14 giugno 2025

L'anniversario

A volte l'ambiente familiare può essere opprimente e totalitario, anche senza conclamate manifestazioni di violenza, ma semplicemente a causa di un regime concentrazionario che comprime le volontà dei membri della famiglia e dal quale non vi è altra possibilità di liberazione che la fuga.

Si tratta di un argomento difficile, ostico e problematico che implica approfondimenti di tipo sociale, culturale, psicologico e perfino antropologico. Ma magari è possibile affrontarlo anche con la letteratura, grazie alla forza "brutale" del romanzo. Che racconta una rappresentazione immaginaria di vita familiare, ma con la sua potenza narrativa, riesce a rivelare la verità.

Siamo in una famiglia normale, come ce ne sono tante. Il padre ha un'indole accentratrice e impone il suo controllo e la sua volontà, anche in maniera sottile ma pervasiva sulla moglie e sui figli. La madre si è col tempo piegata ed adattata a tale situazione, rinunciando a quasi tutto di sé stessa, senza mai trovare la forza di difendere la propria individualità. Anche di fronte ad episodi, peraltro rari, di violenza domestica tali da far intervenire le forze dell'ordine, la donna sminuisce i fatti e riduce gli eventi a meri accidenti, del tutto sporadici e in fin dei conti innocui.

Il figlio vive questa realtà con un continuo occhio critico. Si rende conto benissimo che le cose stanno diversamente. Percepisce distintamente i tratti caratteriali di suo padre, orientati al dominio e alla sopraffazione e compatisce l'arrendevolezza di sua madre, sfibrata da anni di rassegnata sopportazione. In una situazione del genere, matura la decisione più drastica: andarsene, mettere un sacco di chilometri fra sé stesso e i genitori, perdere i contatti e lasciare che ciascuno segua il proprio destino. In particolare il suo, che aspira ad una esistenza libera e non condizionata, lontana da legami tossici che sono peggio di catene.

Ecco quindi che, dopo dieci anni da tale allontanamento, celebra l'anniversario della sua personale "liberazione" dalla sua famiglia. Qualcosa che, nella nostra mentalità ordinaria di italiani, da sempre devoti al culto della famiglia, suona come scandaloso e moralmente peccaminoso. Ma forse anche la nostra vetusta mentalità ordinaria di italiani ha bisogno di liberarsi da questi moralismi tossici. Perché la felicità non esiste senza libertà. Anche in famiglia.

Con una prosa lucidissima e concreta, l'autore tratteggia il profilo di un figlio che prende una decisione inusitata e straordinariamente difficile. Il lettore non potrà fare a meno di sentirlo vicino e di comprenderlo.

Autore: Andrea Bajani

Editore: Feltrinelli

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