Parlare di questo libro, uscito nel 1960 (quindi un'era geologica fa) può sembrare del tutto anacronistico.
In realtà questo libro evidenzia per la prima volta alcune serie problematiche, che ancora oggi, nell'epoca dell'informazione totale di Internet, sono ben presenti e anzi ancora irrisolte.
Ci si riferisce alla difficoltà di discernere, nell'oceano delle informazioni che la Rete ci mette a disposizione incessantemente e in ogni istante, il vero dal falso, l'autentico dell'inventato, le notizie serie dalle fake news.
I social media, in particolare, sono oramai dei potentissimi mezzi di informazione, ancor più della televisione e della carta stampata, ma quello che propongono è davvero informazione o è disinformazione? La tecnologia permette sempre più sofisticate manipolazioni per cui realtà e fantasia sono sempre più difficili da individuare. E sempre più spesso la gente prende decisioni e si crea convinzioni basate su presupposti incerti e quanto mai opinabili.
Sessant'anni fa non c'erano i social media e Internet a porre questi problemi, ma ci pensò questo libro, il cui strepitoso successo (proseguito anche nei decenni successivi) andò di pari passo con le polemiche e le critiche che suscitò e con gli elogi e gli apprezzamenti che ricevette. Da un lato ci fu chi lo stroncò giudicandolo un'accozzaglia di teorie bizzarre e strampalate. Dall'altro ci fu chi lo venerò perché finalmente aveva dato voce a intuizioni che nessuno aveva avuto il coraggio di esprimere. Altri invece, più saggiamente, non credettero a tutto quello che c'era scritto nel libro, ma nemmeno lo rifiutarono in toto. Vedasi la parte sul "nazismo magico", che all'epoca sembrò frutto di fantasia, ma che negli anni stimolò approfondimenti che poi hanno trovato piena conferma.
I due autori, tanto intelligenti quanto scaltri, riuscirono a comporre un testo dove mescolarono con la sapiente abilità del romanziere, ma con il taglio del puntiglioso saggista, le più recenti scoperte dell'epoca nel campo scientifico (fisica e chimica in particolare) con le più ardite teorie fanta-scientifiche, arrivando al risultato di stimolare infinite discussioni, a volte sul nulla, altre volte su argomenti seri, come raramente si era visto. Essi definirono il loro libro una "introduzione al Realismo Fantastico", perché consideravano realtà e immaginazione (o meglio: intuizione) due facce della stessa medaglia e lo fecero in maniera così abile che non è un caso che Dan Brown abbia attinto a piene mani da questo libro per il suo "Codice Da Vinci", di quarant'anni posteriore, ma che riscosse lo stesso enorme successo e suscitò identici dibattiti e discussioni (senza avere minimamente la piacevolezza di questo libro).
Perché quindi leggere (o rileggere) questo libro così datato? Perché riprendere in mano un testo così ambiguo? Perché per meglio orientarsi nell'informazione (o disinformazione) su Internet e sui social e poter meglio discernere, può servire fare un po' di esercizio: leggere "Il mattino dei maghi", oltre ad essere divertente perché oggettivamente ben scritto, intrigante e a tratti appassionante, costringe a coltivare lo spirito critico e a vagliare con criterio l'attendibile dall'inattendibile.
Abilità, queste, oggi sempre più indispensabili per valutare nel modo corretto i post dei politici, degli opinionisti e degli influencer...
Autori: Louis Pauwels e Jacques Berger
Editore: Mondadori

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