Stefano Bartezzaghi è un brillante linguista e quindi uno che con le parole ci sa davvero fare.
Del resto la sua famiglia è famosa per la capacità nell'uso delle parole: il padre Piero è stato il famoso "Bartezzaghi" autore per decenni del più difficile e amato cruciverba della Settimana Enigmistica, tanto che il cognome è diventato un'antonomasia per descrivere una cosa complicata e che costringe a spremere le meningi. Il fratello Alessandro ha ereditato direttamente tale capacità, essendo l'attuale direttore della rivista di enigmistica più letta in Italia.
Insomma, gente che con la lingua italiana è molto in confidenza, anche per usarla per diletto, senza mai rinunciare all'approfondimento culturale.
In questo curioso libro, l'autore si diverte con il lettore, disseminando nei cento capitoli che lo compongono, dieci errori in ciascun capitolo, per un totale di mille errori che il lettore ha il compito di individuare e di annotare negli appositi schemi presenti a fine testo.
Perchè questo gioco? Perchè il libro racconta della morte di uno scrittore, Niccolò Errante, che tutti imputano a suicidio, mentre forse le cose sono andate diversamente e chissà che non si sia trattato di un omicidio.
Ecco quindi che l'autore propone al lettore di scovare gli errori nel testo (possono essere semplici refusi, ma anche errori di stampa o verbi non coniugati correttamente o ancora veri e propri errori concettuali) e, all'interno di essi, trovare gli indizi che conducono alla soluzione del giallo: si è trattato davvero di suicidio oppure è stato un omicidio? E in tal caso, chi è l'assassino?
Libro simpatico, perfetto compagno durante le vacanze estive, per divertirsi stuzzicando la curiosità del lettore, facendolo diventare non mero spettatore degli eventi, ma attivo investigatore per risolvere il mistero che si annida nel racconto.
Un buon passatempo, utile ed economico, come da sempre recita un famoso slogan della Settimana Enigmistica...
Autore: Stefano Bartezzaghi
Editore: Mondadori

