi "Wu Ming", che ha abituato i lettori a prove letterarie di grande livello, alcune delle quali davvero eccellenti.
Come sempre, Wu Ming non racconta un'epoca dal punto di vista dei protagonisti dei libri di storia. La racconta dal basso, dalla gente comune e tramite i loro occhi e le loro azioni si percepisce la storia, si comprendono i suoi movimenti, le sue evoluzioni, a volte molto più veracemente di quanto si farebbe leggendo un tomo accademico.
Ecco quindi che mentre accadono gli sconvolgimenti politici e sociali cui si accennava sopra, un sacco di gente, in quegli anni, avvista gli UFO. Si registrano avvistamenti come mai prima, così come sono centinaia le testimonianze di "incontri ravvicinati del terzo tipo". Potrebbe sembrare un fenomeno di suggestione di massa causato dall'uscita nelle sale cinematografiche nel 1977 del film di Spielberg, ma c'è chi giura che è vero il contrario e cioè che il film è nato proprio dal proliferare di questi incontri ravvicinati.
E a fianco di questo e a tutte le sfaccettature psicologiche che queste credenze comportano, è ancora presente in quegli anni l'eco della generazione hippie con le sue "comuni", le sue utopie di libertà e di uguaglianza però sempre più condannate ad essere confinate in esperienze isolate e remote, con la colonna sonora del rock progressivo, sempre più destinato a ripiegarsi e a rinchiudersi su sé stesso, come il "The Wall" dei Pink Floyd racconterà magistralmente (non a caso è un disco del 1979).
Insomma, un romanzo epico, corale e anche "epocale" che ha la capacità di far "annusare" l'odore degli anni fine Settanta, con il loro carico di angosce, tormenti e paure, ma anche con la loro forte dose di illusoria, evanescente e magnifica bellezza.
Come tutti i romanzi del collettivo bolognese, assolutamente da leggere.
Autore: Wu Ming
Editore: Einaudi


