22 marzo 2025

C'era una volta l'URSS

Il momento storico che stiamo vivendo, con le forti tensioni fra Europa e Russia e la guerra in Ucraina, sembra costringerci a prendere posizione pro o contro qualcuno in una visione manichea di contrapposizione fra "bene" e "male" che inevitabilmente ci lacera e ci confonde.

Forse invece l'atteggiamento più saggio sarebbe quello di cercare di capirci qualcosa. E capirci vuol dire comprendersi, essere disponibili ad ascoltare la voce degli altri, astenersi dall'arroganza giudicante nella speranza di trovare un modo per costruire un dialogo.

In questo contesto, il recente libro di Laura Salmon ci dà alcuni strumenti per iniziare ad orientarci meglio nel nostro rapporto con la Russia e con il popolo russo, che sarebbe sbagliato giudicare senza conoscere.

L'autrice è una affermata docente di lingua e letteratura russa all'Università di Genova e in questo libro racconta la sua personale esperienza di avvicinamento alla cultura russa che poi negli anni è diventata il suo profondo amore, non solo professionale.

Si tratta di un'esperienza di vita che l'autrice inizia a coltivare molto giovane, affascinata da una lingua e da una cultura tanto esotica quanto ammaliante che negli anni la condurranno a frequentare sia persone russe sia l'Unione Sovietica, in cui lei stessa abiterà molto a lungo, maturandone un'esperienza diretta e di "prima mano". Un'esperienza che la condurrà anche ad essere testimone degli ultimi anni dell'Unione Sovietica, quegli stessi anni in cui le sempre più profonde crepe nel tessuto sociale, economico e politico dell'URSS, ne avrebbero decretato il crollo.

Il libro è quindi una testimonianza sincera, autentica e onesta di cosa è stata l'Unione Sovietica e, soprattutto, di qual è il carattere del popolo russo. Due elementi che sarebbe sbagliato considerare separatamente perché la costruzione dell'URSS non sarebbe stata pensabile da parte di un popolo diverso da quello russo. E viceversa.

L'autrice ha vissuto sulla propria pelle tutto questo e se da un lato non nasconde le criticità e le storture del sistema sociale, economico e politico Sovietico, dall'altro ne racconta anche i tanti aspetti innovativi e positivi che i russi hanno coltivato con convinzione e passione. Aspetti che per noi occidentali o sono ignoti oppure sono stati conosciuti in maniera distorta a causa della propaganda anti-sovietica imperante dopo la Seconda Guerra Mondiale.

E oggi, anche se non c'è più l'URSS e la cortina di ferro e i tempi sono molto diversi, noi occidentali rischiamo ancora una volta questa "distorsione" di conoscenza.

Ma oltre a tutto questo, ciò che emerge dal libro è lo sconfinato amore dell'autrice per il carattere del popolo russo e per ciò che nei secoli ha prodotto in termini di letteratura, di arte, di musica, di scienza. Un popolo contraddistinto da un'indole estremamente resiliente, paziente e generosa, tanto da fargli superare difficoltà immani mantenendo integra la propria identità. Un popolo e una cultura che dovremmo imparare a conoscere prima di giudicare (soprattutto in questi tempi complicati).

In definitiva un libro molto bello e appassionante, che racconta il passato ma che guarda anche al futuro. Quindi assolutamente da leggere.

Autore: Laura Salmon

Editore: Sandro Teti

08 marzo 2025

La voce del padrone

I romanzi di fantascienza sono spesso considerati un sotto-genere letterario che al massimo sono utili come passatempo, senza però la pretesa di essere considerati vera letteratura.

In realtà a volte capita che qualche romanzo, etichettato di genere "sci-fi", sia molto di più e sia in grado di dire e raccontare molto più di quanto potrebbe sembrare. Uno dei migliori esempi è questo romanzo di Stanislaw Lem, scrittore che nell'arco della sua vita ha pubblicato romanzi di notevole spessore.

In questa storia siamo di fronte ad un pool di esperti, chiamati a studiare in un remoto laboratorio nel deserto del Nevada quello che sembra un "massaggio" proveniente dallo spazio. Infatti, per puro caso, è stato rilevato un segnale contenuto in un flusso di neutrini (particelle che attraversano l'Universo senza farsi arrestare da niente) che sembra coerente e intenzionale, come se fosse stato composto da una intelligenza aliena. Il Pentagono quindi affida al gruppo di esperti il compito di "tradurre" il messaggio e soprattutto di capire se può essere una minaccia o un'arma da poter usare.

Questo aspetto non secondario (il libro fu scritto negli anni Sessanta all'epoca della Guerra Fredda) coinvolge le riflessioni della voce narrante, impersonata da un matematico reclutato nel progetto di ricerca, insieme a numerosi fisici, chimici, biologi, ma anche etnologi, psicologi e perfino filosofi. Tutti si interrogano e lavorano per capire se davvero si tratti di un messaggio intenzionale o se invece sia solo un segnale del tutto naturale e casuale. Poi per cercare di attribuire un significato al "codice" che sembra emergere, senza tuttavia possedere alcuna "stele di Rosetta" per poter operare una traduzione. Il tutto raccontato con estrema accuratezza scientifica, ma allo stesso tempo con un linguaggio accessibile anche ai non addetti ai lavori.

Nel corso di questi studi, emerge quello che è il nucleo essenziale del romanzo, ossia la riflessione sulle fondamenta stesse della scienza, come noi la conosciamo, sui limiti della conoscenza umana e sulla filosofia della scienza. L'autore ci immerge quindi in una riflessione potente e profonda che giunge alle basi della nostra capacità di comprendere il mondo e anche noi stessi. Una riflessione che non può non affascinare, anche se in tutto il romanzo non c'è niente di quello che ci si potrebbe attendere da un avventuroso romanzo di fantascienza (nessuna astronave, nessun viaggio nel tempo e così via).

Un romanzo, quindi, molto denso e a tratti impegnativo ma al tempo stesso avvincente e piacevole, che ha ben poco di "fantasy" e molto di filosofico e intellettuale. Tanto da essere amato da molti, anche se sono trascorsi più di cinquant'anni dalla sua pubblicazione, perché è ancora estremamente attuale il modo in cui approccia la scienza, le sue potenzialità ma anche i suoi limiti.

Autore: Stanislaw Lem

Editore: Mondadori