24 agosto 2024

Una ragazza d'altri tempi

Nonostante lo pseudonimo "british", l'autrice di questo romanzo è una giovane brillante modenese, ma essendo una profonda conoscitrice dell'epoca dell'Ottocento inglese, il nome con cui firma i suoi libri è senz'altro appropriato.

Ne è un esempio questo romanzo molto "romance" ambientato nella Londra del 1816 all'epoca della Reggenza, ossia il periodo in cui Re Giorgio III fu declassato dal Parlamento per infermità mentale e il Regno venne affidato al Principe del Galles, che poi salirà al trono col nome di Giorgio IV.

E' un periodo storico caratterizzato da un lato dal fervore culturale susseguente alla vittoria su Napoleone, che restituì al popolo inglese lo slancio e l'entusiasmo che durante le guerre contro la Francia era andato perduto. Ma è anche un periodo di grande decadenza dell'aristocrazia inglese dominante, connotata da eccessi edonistici e indifferenza alle condizioni economiche del popolo che presto avrebbero causato rivolte e sconvolgimenti sociali.

Proprio nella Londra del 1816 viene catapultata Rebecca Sheridan, una ragazza di ventun'anni che vive nella nostra epoca ma che, durante una rievocazione storica in costume (che lei adora particolarmente), entra in un misterioso ponte spazio-temporale per ritrovarsi negli anni che, da appassionata e cultrice dell'epoca "Regency", conosce molto bene.

Ma un conto è aver studiato un'epoca storica sui libri, un altro è viverla davvero. Ecco quindi che Rebecca si ritrova a vivere in una famiglia molto agiata, con i mille privilegi tipici della nobiltà ottocentesca inglese (e non solo inglese), ma senza i comfort del Ventunesimo secolo: niente internet, nessuna medicina seria, nessun gabinetto come si deve... E poi tanto classismo, tanta discriminazione e la condizione della donna, anche nelle classi sociali più elevate, ristretta a mera statuina alla mercé dei mariti, padri, tutori, ecc.

Insomma, un'epoca che Rebecca vive appieno, nei suoi pregi e nei suoi difetti. E nella quale si impegna a risolvere l'enigma della sparizione di una sua amica, che il sistema giudiziario dell'epoca vuole frettolosamente liquidare come una faccenda secondaria, ma che in realtà cela il profondo marciume che ammorba l'aristocrazia londinese. Con in mezzo una appassionata e scandalosa storia d'amore che non può mancare in un racconto in autentico stile "Bridgerton".

Chissà se alla fine Rebecca deciderà di rimanere a vivere nella Londra del 1816 o se invece preferirà afferrare l'occasione per ripercorrere a ritroso il ponte spazio-temporale e tornare nella Londra di oggi?

Autore: Felicia Kingsley

Editore: Newton Compton

10 agosto 2024

Indro: il 900

Marco Travaglio è uno dei tanti giornalisti che si sono formati e sono cresciuti alla scuola di Indro Montanelli, di cui in questo libro ripercorre tratti di vita privata e soprattutto il percorso professionale, che ha attraversato tutto il Novecento e lo ha visto testimone (e a volte protagonista) di fatti epocali: dal Fascismo alla Guerra, dalla Liberazione al Sessantotto, dalla fondazione del "Giornale Nuovo" all'era Berlusconi.

Travaglio non ha mai fatto mistero della sua sconfinata ammirazione per il "Maestro" del giornalismo italiano. Non perché fosse perfetto e esente da errori (ne ha commessi tanti, come ogni persona che agisce), ma perché Montanelli, alla base di tutta la sua opera di giornalista, ma anche di saggista e scrittore, ha sempre posto una legge ferrea: "il mio unico padrone è il lettore, al quale devo totale sincerità e onestà".

Basta questo per capire tutta la vita di Montanelli, svolta nel corso di un secolo che ha visto rivolgimenti epocali, ascese e cadute di idee, ideologie, leader e nazioni. Chiunque fosse stato al servizio di un qualche padrone avrebbe vissuto le ascese e le cadute del suo protettore. Ma chi come Montanelli è rimasto fedele al suo credo "liberale" e all'idea di rendere conto del suo operato solo ai propri lettori, è riuscito ad andare avanti con la schiena dritta e lo sguardo fiero durante tutte le epoche e stagioni.

In tutto questo è stato aiutato dal suo talento innato di raccontare il mondo con una prosa perfettamente in grado di spiegare e di farsi capire. In più di settant'anni di giornalismo, Montanelli ha scritto migliaia di articoli, di editoriali, di commenti. Mai uno che fosse oscuro, criptico, involuto. Sempre di una limpidezza, di una chiarezza e di una sinteticità, capaci di far arrivare il messaggio a milioni di lettori, senza mai scadere nella banalità o nella superficialità. Il tutto condito da quella fulminante ironia (e talvolta sarcasmo) tipica toscana, ma che solo le menti geniali riescono a generare e che sigillano una idea nella mente dell'interlocutore.

Dalle sue esperienze durante il Regime alle corrispodenze di guerra dalla Finlandia, dagli anni del "Corriere" all'impresa dei 22 volumi della "Storia d'Italia" (che riscosse e continua a riscuotere un successo editoriale senza precedenti), dalla fondazione del "Giornale" all'ultimo guizzo eroico de "La Voce", Travaglio racconta con l'affetto di un discepolo, ma anche con il rigore di un allievo che ha imparato la lezione, la vita straordinaria di Indro Montanelli, il più grande giornalista italiano del Novecento.

Autore: Marco Travaglio

Editore: Rizzoli