27 luglio 2024

Gli occhi di Monna Lisa

Quando uno studioso, specialista in una qualche disciplina, ha la capacità e l'abilità di saper divulgare e comunicare ai "profani" la propria materia di studio, raggiunge lo straordinario risultato di appassionare tanta gente che altrimenti resterebbe esclusa da ogni conoscenza.

Fortunatamente sono tanti gli studiosi che hanno questa dote e Thomas Schlesser è uno di questi. Storico dell'Arte e direttore della Fondazione Hartung-Bergman di Antibes (Francia), con questo romanzo racconta la bellezza e il piacere dell'arte e come questa possa diventare un mezzo per conoscere meglio il mondo, l'umanità e, più di tutto, sé stessi.

Protagonista è Lisa, una bambina di dieci anni che improvvisamente è colpita da un fenomeno transitorio ma preoccupante di cecità. I genitori la fanno visitare da un eminente oculista, il quale non ravvisa alcuna causa organica e suggerisce una seduta settimanale da un medico psichiatra, ipotizzando che il disturbo dipenda da qualche trauma irrisolto.

Il nonno della bimba si incarica di accompagnarla alle sedute settimanali ma invece di portarla dallo psichiatra, d'accordo con lei e senza dire niente a nessuno, la accompagna nei principali musei di Parigi. Se davvero Lisa dovesse perdere la vista definitivamente, l'unica cosa sensata da fare è permetterle, finché è possibile, di ammirare i capolavori dell'arte che il Louvre, l'Orsay e il Beaubourg conservano. Il vero crimine sarebbe trascorrere il resto della vita nel buio totale, senza nemmeno la memoria della più sublime bellezza che mano d'uomo ha saputo creare.

Ecco quindi che per un anno intero, una volta alla settimana, nonno e nipote dedicano un pomeriggio ad ammirare un'opera d'arte, commentandola insieme, studiandola e cercando di capirla. Per portare dentro di sé un insegnamento, una scoperta, un lampo di eternità. Sono 52 opere, ben poche rispetto allo sterminato patrimonio artistico che l'umanità ha saputo creare nel corso dei secoli, ma tante per una bambina che, grazie ad esse e con l'ausilio del nonno, cresce e matura, non solo nel sapere ma anche nell'essere.

Da Botticelli a Michelangelo, da Leonardo a Giorgione, da Raffaello agli Impressionisti e fino all'arte moderna e contemporanea, Lisa scoprirà un universo di cultura, di bellezza, di conoscenza che solo le opere d'arte sanno donare. E che arricchiranno la sua vita per sempre, al di là e oltre ciò che le riserverà il destino.

Autore: Thomas Schlesser

Editore: Longanesi

13 luglio 2024

Il mattino dei maghi

Parlare di questo libro, uscito nel 1960 (quindi un'era geologica fa) può sembrare del tutto anacronistico.

In realtà questo libro evidenzia per la prima volta alcune serie problematiche, che ancora oggi, nell'epoca dell'informazione totale di Internet, sono ben presenti e anzi ancora irrisolte.

Ci si riferisce alla difficoltà di discernere, nell'oceano delle informazioni che la Rete ci mette a disposizione incessantemente e in ogni istante, il vero dal falso, l'autentico dell'inventato, le notizie serie dalle fake news.

I social media, in particolare, sono oramai dei potentissimi mezzi di informazione, ancor più della televisione e della carta stampata, ma quello che propongono è davvero informazione o è disinformazione? La tecnologia permette sempre più sofisticate manipolazioni per cui realtà e fantasia sono sempre più difficili da individuare. E sempre più spesso la gente prende decisioni e si crea convinzioni basate su presupposti incerti e quanto mai opinabili.

Sessant'anni fa non c'erano i social media e Internet a porre questi problemi, ma ci pensò questo libro, il cui strepitoso successo (proseguito anche nei decenni successivi) andò di pari passo con le polemiche e le critiche che suscitò e con gli elogi e gli apprezzamenti che ricevette. Da un lato ci fu chi lo stroncò giudicandolo un'accozzaglia di teorie bizzarre e strampalate. Dall'altro ci fu chi lo venerò perché finalmente aveva dato voce a intuizioni che nessuno aveva avuto il coraggio di esprimere. Altri invece, più saggiamente, non credettero a tutto quello che c'era scritto nel libro, ma nemmeno lo rifiutarono in toto. Vedasi la parte sul "nazismo magico", che all'epoca sembrò frutto di fantasia, ma che negli anni stimolò approfondimenti che poi hanno trovato piena conferma.

I due autori, tanto intelligenti quanto scaltri, riuscirono a comporre un testo dove mescolarono con la sapiente abilità del romanziere, ma con il taglio del puntiglioso saggista, le più recenti scoperte dell'epoca nel campo scientifico (fisica e chimica in particolare) con le più ardite teorie fanta-scientifiche, arrivando al risultato di stimolare infinite discussioni, a volte sul nulla, altre volte su argomenti seri, come raramente si era visto. Essi definirono il loro libro una "introduzione al Realismo Fantastico", perché consideravano realtà e immaginazione (o meglio: intuizione) due facce della stessa medaglia e lo fecero in maniera così abile che non è un caso che Dan Brown abbia attinto a piene mani da questo libro per il suo "Codice Da Vinci", di quarant'anni posteriore, ma che riscosse lo stesso enorme successo e suscitò identici dibattiti e discussioni (senza avere minimamente la piacevolezza di questo libro).

Perché quindi leggere (o rileggere) questo libro così datato? Perché riprendere in mano un testo così ambiguo? Perché per meglio orientarsi nell'informazione (o disinformazione) su Internet e sui social e poter meglio discernere, può servire fare un po' di esercizio: leggere "Il mattino dei maghi", oltre ad essere divertente perché oggettivamente ben scritto, intrigante e a tratti appassionante, costringe a coltivare lo spirito critico e a vagliare con criterio l'attendibile dall'inattendibile.

Abilità, queste, oggi sempre più indispensabili per valutare nel modo corretto i post dei politici, degli opinionisti e degli influencer...

Autori: Louis Pauwels e Jacques Berger

Editore: Mondadori