08 febbraio 2025

Scompartimento n. 6

Quando nel 2011 la scrittrice finlandese Rosa Liksom presentò al suo editore questo romanzo, poche erano le speranze che suscitasse interesse nei lettori: il linguaggio aspro e rude, sebbene a tratti poetico, e l'ambientazione nell'Unione Sovietica di fine anni Ottanta erano un mix difficile da digerire.

Ma poi il film tratto dal libro, premiato al Festival di Cannes e adesso disponibile in italiano, ha riacceso l'interesse verso questo testo, la cui trama è banalissima, ma il cui spessore è notevole.

Due sconosciuti si trovano, loro malgrado, a condividere lo scompartimento ferroviario n. 6 della leggendaria Transiberiana che collega Mosca con Ulan Bator. Lei è una studentessa finlandese che studia Archeologia a Mosca e va a vedere alcune incisioni rupestri all'altro capo della Russia; lui è un rozzo operaio, ignorante e rude, che va a lavorare in miniera alla fine del mondo.

Due persone totalmente diverse per formazione, per cultura e per orientamento. Ma i giorni che insieme passano sul treno in convivenza forzata e una serie di situazioni che si trovano ad affrontare, fanno sì che fra i due si formi una sorta di complicità e di intesa, che forse non può definirsi un'amicizia, ma senz'altro un rapporto tanto effimero quanto profondo.

Sullo sfondo il vero protagonista del viaggio: il paesaggio immenso e straniante che osservano dal finestrino. E' il territorio infinito della Siberia, dove tutto è estremo e senza confini, non solo di spazio ma anche di tempo. Che ci si trovi alla fine dell'epoca sovietica lo si capisce dall'amore ribelle e disperato dell'uomo per la sua Patria, ma dal finestrino tutto sembra senza tempo e senza luogo. Una sospensione quasi onirica della realtà in cui i due sono immersi e dove a volte non si capisce se il treno avanza verso una meta o se invece sia solo la danza ciclica di un viaggio senza inizio e senza fine dentro sé stessi.

Un viaggio che ricorda molto più le avventure in Interrail degli anni Ottanta, che gli Erasmus di oggi, in cui, una volta partiti, la destinazione è l'ultima cosa che conta. Ciò che vale è il viaggio stesso, attraverso un luogo (la Siberia) simbolo di un luogo dell'animo, bellissimo, immenso, potente, ma anche inquietante, pericoloso e selvaggio.

Come in fondo siamo tutti noi.

Autore: Rosa Liksom

Editore: Iperborea

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