22 febbraio 2025

Elogio dell'ignoranza e dell'errore

I termini "ignoranza" ed "errore" hanno in tutti noi un'accezione decisamente negativa. Rimandano al concetto di fallimento e di caduta e li associamo a condizioni umane di umiliazione e di inadeguatezza.

In realtà i due vocaboli descrivono condizioni dell'essere umano ineliminabili e che dovremmo saper comprendere, accettare e volgere a nostro vantaggio. Ciascuno di noi non può non essere "ignorante" anche nel campo in cui ritiene di essere competente, perché nessuna mente può pretendere di essere onnisciente in qualche cosa. Così come ciascuno di noi non può non commettere errori perché la vita è fatta di esperienze e prevedere in maniera deterministica il futuro nostro e del mondo che ci circonda è totalmente al di fuori della nostra portata.

Partendo da questa riflessione, Carofiglio, a tutti noto per i suoi romanzi gialli e per il suo passato di magistrato, descrive situazioni in cui risulta evidente come la consapevolezza dei propri limiti, unita all'intelligente predisposizione mentale a riorganizzare i propri comportamenti, possa essere la chiave per un approccio alla vita positivo e costruttivo, mentre invece la mentalità fissa e granitica che non si mette in discussione e imputa l'ignoranza e l'errore solo agli altri e mai a sé stessa è la fonte di ogni vero fallimento.

Con citazioni e aneddoti di personaggi storici, della cultura e della scienza, nonché anche dello sport, da Machiavelli a Montaigne, da Socrate a Mark Twain, da Mike Tyson a Roger Federer, l'autore incoraggia la riflessione e propone un nuovo orientamento mentale che aiuta il lettore a smantellare e ricomporre il significato di due termini dalla pessima reputazione. Se la mentalità corrente ci esorta a non fallire mai, l'invito è di affrontare i fallimenti (inevitabili) con intelligenza, prendendo l'occasione e lo spunto per migliorarsi e trarne un insegnamento.

Il segreto è moltiplicare le occasioni, ossia i tentativi, senza preoccuparsi del fatto che molti di essi falliranno. I più bravi, nella scienza, nello sport, nel lavoro ma in tutti gli ambiti di vita, sono coloro che sono capaci di "fallire rapidamente", senza subire troppi danni e che sanno ricominciare velocemente, senza commiserazione ma con nuovi tentativi finché si arriva ad un risultato positivo.

Questo libro invita a riconsiderare il nostro approccio all'ignoranza e all'errore, facendoli diventare spinta e motivo di miglioramento. Se ne abbiamo bisogno, perché non provarci?

Autore: Gianrico Carofiglio

Editore: Einaudi

08 febbraio 2025

Scompartimento n. 6

Quando nel 2011 la scrittrice finlandese Rosa Liksom presentò al suo editore questo romanzo, poche erano le speranze che suscitasse interesse nei lettori: il linguaggio aspro e rude, sebbene a tratti poetico, e l'ambientazione nell'Unione Sovietica di fine anni Ottanta erano un mix difficile da digerire.

Ma poi il film tratto dal libro, premiato al Festival di Cannes e adesso disponibile in italiano, ha riacceso l'interesse verso questo testo, la cui trama è banalissima, ma il cui spessore è notevole.

Due sconosciuti si trovano, loro malgrado, a condividere lo scompartimento ferroviario n. 6 della leggendaria Transiberiana che collega Mosca con Ulan Bator. Lei è una studentessa finlandese che studia Archeologia a Mosca e va a vedere alcune incisioni rupestri all'altro capo della Russia; lui è un rozzo operaio, ignorante e rude, che va a lavorare in miniera alla fine del mondo.

Due persone totalmente diverse per formazione, per cultura e per orientamento. Ma i giorni che insieme passano sul treno in convivenza forzata e una serie di situazioni che si trovano ad affrontare, fanno sì che fra i due si formi una sorta di complicità e di intesa, che forse non può definirsi un'amicizia, ma senz'altro un rapporto tanto effimero quanto profondo.

Sullo sfondo il vero protagonista del viaggio: il paesaggio immenso e straniante che osservano dal finestrino. E' il territorio infinito della Siberia, dove tutto è estremo e senza confini, non solo di spazio ma anche di tempo. Che ci si trovi alla fine dell'epoca sovietica lo si capisce dall'amore ribelle e disperato dell'uomo per la sua Patria, ma dal finestrino tutto sembra senza tempo e senza luogo. Una sospensione quasi onirica della realtà in cui i due sono immersi e dove a volte non si capisce se il treno avanza verso una meta o se invece sia solo la danza ciclica di un viaggio senza inizio e senza fine dentro sé stessi.

Un viaggio che ricorda molto più le avventure in Interrail degli anni Ottanta, che gli Erasmus di oggi, in cui, una volta partiti, la destinazione è l'ultima cosa che conta. Ciò che vale è il viaggio stesso, attraverso un luogo (la Siberia) simbolo di un luogo dell'animo, bellissimo, immenso, potente, ma anche inquietante, pericoloso e selvaggio.

Come in fondo siamo tutti noi.

Autore: Rosa Liksom

Editore: Iperborea