28 giugno 2025

Bozze non corrette

Stefano Bartezzaghi è un brillante linguista e quindi uno che con le parole ci sa davvero fare.

Del resto la sua famiglia è famosa per la capacità nell'uso delle parole: il padre Piero è stato il famoso "Bartezzaghi" autore per decenni del più difficile e amato cruciverba della Settimana Enigmistica, tanto che il cognome è diventato un'antonomasia per descrivere una cosa complicata e che costringe a spremere le meningi. Il fratello Alessandro ha ereditato direttamente tale capacità, essendo l'attuale direttore della rivista di enigmistica più letta in Italia.

Insomma, gente che con la lingua italiana è molto in confidenza, anche per usarla per diletto, senza mai rinunciare all'approfondimento culturale.

In questo curioso libro, l'autore si diverte con il lettore, disseminando nei cento capitoli che lo compongono, dieci errori in ciascun capitolo, per un totale di mille errori che il lettore ha il compito di individuare e di annotare negli appositi schemi presenti a fine testo.

Perchè questo gioco? Perchè il libro racconta della morte di uno scrittore, Niccolò Errante, che tutti imputano a suicidio, mentre forse le cose sono andate diversamente e chissà che non si sia trattato di un omicidio.

Ecco quindi che l'autore propone al lettore di scovare gli errori nel testo (possono essere semplici refusi, ma anche errori di stampa o verbi non coniugati correttamente o ancora veri e propri errori concettuali) e, all'interno di essi, trovare gli indizi che conducono alla soluzione del giallo: si è trattato davvero di suicidio oppure è stato un omicidio? E in tal caso, chi è l'assassino?

Libro simpatico, perfetto compagno durante le vacanze estive, per divertirsi stuzzicando la curiosità del lettore, facendolo diventare non mero spettatore degli eventi, ma attivo investigatore per risolvere il mistero che si annida nel racconto.

Un buon passatempo, utile ed economico, come da sempre recita un famoso slogan della Settimana Enigmistica...

Autore: Stefano Bartezzaghi

Editore: Mondadori 

14 giugno 2025

L'anniversario

A volte l'ambiente familiare può essere opprimente e totalitario, anche senza conclamate manifestazioni di violenza, ma semplicemente a causa di un regime concentrazionario che comprime le volontà dei membri della famiglia e dal quale non vi è altra possibilità di liberazione che la fuga.

Si tratta di un argomento difficile, ostico e problematico che implica approfondimenti di tipo sociale, culturale, psicologico e perfino antropologico. Ma magari è possibile affrontarlo anche con la letteratura, grazie alla forza "brutale" del romanzo. Che racconta una rappresentazione immaginaria di vita familiare, ma con la sua potenza narrativa, riesce a rivelare la verità.

Siamo in una famiglia normale, come ce ne sono tante. Il padre ha un'indole accentratrice e impone il suo controllo e la sua volontà, anche in maniera sottile ma pervasiva sulla moglie e sui figli. La madre si è col tempo piegata ed adattata a tale situazione, rinunciando a quasi tutto di sé stessa, senza mai trovare la forza di difendere la propria individualità. Anche di fronte ad episodi, peraltro rari, di violenza domestica tali da far intervenire le forze dell'ordine, la donna sminuisce i fatti e riduce gli eventi a meri accidenti, del tutto sporadici e in fin dei conti innocui.

Il figlio vive questa realtà con un continuo occhio critico. Si rende conto benissimo che le cose stanno diversamente. Percepisce distintamente i tratti caratteriali di suo padre, orientati al dominio e alla sopraffazione e compatisce l'arrendevolezza di sua madre, sfibrata da anni di rassegnata sopportazione. In una situazione del genere, matura la decisione più drastica: andarsene, mettere un sacco di chilometri fra sé stesso e i genitori, perdere i contatti e lasciare che ciascuno segua il proprio destino. In particolare il suo, che aspira ad una esistenza libera e non condizionata, lontana da legami tossici che sono peggio di catene.

Ecco quindi che, dopo dieci anni da tale allontanamento, celebra l'anniversario della sua personale "liberazione" dalla sua famiglia. Qualcosa che, nella nostra mentalità ordinaria di italiani, da sempre devoti al culto della famiglia, suona come scandaloso e moralmente peccaminoso. Ma forse anche la nostra vetusta mentalità ordinaria di italiani ha bisogno di liberarsi da questi moralismi tossici. Perché la felicità non esiste senza libertà. Anche in famiglia.

Con una prosa lucidissima e concreta, l'autore tratteggia il profilo di un figlio che prende una decisione inusitata e straordinariamente difficile. Il lettore non potrà fare a meno di sentirlo vicino e di comprenderlo.

Autore: Andrea Bajani

Editore: Feltrinelli