Tuttavia il suo contenuto per molti aspetti è ancora oggi molto attuale.
Il libro, infatti, racconta l'avventura di Pietro da Morrone, eletto Papa nel luglio 1294 col nome di Celestino V, e passato alla storia per essersi dimesso da tale carica nel dicembre dello stesso anno, con il famoso "Gran Rifiuto", episodio unico e considerato irripetibile nella storia della Chiesa.
In realtà non è certo che Dante nel III canto dell'Inferno si riferisca proprio a Celestino V quando parla di colui "che fece per viltade il gran rifiuto". E' più plausibile che intenda riferirsi a Ponzio Pilato, ma ciò che conta è che le dimissioni del Papa all'epoca fecero scalpore e restarono per secoli nell'immaginario della cristianità come un evento epocale e inaudito.
Fino alle dimissioni di Papa Benedetto XVI....
Ed ecco quindi l'estrema attualità di un libro, scritto quasi 50 anni fa, ma che oggi può apparire per molti versi profetico.
Ovviamente il contesto storico fra l'epoca di Celestino V e quella di Benedetto XVI è molto diverso, ma un tratto d'unione sembra collegare i due episodi: la rinuncia alla dignità papale causata dall'esistenza all'interno della Chiesa di una situazione di conflitto e di scandalo giudicata dai Sommi Pontefici sinceramente insostenibile.
Celestino V giudicò disgustoso e insopportabile il "menage" della Curia romana, ritenendolo lontanissimo dai precetti evengelici cui aveva sempre ispirato la sua vita. L'opulenza, l'arroganza e la secolarità del clero gli parvero così deleteri e anche così invincibili, tanto da disperare di poter porvi rimedio. Allo stesso modo Benedetto XVI (anche volendo edulcorare i fatti) ha rinunciato al suo mandato in quanto privo della forza necessaria (non solo fisica, ma anche autoritativa) di rettificare le evidenti storture della Chiesa di oggi, minata da lotte interne e da giochi di potere del tutto estranei allo spirito evangelico.
C'è quindi più di un motivo per leggere (o rileggere, per chi l'ha già affrontato a scuola), il libro di Silone: ha molto da dire ancora oggi e chi ha orecchi per intendere, intenda.
Pregevole anche la struttura narrativa, in forma di testo teatrale, in cui i personaggi descrivono sé stessi, senza l'intervento dell'autore, che è un narratore esterno ma non onnisciente. L'espediente narrativo serve a dare credibilità e veridicità alla storia e ci riesce senz'altro, grazie all'indiscusso talento dell'autore.
Autore Ignazio Silone
Editore Mondadori


