08 marzo 2025

La voce del padrone

I romanzi di fantascienza sono spesso considerati un sotto-genere letterario che al massimo sono utili come passatempo, senza però la pretesa di essere considerati vera letteratura.

In realtà a volte capita che qualche romanzo, etichettato di genere "sci-fi", sia molto di più e sia in grado di dire e raccontare molto più di quanto potrebbe sembrare. Uno dei migliori esempi è questo romanzo di Stanislaw Lem, scrittore che nell'arco della sua vita ha pubblicato romanzi di notevole spessore.

In questa storia siamo di fronte ad un pool di esperti, chiamati a studiare in un remoto laboratorio nel deserto del Nevada quello che sembra un "massaggio" proveniente dallo spazio. Infatti, per puro caso, è stato rilevato un segnale contenuto in un flusso di neutrini (particelle che attraversano l'Universo senza farsi arrestare da niente) che sembra coerente e intenzionale, come se fosse stato composto da una intelligenza aliena. Il Pentagono quindi affida al gruppo di esperti il compito di "tradurre" il messaggio e soprattutto di capire se può essere una minaccia o un'arma da poter usare.

Questo aspetto non secondario (il libro fu scritto negli anni Sessanta all'epoca della Guerra Fredda) coinvolge le riflessioni della voce narrante, impersonata da un matematico reclutato nel progetto di ricerca, insieme a numerosi fisici, chimici, biologi, ma anche etnologi, psicologi e perfino filosofi. Tutti si interrogano e lavorano per capire se davvero si tratti di un messaggio intenzionale o se invece sia solo un segnale del tutto naturale e casuale. Poi per cercare di attribuire un significato al "codice" che sembra emergere, senza tuttavia possedere alcuna "stele di Rosetta" per poter operare una traduzione. Il tutto raccontato con estrema accuratezza scientifica, ma allo stesso tempo con un linguaggio accessibile anche ai non addetti ai lavori.

Nel corso di questi studi, emerge quello che è il nucleo essenziale del romanzo, ossia la riflessione sulle fondamenta stesse della scienza, come noi la conosciamo, sui limiti della conoscenza umana e sulla filosofia della scienza. L'autore ci immerge quindi in una riflessione potente e profonda che giunge alle basi della nostra capacità di comprendere il mondo e anche noi stessi. Una riflessione che non può non affascinare, anche se in tutto il romanzo non c'è niente di quello che ci si potrebbe attendere da un avventuroso romanzo di fantascienza (nessuna astronave, nessun viaggio nel tempo e così via).

Un romanzo, quindi, molto denso e a tratti impegnativo ma al tempo stesso avvincente e piacevole, che ha ben poco di "fantasy" e molto di filosofico e intellettuale. Tanto da essere amato da molti, anche se sono trascorsi più di cinquant'anni dalla sua pubblicazione, perché è ancora estremamente attuale il modo in cui approccia la scienza, le sue potenzialità ma anche i suoi limiti.

Autore: Stanislaw Lem

Editore: Mondadori

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